Martedì, 28 Gennaio 2014 18:04

Sel, in Europa con Tsipras. In Italia con Renzi?

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ROMA - Il cielo grigio di Riccione è quasi una metafora per l’apertura del II congresso di Sel, “La Strada Giusta”, ma stretta e piena di ostacoli e, per una volta, l’appassionata relazione iniziale del Presidente Nichi Vendola sembra non bastare a diradare le nubi che si addensano sulla difficile situazione della Sinistra Italiana in cerca di una propria identità al di là delle tentazioni minoritarie e della spregiudicatezza della nuova politica post rottamazione targata Renzi. 

Si apre un’altra era geologica della politica 

E’ questa una delle domande alla quali i 900 delegati di Sel, in rappresentanza dei 34000 iscritti, devono cercare di dare delle risposte. Dalla non vittoria delle elezioni di febbraio è cambiato il quadro politico in maniera imprevedibile e precipitosa, “un’altra era geologica della politica” come ha ricordato Vendola, il quale ha chiesto di togliere il suo nome dal simbolo del partito per dismettere di essere una bandiera e tornare a essere una persona. Scelta apprezzata dai delegati. Legge elettorale, posizionamento europeo, lotta all’austerità sono stati i temi a tener banco nel dibattito interno, sia tra gli interventi dei delegati che degli invitati. Un congresso aperto alle diverse sensibilità di quella Sinistra diffusa tanto ricercata quanto poco rappresentata, almeno questa era l’intenzione degli organizzatori. Tsipras o Schulz non sembra essere solo una scelta tra due personalità che rappresentano alternative diverse alla destra e al populismo europeo, ma due approdi forse conciliabili tra loro, al netto della chiarezza con la quale viene declinata la linea politica di SEL. Perché se da un lato Tsipras rappresenta il volto ribelle alle tecnocrazie del Vecchio Continente, Schulz è lo strumento principe attraverso il quale il Socialismo Europeo può configurarsi come argine autorevole alle politiche rigoriste dell’asse Merkel-BCE. Il tema europeo è stato ripreso anche da Maurizio Landini nel suo applauditissimo intervento nella seconda giornata del congresso. Il Leader della Fiom ha posto l’accento sulla necessità di “assumere i principi della nostra Costituzione per portarli in Europa”, invitando i delegati a interrogarsi non tanto sui nomi quanto sui contenuti delle alleanze. 

 

Ed è proprio sul come, sulla “Strada Giusta” da tracciare per presentarsi in Europa che si apre la riflessione sulla situazione in campo nazionale. All’interno di un contesto dominato da  una crisi economica e generazionale, dall’avanzare dei populismi e dell’antipolitica, in cui in base al principio della governabilità  ad ogni costo si è delineato lo scenario delle Larghe intese e discute di un progetto di legge elettorale che in nome di una presunta stabilità della politica dimentica la questione della rappresentanza e penalizza i partiti considerati “minori”.

La sfida di una “manurenzione straordinaria”

Sel quindi è chiamata alla sfida di “una manutenzione straordinaria” grazie alla quale ritrovi la giusta modalità di rilanciare i temi dei diritti sociali e ambientali. Un partito alla ricerca di una cultura politica forte capace di ricostruire una autonomia critica  in grado di rilanciare le priorità per uscire dalla crisi, che possa proporre soluzioni alternative e più eque all’attuale sistema finanziario e alle politiche di austerità, grazie ai temi dell’innovazione  e della sostenibilità economica e ambientale. E ancora la redistribuzione del reddito, il concetto di disarmo e l’innovazione. Concetti ribaditi più volte sia negli interventi di ospiti e rappresentanti di partito sia nella relazione introduttiva e finale di Vendola.  Ma a tener banco è il tema del lavoro,  dei diritti dei lavoratori e della libertà come tutela dei diritti dei lavoratori. E ancora più volte il prefisso –Co. Inteso come co-working, cooperazione, collaborazione. Questa forse la ricetta per trovare spazio e forza all’interno dei complessi scenari nazionale  ed europeo.

 

Lo stesso prefisso –co è sembrato essere il leit-motiv delle tre giornate dei lavori congressuali, un congresso “vero” in cui si è assistito a a una relazione introduttiva che conteneva  alcune domande la cui risposte sono stata affidata al dibattito. .Rimangono le incognite sul piano italiano difficoltà nel rapporto con il PD. Renzi decide di non intervenire e Vendola critica questa scelta: “Vedi caro Matteo Renzi hai sbagliato a non venire qui. Qui non avresti trovato una platea infastidita dalle molestie delle soglie di sbarramento. Ma un popolo che ti chiede di guardare con più attenzione alle ferite della democrazia che sono il problema dell'Italia e dell'Europa” criticando inoltre la scelta di incontrare Berlusconi  e a permettergli di “tornare in cattedra” a impartire lezioni di moralità e etica pubblica.Rispetto alla legge elettorale l'emissario di Renzi Bonaccini ha aperto su una modifica della percentuale di sbarramento. L'atmosfera è comunque rimasta tiepida con qualche contestazione che ha richiesto l’intervento di Vendola.

L’esito delle votazioni finali

Votazioni finali. Sel decide di sostiene la candidatura alle elezioni europee del greco Alexis Tsipras, «il Davide ellenico» , leader di un partito, Syriza, che è diventata la più importante forza politica della Grecia. Ancora Vendola, nella sua relazione finale «Nessuno ha vinto questo congresso. Tutti hanno vinto questo congresso. Avete vinto tutti voi che ci date il mandato specifico di praticare la possibilità di sostenere Tsipras, una volta che abbia dato la disponibilità di indicare la sua candidatura non chiusa nel recinto del Gue, ma aperto alla sinistra più larga. Noi metteremo questa possibilità nelle mani del gruppo dirigente. Con Tsipras ma non contro Schulz, con Tsirpas per incontrare Schulz" ha ribadito nelle conclusioni.Si approva infine L’Odg su Europa ed Elezioni Politiche: aprire un confronto con Tsipras per una lista comune 382 favorevoli, 68 contrari tra questi Fava e 123 astenuti che hanno scelto di seguire l'indicazione di Titti Di Salvo.  Da qui si apre comunque uno scenario complesso sulle alleanze future. Sia nazionale che internazionali.

Una strada complicata ma non impossibile

La strada giusta per SEL sarà complicata ma non impossibile. Oggi a livello Europeo è rappresentata dalla larga careggiata che divide Tsipras dal Socialismo Europeo. L'approdo comunque auspicato. All nuovo gruppo dirigente uscito dal congresso spetterà trasformarla in un piccolo sentiero che avvicini due mondi oggi apparentemente ancora distanti facendo i conti anche con la volontà della cosidetta "società civile" rappresentata degli intellettuali che sostengono Tsipras di chiedere un passo indietro alla politica.Ma a SEL, ancorché piccolo e fragile soggetto politico, piacciono le sfide alte. Quelle che nel passato hanno portato Vendola, Pisapia, Zedda, Petrangeli e tante e tanti altri a governare realtà importanti del Paese. Quella uscita dal congresso è forse la più difficile. Praticare la terra di mezzo in cui coabita il sostegno a Tsipras e il rifiuto del minoritarsimo. Il rifiuto di tornare comunque indietro verso una possibile riedizione della defunta Sinistra Arcobaleno è forse la cosa che ha unito in modo unanime la sala. Anche come volontà di tenere aperto il canale di comunicazione, sempre che questa volontà sia condivisa, con Matteo Renzi e il nuovo PD.

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