Martedì, 18 Settembre 2012 14:00

La sceneggiata della signora in bianco

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La presidente alla Regione Lazio Renata Polverini La presidente alla Regione Lazio Renata Polverini

ROMA - Sono finiti i tempi della signora in giallo, ovvero Jessica Fletcher l'insaziabile indagatrice  che smascherava crimini e misfatti.

Adesso c'è la signora in bianco. Un bianco un po' spento a dire il vero con dei bordini alle estremità che buttano sul marroncino topo, quello che si addice benissimo alle giornate tristi, miste al pathos e alle parole che sfiorano il patetico per alleviare dolori e far finta che le magagne siano improvvisamente diventate un vecchio e lontano ricordo.
Insomma   la signora in bianco è bravissima a salvarsi in extremis. Tira in ballo addirittura il "tumore" per fare un parallelismo del tutto inopportuno, parla di responsabilità delle istituzioni, minaccia le dimissioni, invoca la cambiamento, impone l'aut aut. E tutto questo avviene alzando un pochino il tappeto della Pisana , sotto il quale è riuscita a nascondere con una certa  "nonchalance" tutte le schifezze venute a galla dagli scranni dei suoi fedeli sostenitori ai quali non è stato presentato nessun conto.

A parte Franco Fiorito, la pietra dello scandalo noto come "er batman", che oltre alla mancata etica politica dovrà difendersi soprattutto dall'accusa di peculato. Non pagherà neppure Francesco Battistoni, capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, la cui testa sembrava dovesse essere simbolicamente servita in un vassoio d'argento o il presidente del Consiglio, che ha la responsabilità sui gruppi politici.

 Intanto la signora in bianco uscirà da questa storia senza la benchè minima macchiolina sul suo vestitino casto e immacolato indossato appositamente per l'occasione e a sua volta manterrà saldo il posto di governatrice dopo una mozione che farà risparmiare da qui al 2015 tanti soldini alle casse della Regione, che poi sono sempre soldi pubblici. Altro che sacrifici della casta. La signora in bianco ci tiene ai suoi, tanto che è riuscita a far avere a 14 assessori esterni l'agognato vitalizio. Che strano. Proprio qualche mese fa la Federazione della Sinistra ha lanciato un referendum  abrogativo per bloccare il vitalizio agli ex consiglieri facendo risparmiare 4,5 milioni di euro all'anno alla Regione, ma forse non tutti se ne sono accorti.


Purtroppo viene il callo a sentire sempre le stesse notizie.
L'Italia è tragicamente costellata da questi piccoli e grandi capitoli che  fanno parte del vergognoso Dna nazional-politico. E poi quando le magagne emergono è troppo tardi e allora tutti pronti a indignarsi e a lanciare pietre affilate contro il colpevole di turno. Chissà dov'è stata la signora in bianco in tutto questo tempo, mentre Fiorito con i suoi 170 chilogrammi faticava ad entrare nella sua smart, tant'è che ha deciso di comprarsi un Suv della Bmw per stare più comodo.
E poi il bilancio del Consiglio non era anche affar suo? Chissà dov'erano i colleghi di partito, quelli della maggioranza, quando Fiorito tra cene, bonifici e spese pazze faceva il gran signore con i soldi pubblici, ovvero degli altri.  Insomma i peccati sono sempre gli stessi, i peccatori cambiano la maschera mentre stranamente gli ignari complici spesso non s'accorgono neppure di chi hanno al loro fianco.
D'altra parte anche Fiorito faceva parte della coalizione della signora in bianco, ma evidentemente all'inizio aveva mangiato poche ostriche e quindi passava inosservato.

Peccato  si arrivi sempre troppo tardi sulle questioni scottanti, che non solo screditano gli uomini delle istituzioni, ma allontanano ulteriormente i cittadini dalla vita politica. E fatalità nessuno, ma proprio nessuno si accorge mai di quanto sta succedendo, senza anticipi, ma in tempo reale.
Invece la verità viene sempre scoperta quando il "dado è già tratto". Forse nel prossimo Consiglio la signora in bianco dovrebbe lanciare una nuova proposta di legge, quella dell'obbligo degli occhiali a chi ci vede poco. Quanta nostalgia pensando alla signora in giallo. Lei gli occhiali non li portava affatto,  parlava poco, faceva tante domande, sapeva dove andare e cosa cercare e soprattutto risolveva i casi più complicati.

Alessandro Ambrosin

direttore responsabile

www.dazebaonews.it

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