Il punto

Giovedì, 11 Gennaio 2018 17:32

Morire come un insetto

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La vita media nei paesi sviluppati si è allungata. Per quelli che vivono in Europa o negli Stati Uniti d’America o in Giappone, raggiungere la terza età e oltre è normale. In Giappone l’aspettativa di vita è 83anni, in Islanda e in Svizzera 83, in Spagna, Liechtenstein e Singapore 82.Un lungo periodo che attraversa tutte le fasi della  crescita: infanzia, adolescenza, maturità.  

Nel gennaio del 1968 con l’attacco comunista al sud gli Usa capirono che la guerra in Vietnam non poteva essere vinta. “Il Vietnam è ancora dentro di noi. Ha creato dei dubbi sulla capacità di giudizio degli americani, sulla credibilità americana, sulla potenza americana, non soltanto in patria ma in tutto il mondo. Ha avvelenato il nostro dibattito politico interno. Abbiamo quindi pagato un prezzo esorbitante per decisioni che vennero prese in buona fede e per buoni fini”.

Ottant'anni che non ci si crede, caro Adriano Celentano! Il celebre Molleggiato raggiunge questo nobile traguardo e ci sembra incredibile pensare che sia diventato quasi vecchio un personaggio che per noi rimarrà eternamente giovane, legato com'è alla giovinezza di una Nazione che in quegli anni era ancora capace di sognare e di credere in qualcosa.

Lunedì, 01 Gennaio 2018 18:16

Giorgio Gaber e il coraggio dell'ironia

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Quanto ci manca "Il Signor G"! Già quindici anni senza il garbo, il buongusto, l'ironia tagliente e le riflessioni felicemente devastanti di Giorgio Gaber; quindici anni nel corso dei quali sono cambiate moltissime cose e si avverte ora un drammatico senso di solitudine, come se davvero non fossimo più in grado di convivere.

Domenica, 31 Dicembre 2017 15:46

Bisio, Rinaldi e la bellezza del civismo

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Bisio e Rinaldi, due Claudii per chiudere in bellezza il 2017. Il primo, quest'anno, ha raggiunto la fatidica soglia dei 60; del secondo, a luglio, abbiamo celebrato il decimo anniversario della scomparsa, riflettendo intensamente su quanto ci manchi una figura del suo calibro

Mercoledì, 27 Dicembre 2017 09:05

Charlie Chaplin: la grazia triste di Charlot

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Charlie Chaplin, Charlot, quarant'anni dopo. È stato il simbolo, lui, londinese di nascita e successivamente svizzero d'adozione, dell'America dei ruggenti anni Venti e Trenta, il fustigatore delle sue ipocrisie, il narratore dei suoi vizi e della sua voglia di modernità irrispettosa dei più elementari diritti umani, avida, incattività dalla crisi del '29 e incapace di dar vita ad un progetto sociale equo che coinvolgesse innanzitutto i ceti più deboli.  

Recentemente la Chiesa ha dichiarato che la Sacra Sindone, conservata a Torino, è un oggetto di culto e come tale venerato da milioni di cristiani, quindi la sua eventuale inautenticità storica non ne intacca il valore spirituale.

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L'angolo dei classici

Cinema: “Interstellar”, l’amore oltre il tempo e lo spazio

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