Sabato, 02 Novembre 2013 16:57

Tanta gente in piazza, il Pd e la sinistra che fanno?

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ROMA - Sarebbe un grave errore se della manifestazione di sabato promossa da numerosi comitati di cittadini, dal diritto alla casa ai no Tav, si cogliessero solo le violenze di gruppi  di “incappucciati”, non c’è altro modo di definirli, di scontri con la polizia, di vetrine infrante. Violenze che pure ci sono state, devono essere decisamente condannate, i responsabili puniti.

I danni sono stati limitati, non si è ripetuta la giornata di Piazza San Giovanni, grazie anche al fatto che  i violenti, gli incappucciati sono stati respinti della stragrande maggioranza di coloro che sono scesi in piazza pacificamente. 

C’è chi aveva programmato gli scontri. I manifestanti li hanno isolati

C’era chi aveva programmato  gli scontri, ordigni pericolosi, spranghe, molotov, lanciare contro i ministri ,sono stati rinvenuti durante il percorso, sequestrati.  Cercavano il sangue è stato scritto. Chi sono , da dove provenivano, chi li ha organizzati? 17 sono i fermati per 7 dei quali il giudice chiederà la convalida del fermo. Come al solito si è data la colpa agli anarchici, che c’erano, insieme a black bloc, incappucciati, con bandiere nere e bere e rosse. Un  centinaio, forse duecento.Ma quei minorenni che sono stati fermati non avevano certo dimestichezza con  Bakunin e Pietro Gori. Dieci feriti fra le forze dell’ordine. Occorre anche a dire che, responsabili i media e chi diffondeva le notizie, si è creato in città un clima di paura. Arrivano i no Tav, terribili guastatori e i Cobas, anche loro molto pericolosi, estremisti di ogni razza, mascherati da comitati di cittadini. 

Dai media è stato creato un clima di paura,da tregenda

Roma come fosse in stato d’assedio, quattro mila fra poliziotti e carabinieri, camionette,blindati, a pattugliare i punti ritenuti strategici. Un clima da tregenda. Saracinesche abbassate. Una città arcigna ha accolto decine di migliaia di persone, famiglie intere, con bambini al seguito, canti, musica, balli, ironia, a volte anche molto troppo pesante. Venerdì si era avuto un prologo alla giornata di sabato con lo sciopero nazionale indetto dall’Unione dei sindacati di base (Usb). Trasporti bloccati, partecipazione dei lavoratori, con dati alterni, manifestazione a Roma, con le solite cifre ballerine. Quanti erano tanti, qualche decina di migliaia. 

Tende piazzate a San Giovanni e Porta Pia

Tutto tranquillo. I manifestanti,i giovani in particolare, sono rimasti a Piazza  San Giovanni per ricongiungersi a quelli che sarebbero arrivati la mattina seguente.  Tende piazzate in quattro e quattr’otto. E tende piazzate sabato sera a Porta Pia sotto la famosa statua del Bersagliere, quasi un camping, una “acampada”, l’inizio di un movimento che  dice “No all’austerità, una casa e un reddito per tutti” e convocano una assemblea per discutere il da farsi come proseguire la lotta. I no Tav, numerose famiglie, nella notte tornano in Piemonte. Cosa ci raccontano queste due giornate che hanno visto una mobilitazione, dura e consistente. Di giovani in particolare, studenti, lavoratori, immigrati, pensionati, precari, esodati, disoccupati, insegnanti, docenti universitari, esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo.

Una “rappresentanza” dell’Italia che vuole cambiare

Una  “rappresentanza” dell’Italia che vuole cambiare, che è contro le larghe intese, il governo Letta ed quelli che lo hanno preceduto. Certo minoritaria, ma che segna uno stato d’ animo, il forte malessere  che si avverte, si sente nel Paese. Rabbia, anche disperazione per condizioni di vita insopportabili. Quei minorenni che erano fra i più agitati, chissà, forse sono studenti umiliati perché non possono partecipare alla gita scolastica. La famiglia non ha i soldi neppure per arrivare alla fine del mese. Non sono giustificati, perché spaccando una vetrina non si risolve niente. Non c’erano le forze politiche,neppure per guardare, osservare anche a distanza.

La “ due giorni romana”  parla  ai Democratici

Ma questa “due giorni“ romana parla proprio a loro, al Pd in primo luogo.  Quale speranza,quale progetto,quale prospettiva indica al Paese? Il Congresso si svolge proprio mentre nelle aule del Parlamento si discute la legge di stabilità, bersaglio particolare delle manifestazioni. Se i Democratici riescono ad uscire dallo scontro fra quattro persone che si contendono la segreteria e prendono il toro per le corna quei cortei di decine di, miglia di persone hanno ottenuto già qualcosa. Il governo, Enrico Letta con i suoi interventi avevano illuso, la legge di Stabilità rappresentava l’inizio di un nuovo cammino, la fine del rigore a senso unico, rigore senza crescita. Non è così. 

Le legge di Stabilità affronta  ancora una volta solo l’emergenza

Allo stato è un provvedimento per affrontare ancora un’emergenza che non finisce mai. Ci sono spunti, indicazioni, ma quando vai a vedere i numeri capisci che non si creerà un posto di lavoro in più, che l’equità nella distribuzione del reddito resta nel libro dei sogni. Il vero problema,come è stato dimostrato da più parti, non è il taglio della spesa pubblica, ovviamente gli sprechi vanno eliminati, ma quello delle risorse necessarie per la crescita. Vanno preso là dove sono. Nuove tasse? No, solo per i ricchi che possono e non le pagano, anzi si regala loro perfino l’esenzione dall’Imu. Come resta inspiegabile il fatto che non si tassino, come in tutta Europa, le rendite finanziarie.O forse si spiega con la lettera di Draghi,il presidente della Bce che doveva rimanere segreta e riguarda il fatto che le banche non vanno toccate. E ci sarebbe anche da chiedersi se , a sinistra,non sia il caso di porre il problema del capitalismo italiano, che investe nella finanza e abbandona l’industria, il manifatturiero, l’innovazione.

Cgil, Cisl, Uil. Confronto con il governo ma serve la mobilitazione

In questi giorni Cgil, Cisl, Uil decideranno come muoversi. Mobilitazione,confronto con il governo, scioperi delle categorie, a partire dal pubblico impiego pesantemente colpito. Le “due giornate” romane,i cortei ,le manifestazioni parlano anche a loro. In primo luogo a loro. Quella  legge di stabilità è da cambiare radicalmente se si vuole dare una speranza a milioni di cittadini,partendo dagli ultimi. Il baratro si può evitare. Ci sono le forze politiche e sociali per evitarlo. Qui e ora non c’è tempo da perdere.

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