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Lunedì, 31 Luglio 2017 15:04

Mine anti uomo. La strage continua

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L’ultimo caso risale a poche settimane fa: un fuciliere di stanza in Ucraina e il suo comandante sono rimasti uccisi per lo scoppio di una mina antiuomo a Trechisbenka, un villaggio occupato dai maidaniti. A darne la notizia il comando della NM-LNR. Secondo il portavoce colonnello Marocko, i due sono saltati in aria a per lo scoppio di una mina antiuomo OZM-72 non segnalata nelle mappe militari del campo.  

ROMA - "La Tratta delle persone è un crimine atroce e inaccettabile, che si riaffaccia periodicamente nella storia dell'umanità e sfida le nostre coscienze". Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro la Tratta degli esseri umani.

Nonostante le promesse e gli sforzi non indifferenti (anche economici), molti dei problemi sociali rimangono irrisolti. Anzi alcuni pare siano peggiorati. Stando ai dati dell’Unicef, il problema delle mutilazioni genitali femminili (MGF) che si basa su pratiche tradizionali che vanno dall'incisione all'asportazione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni, continua ad aumentare: si stima che nel mondo almeno 125 milioni di donne sono costrette a convivere con una mutilazione genitale.

Stamattina ho fatto una camminata sul lungolago, e tutte le persone che ho incontrato, abitanti o turisti che fossero, guardavano il Lago con occhi smarriti e desolati: il suo livello si sta abbassando a velocità impressionante, davvero a vista d'occhio. I pescatori professionisti fanno fatica a mettere in acqua le barche che giacciono piegate sui fianchi; sembra di essere in presenza delle grandi maree delle coste atlantiche.

Fateci caso: dove c’è un sindaco grillino succedono cose brutte di cui il primo cittadino pentastellato è ovviamente responsabile. A Torino, una serata juventina davanti ad un maxi schermo ha provocato una mattanza di tifosi.

BRACCIANO (RM) - Continua l’agonia del lago di Bracciano. Poche gocce di pioggia cadute fra martedì e mercoledì non hanno portato alcun beneficio al livello del lago in lenta ma costante diminuzione. A vederlo, sulle sue rive lo spettacolo è impressionante: fango, alghe in putrefazione, scogli che una volta erano sommersi e ora si seccano al sole, le piccole spiagge che facevano da corona al lago e la gioia dei bagnanti che le frequentavano sono oggi arenili devastati dove non trovi nemmeno più i cigni e i germani reali che ne erano gli abituali abitanti.

Paolo  Sorrentino non ce ne voglia, ma il titolo del suo fortunato film non poteva non diventare il punto di partenza di una serie di calembour che giocano sulla rima. Soprattutto in una città come Roma, dove soprattutto di questi tempi il binomio “la grande bellezza” suona come uno scherzo. Del resto, anche Federico Fellini ha visto il titolo del suo film “La dolce vita” saccheggiato per anni (e per fortuna non l’aveva chiamato “La grande dolcezza”) e non stiamo qui a ripercorrere tutte le variazioni sul tema. Anche se ce ne sarebbero a decine.

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