Martedì, 28 Maggio 2013 19:23

Dal Pd può ricominciare una storia progressista

Scritto da

ROMA - Nel primo turno delle elezioni amministrative c'è, accanto al drammatico accentuarsi della disaffezione dal voto e dalla politica, un dato importante da cui ripartire: il Partito Democratico, pur entrato in una crisi profonda, e coinvolto obtorto collo in un'esperienza di governo eccezionale, rimane suo malgrado l'unica forza da cui può ricominciare una storia progressista, una vicenda nuova della sinistra.


Questo succede per più ragioni: la qualità e l'onestà di larga parte delle classe dirigenti locali, in rapporto alla scarsa offerta politica delle altre parti; l'assenza di quei traini personali -Silvio e Beppe, e verrebbe da dire ora Silvio Grillo e Beppe Berlusconi- dalla competizione locale; la sofferenza acuta dell'elettorato di destra, a cui si è detto per anni che i “comunisti” erano il male assoluto, per il Governo Letta; la scelta politica del M5S di rifiutare la proposta di alleanza venuta dal PD; la tenuta di alleanze locali di centrosinistra, dal nord al sud, malgrado le diverse collocazioni parlamentari in rapporto al Governo.
Il dato di Roma, in particolare, è importante. Dopo una scialba campagna elettorale, culminata a sinistra con la deprimente serata di Piazza San Giovanni, l'effetto rassicuratore di Ignazio Marino, più di sinistra del suo Partito e “eretico” rispetto a tante posizioni, e la buona tenuta del PD, hanno sorpreso i più. Ora non bisogna sedersi, né a Roma, né a Treviso o a Siena, e trasformare il ballottaggio in una forte affermazione del centrosinistra, di cui c'è un gran bisogno prima di tutto perché Enrico Letta abbia la forza popolare e politica di non farsi ingabbiare dai diktat berlusconiani sulla giustizia e di realizzare, a partire dal lavoro e dai giovani, risultati concreti e ravvicinati.
Guglielmo Epifani ha quindi portato bene al PD. Ma, scaramanzie a parte, anche il segretario e la Direzione del Partito, debbono essere consapevoli che questo successo racconta e squaderna i problemi di identità e di organizzazione del PD, e non li risolve. Uscire dalla vaghezza ideale e programmatica, collocandosi pienamente nel socialismo europeo che si apre a tutti i progressisti, e liberarsi dal correntismo esasperato e dalla malattia del leaderismo dilagante, costruendo un partito-comunità vero, capace di mutualismo e di organizzazione sociale, sono due grandi obiettivi che meritano un Congresso vero e aperto: non una conta su chi deve comandare, o su chi  è più simpatico, ma una Costituente di idee e di proposte aperta alla società, a partire da quella parte che per protesta, o per indignazione non vota.

Correlati

Cerca nel sito

300x300-picasso.gif

Musica. Note fuori le righe

I fiori di J.S. Bach

Preludi costruiti per presentare un tema noto in fuga, le toccate per organo di J.S.Bach sono vere e proprie “introduzioni” o “intonazioni” improvvisate, composte per il piacere di suonare a...

Paolo De Matthaeis - avatar Paolo De Matthaeis

300x300haring.gif

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cultura

Coaching Cafè

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Coaching: cosa potenzia le probabilità di superare una sfida personale?

Se stai leggendo queste poche righe, forse è perché stai riponendo attenzione a tematiche legate alla crescita personale, forse ti stai ponendo un nuovo obiettivo, forse stai pensando di attuare...

Caterina Carbonardi - avatar Caterina Carbonardi

L'angolo dei classici

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]