Sabato, 12 Maggio 2012 21:29

Il Paese soffre, la crisi morde, escalation della violenza

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ROMA Una volta tanto usiamo la parola “totem” che piaceva tanto agli esponenti della Confindustria, Marcegaglia in testa, allo stesso Monti, a ministri come Fornero,Passera, quando parlavano della riforma del mercato del lavoro, leggesi manomissione dell’articolo 18,  non riuscita, fino ad ora grazie alla mobilitazione dei sindacati e dei lavoratori.

In antropologia totem è un'entità naturale o soprannaturale che ha un significato particolare per una persona o gruppi di persone al quale ci si sente legati per tutta la vita. Totem da adorare e venerare per il governo Monti, per i tecnoburocrati delle diverse strutture dell’Unione europea, per  che amministra la  Banca centrale europea è il pareggio di bilancio. In testa alla graduatoria degli adoratori, Angela Merkel e il suo staff che con un cinismo degna di miglior causa, di fronte al dramma della Grecia, spolpata dalle imposizioni della Ue, volute dal governo tedesco,  affermano che Atene se ne può anche andare se non rispetta quel patto scellerato che ha gettato sul lastrico milioni di persone. Bilancio di pareggio che lo stesso Sarkozy, alleato numero uno della Merkel, rinviò nel tempo mentre nel nostro Paese, con una decisione profondamente sbagliata secondo il maggior numero di economisti, è stato inserito in Costituzione come clausola obbligatoria voluta da Monti  e votata con la fiducia anche dal Pd.

 

Il totem del pareggio di bilancio

Il presidente del Consiglio, in una delle sue innumerevoli conferenze stampa, mentre la stessa Commissione europea  rendeva note previsione pessime per quanto riguarda la recessione nel vecchio continente e in Italia  ma  prendeva atto che il pareggio di bilancio sarebbe stato raggiunto come il governo aveva previsto, se ne faceva un vanto ed aggiungeva che questo è stato possibile grazie al rigore. Portava ad esempio la riforma delle pensioni che, diceva, veniva presa a modello in tutta Europa. E’ vero che la Commissione ha confermato che non ci sarà bisogno di altre manovre anche se ha pasticciato molto. In un primo momento è stata diffusa unna “ voce” relativa al fatto che il pareggio non sarebbe stato raggiunto, poi, mettendo insieme alcune numeri in più e in meno che non hanno convinto molti economisti dava il voto sufficiente .Il commissario Rehn spiegava che quando si  era fatto cenno a misure aggiuntive si ci si riferiva a quelle già messe in atto. Anche noi crediamo che il pareggio di bilancio verrà realizzato. Ma il prezzo che  il Paese paga è altissimo in termini di condizioni salariali, occupazione, condizioni di vita. Il pareggio di bilancio con un Pil che non cresce non porta neppure un posto di lavoro in più.

 

I cattivi maestri come Grillo

Non solo: il futuro continua ad essere incerto, le preoccupazioni di milioni di italiani, crescono, come crescono disperazione e rabbia.  Siamo su un crinale pericoloso.  La rabbia, la disperazione , come ben sappiamo in Italia, sono un pericoloso terreno di coltura per la violenza. Gli stessi ministri avvertono che siamo in presenza di una escalation che va contratsta nel nascere. Gli attentati alle sedi di Equitalia, il ritorno alla pratica delle “gambizzazioni”, sono un segnale. Lo sono ancor di più, per esempio quando si prendono di mira gli stessi dipendenti di Equitalia.

E poi ci sono cattivi maestri, vedi Grillo, che incitano a non pagare le tasse, che parlano di una Stato che “strangòla”, strangola in italiano, mentre la mafia non uccide, che il Parlamento non serve a niente. Non è solo quindi un problema di  usare gli strumenti di legge per quanto riguarda gli episodi di violenza. Occorre che il complesso delle istituzioni del Paese, delle forze politiche, delle forze sociali, si facciano carico dei problemi di fondo che vanno affrontati. Che si ricreino condizioni di credibilità, superando la disaffezione dei cittadini, la riforma dei partiti e del finanziamento pubblico, la  riforma della Costituzione, una nuova legge elettorale, la legge anticorruzione, non possono essere sottoposte agli interessi di Berlusconi.

 

In caduta libera la fiducia nel governo


I sondaggi danno in caduta libera la fiducia che i cittadini esprimono nel governo che si attesterebbe attorno al 37%. Gli stessi risultati delle elezioni amministrative sono state un campanello d’allarme . Monti ha cercato di correre ai ripari. Il premier con i ministri Fornero, Riccardi, Barca, ha cercato di mostrare un volto “ umano”, pur inneggiando al rigore, il totem appunto. Sono così sbucati 2,3 miliardi per il Sud, destinati a precisi obiettivi: contrastare l’esclusione sociale in particolare di anziani e bambini, appartenenti alle fasce sociali più deboli, per la crescita , innovazione, turismo imprenditoria giovanile. Bene, ma non si tratta  di nuovi fondi da investire ma di una riprogrammazione di fondi comunitarie che riguarderanno in particolare Campania, Calabria, Puglia e Sicilia , fondi comunitari  rimasti “silenti”, con il governo Berlusaconi..Ora entrano in circolo con l’intesa delle Regione , una boccata d’ossigeno.

 

Per una svolta nella politica europea

Allo stato si tratta di timide misure, c’è solo da sperare che segnino l’inizio di un cammino verso l’equità, la crescita. Ma per questo occorre ben altro, una svolta netta nella politica del governo in termini di lavoro,industria,occupazione , una battaglia per far cambiare  linea alla Unione europea. La recessione non si supera in un paese solo. Occorre dare battaglia per misure che aprono la via della crescita in tutta la comunità europea, sena incertezze e titubanze. Merkel, al di là delle parole, non ha intenzione di cedere un millimetro per quanto riguarda eurobond , tobin tax..

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