Domenica, 24 Marzo 2013 19:01

Berlusconi e berlusconismo, democrazia a rischio

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Il degrado politico e culturale del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti.

Forse ci siamo assuefatti  tanto da non avvertire i pericoli che la nostra democrazia. Uno per tutti. L’iniziativa di Bersani di consultare le forze sociali, grandi associazioni, sindacati viene presa come una perdita di tempo, un modo per  tentare di rinviare nel tempo  il problema di fondo, quello dell’alleanza fra Pd e Pdl, o comunque di come farà il segretario dei Democratici a trovare vi voti necessari per avere la fiducia. Un giornalista – scrittore, come  Filippo Ceccarelli, penna di punta di un grande giornale come Repubblica, nel racconto giornaliero in cui Bersan è il bersaglio preferito tanto da apostrofarlo, in senso benevolo ma non troppo, “poveraccio”, parla di “antica arte del temporeggiare”. E questo è il meglio perché i giornali di Berlusconi  lo sbeffeggiano senza alcun ritegno.  Ridono del fatto che, con tutti i problemi che ha di fronte, il candidato premier, pre-incarico precisa qualcuno, perda tempo ad incontrare la Col diretti, tanto per citare una delle associazioni consultate. Non parliamo della Cgil e di Susanna Camusso che i berluscones vedono come il fumo negli occhi. Ebbene , sarebbe il caso che questi soloni, editorialisti, politologi, scrittori, dessero una occhiata alla Costituzione. La nostra è una Repubblica parlamentare che fonda la sua sostanza democratica sul pluralismo.

Forze sociali e corpi intermedi garanzia di pluralismo

Il ruolo dei corpi intermedi, delle forze sociali è garanzia di un protagonismo sociale che rende concreto il pluralismo. Del resto in un passato che in troppi tendono a dimenticare la democrazia nel nostro, in presenza di gravi crisi economiche e sociali, è stata garantita guarda caso da forze sociali pienamente consapevoli del loro ruolo. Ci riferiamo alla tanto vituperata  “concertazione”. Fra governo, sindacati dei lavoratori, associazioni di imprese che fece uscire dalle secchi l’Italia. Oggi quel concetto che stava alla base della concertazione vale ancora. Certo sono cambiati i tempi e si tratta di operare in forme nuove. Ma non di abbandonare  quella strada. Uno dei più gravi errori di Monti e di alcuni suoi ministri collocati in posizioni molto importanti è stato quello di aver, di fatto, ignorato il ruolo dei corpi intermedi. Se avesse avuto più senso democratico avremmo evitato, forse, gli esodati, una legge definita riforma del lavoro che invece di migliorare la situazione in relazione alla occupazione dei giovani, in particolare, l’ha peggiorata. Cosa è accaduto in questi anni per cui è sfuggito a molti, troppi, il fatto che in tutta la campagna elettorale le grandi organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori non hanno avuto diritto di parola e di ascolto? Perché  le proposte della Cgil, il Piano per il lavoro, un progetto di grande valore e significato, così come le proposte di Confindustria, di Rete Imprese, asono state ignorate? Eppure ogni giorno gli istituti di statistica ci offrono un quadro del Paese devastante, al limite del disastro e quelle stesse organizzazioni avanzano proposte a getto continuo. E’ accaduto che è entrata nelle pieghe della nostra società la cultura espressione del berlusconismo, un uomo solo al comando,il leader che decide per tutto e per tutti, l’incontro fra i leader decide per tutto e per tutti. La stessa forma partito è evaporata e Grillo ha avuto buon gioco. Già ,il comico genovese p figlio di questa cultura.

Il “leaderismo” alla base del degrado politico e culturale del Paese

E’ lui il capo, è lui che decide. E scendendo giù per li  rami  il “leaderismo”, nelle sue forme peggiori, ha trovato grande spazio nei media. Santoro e Travaglio, tanto per fare due nomi, ma possiamo affiancare Vespa e Floris e quei tre o quattro giornalisti, una compagnia di giro, che sono sempre presenti, come il prezzemolo, e pontificano  non raccontano nei talk show  la realtà. Esprimono una opinione . Quella è e quella influenza  laq cosiddetta opinione pubblica. Diceva un acuto osservatori, autore di esemplari programmi televisivi, nel passato che la ”tv non è più realtà, è opinione” La società nelle sua articolazioni, nelle sue forme organizzate, scompare, non esiste più.   Si parla di crisi di sistema. Giusto, ma se si pensa che un patto Pdl-Pdl sia la panacea di tutti i nostri mali, non si va lontano. Democrazia rappresentativa e democrazia partecipata non possono che camminare di pari passo. L’una senza l’altra lascia grandi spazi al populismo, al qualunquismo. Le forze politiche hanno una grande responsabilità: quella di rappresentare l’anello di congiunzione fra le istituzioni e i cittadini nelle forme in cui si organizzano liberamente. E al Pd, alla coalizione di centrosinistra, spetta questo compito di difendere e allargare la democrazia  nelle forme che la Costituzione prevede. Certo non si può chiedere a Berlusconi. A lui va bene che il sistema resti in crisi. Fino ad ora ci ha sguazzato. Il cambiamento lo terrorizza.

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