Sabato, 21 Settembre 2013 12:30

Napolitano, parole non opportune

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ROMA - Come sempre accade ogni volta che il Capo dello Stato parla ognuno stiracchia le parole là dove gli fa più comodo. Era molto atteso il   discorso in ricordo  del suo collaboratore,il consigliere D’Ambrosio, alla luce dei truculenti attacchi alla magistratura da parte del pregiudicato Berlusconi.  I commenti sono arrivati subito.

Dai grillini parole durissime: “Siamo al limite della procedura di sfiducia”.Un tam tam ormai giornaliero  contro Napolitano che ha come capofilalo stesso Grillo. Da destra arrivano elogi sperticati. Vale per tutti quanto afferma la Santanchè che parla di “malattia della giustiza di cui sembra che anche Napolitano se ne stia accorgendo “ “ Ha detto bene il

presidente Berlusconi che la mala giustizia è una malattia”. La ministra Cancellieri concorda con  Napolitano e afferma: Al Paese serve pacificazione, c’è bisogno di un clima più sereno”. Verrebbe subito da chiedersi chi in questi venti anni ha scatenato la guerra. Ma sorvoliamo per carità di patria e torniamo a Napolitano.Le cose che ha detto a noi paiono convincenti.

 

 L’inequivoco rispetto per la magistratura,la contrapposizione tra politica e giustizia

 

 Riportiamo alcune frasi. “L’inequivoco rispetto per la magistratura è spesso travolto nella spirale di contrapposizioni tra politica e giustizia che da troppi anni imperversa nel nostro Paese”. Si tratta  di “un fuorviante conflitto gravido di conseguenze pesanti per la vita democratica in Italia”.  Dunque richiamo fermo alla “inequivoco rispetto “ che si deve alla magistratura.  Poi sottolinea che per superare il conflitto fra politica e giustizia “molto importante  è il contributo che si deve attendere dalla magistratura”. Puntualizza e parla di “importanza decisiva della formazione non solo in senso politico e culturale dei giudici” ma anche “in senso deontologico,cioè come acquisizione di modelli di comportamento ispirati a quei  valori e criteri di equilibrio, sobrietà e riserbo,l’assoluta imparzialità e il senso della misura  e dei limiti che sono il miglior presidio dell’autorità e dell’indipendenza del magistrato.” Ancora:fra i magistrati dovrebbe emergere “una attitudine meno difensiva e più propositiva rispetto al discorso di riforme di cui la giustizia ha indubbio bisogno da tempo e che sono pienamente collocabili nel quadro dei principi della Costituzione”. Allora dove sta il problema? Perché è così tanto piaciuto alla destra  il discorso di Napolitano mentre dal centrosinistra c’è un imbarazzato silenzio? Vediamo rileggendo quanto affermato dal presidente del Consiglio, con il pieno sostegno del segretario del Pd Guglielmo Epifani.

 

Letta. Siamo in uno stato di diritto non ci sono persecuzioni

 

"In Italia siamo in uno stato di diritto- aveva detto Enrico Letta_ non ci sono persecuzioni e rispettiamo l'autonomia della giustizia e il lavoro dei magistrati. Nel momento in cui presentiamo un piano per l'attrazione degli investimenti, se passasse il messaggio che l'Italia è un Paese in cui lo stato di diritto non funziona, sarebbe paradossale". Dal Consiglio superiore della magistratura una nota sottoscritta dal vicepresidente Vietti, dal primo presidente di Cassazione Giogo Santacroce e dal Procuratore generale della Suprema Corte, Gianfranco Ciani che esprimono “ amarezza e sconcerto per l’ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana”. Qesto erano i problemi cui si attendeva una presa di posizione dal parte del Presidente della Repubblica. Diremo di più. Berlusconi ha fatto appello al popolo, un appello a” ribellarsi”, un discorso eversivo. Nel discorso di Napolitano la parte rivolta ai magistrati risulta essere quella preminente. Certo che importante il ruolo dei magistrati in un quadro di riforma, così come quello della loro formazione o il richiamo alla sobrietà. Ma che c’entra tutto ciò con il brutale attacco   di Berlusconi e della sua “banda Bassotti”, ad ora del giorno e della notte, contro ii magistrati? Ogni cosa, si dice, al posto giusto. Mettere sullo stesso piano,perché cos’appare anche se siamo certi non era questo il senso che Napolitano voleva dare al suo intervento, non ci sembra opportuno.  A Napolitano non mancano, di certo le occasioni per parlare alla magistratura. Questa non era quella buona.

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