Mercoledì, 06 Giugno 2012 18:27

Nella pancia delle banche tremila miliardi. E se fuggono?

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ROMA - Lo spettro di un' implosione del settore bancario si aggira per l'Europa.La fuga di capitali sta minando il settore bancario dei paesi periferici, rendendo le banche sempre più dipendenti dal sostegno esterno.
In Grecia i risultati degli stress test organizzati dalla società Blackrock sono tenuti nascosti.  Di fronte a questa situazione, è necessario un cambio deciso di strategia.


Bisogna superare l'approccio minimalista adottato fino ad oggi. La strategia dei regolatori nazionali e del mondo bancario tesa a nascondere i problemi sotto al tappeto e ad occultare e rimandare una stima realistica dei bisogni di ricapitalizzazione delle banche si sta rivelando suicida. La Bce si trincera per ora dietro immissioni di liquidita’ ‘’illimitate’’ e non tocca i tassi d’interesse. Una posizione attendista che Mario Draghi giustifica con un quadro generale ancora molto contrastato. Del resto, come ci ricorda il governatore, la banca centrale europea cosi’ com’e’ oggi, non puo’ essere certo la soluzione di tutti i guai dell’Euro.


Le invocazioni di Obama, le preoccupazioni dei cinesi

 Ne le invocazioni del presidente Obama, del premier inglese Cameron e le preoccupazioni dei cinesi, che vedono rapidamente deperire il loro principale mercato di sbocco dei loro prodotti, non vanno oltre le parole, quando molto potrebbe essere fatto oltreoceano e in estremo oriente per rafforzare la moneta unica. Su un punto però bisogna essere chiari: in caso di salti nel vuoto, qualsiasi strategia per ristrutturare e rinforzare il sistema bancario sarà inutile. Un eventuale default greco, che alcuni trattano con irresponsabile leggerezza, avrebbe da questo punto di vista effetti drammatici perchè creerebbe panico tra i risparmiatori. Nella pancia delle banche dei paesi periferici ci sono 3 mila miliardi di euro. Si tratta di una somma astronomica, alla Paperon de Paperoni più prossima a un fumetto che non alla realtà quotidiana. Neanche il migliore dei piani possibili sarebbe in grado di far fronte ad una fuga dei risparmi di tale entità. Il sentiero è stretto e qualsiasi sbandata sarebbe letale, per non dire apocalittica, per l'economia europea.


Credito e fisco i grandi malati dell’economia

Il governo Monti deve spingere per ottenere interventi immediati e un cambiamento di passo dall'Unione europea. Il credito e il fisco sono infatti i grandi malati dell'economia. Serve una nuova immissione di liquidita' della Bce a 6, 9 anni, mirata a finanziare questa volta progetti infrastrutturali di medio periodo e project bond. Si deve imboccare con coraggio la comunitarizzazione parziale  del debito attraverso il varo di Eurobond  e il salvataggio senza se e senza ma della Grecia'. E’ necessario centralizzare la vigilanza in Europa e superare le frammentazioni nazionali attualmente esistenti; approvare il prima possibile un fondo di risoluzione per le banche che permetta di accompagnare nella maniera più indolore eventuali defaults di istituti bancari; predisporre uno schema di garanzie europee che permetta di garantire i risparmi privati attraverso forme di assicurazione autofinanziate dalle banche e non dai contribuenti come oggi avviene.

Gianni Pittella

Vicepresidente Vicario del Parlamento europeo

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