Martedì, 15 Marzo 2016 18:23

Non è affatto sbagliato dire che l'Emilia-Romagna è terra di mafie e vi spiego perché

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ROMA - Se vogliamo essere onesti ed obbiettivi nell'analisi delle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, dobbiamo guardare ai fatti.

Le mafie stanno conquistando questa regione attraverso una rete di politici, imprenditori e professionisti. Come da anni continuo a dire, qui, come in altri luoghi, le mafie non hanno usato violenza, intimidazione e armi, anzi hanno evitato delitti in stile mafioso: si sono infiltrate nel territorio grazie alle ingenti quantità di denaro, senza bisogno di sparare, semplicemente, comprando e corrompendo. Mi meraviglia molto il fatto che in tanti negano l'evidenza o la minimizzano, eppure, in queste zone sono arrivati i Casalesi, la ndrangheta, la mafia, tutti uniti, per seppellire rifiuti, corrompere, riciclare, investire, costruire con la complicità di figure di professionisti, colletti bianchi e politici. Sento dire anche da parte di studiosi del fenomeno mafioso che la mafia qui non esiste. Penso che chi non vuole vederla, lo fa o per interesse o per mero calcolo.

Ho letto persino di magistrati che respingono nelle sentenze l'ipotesi di un radicamento mafioso in questa terra. A mio modestissimo parere questo è un errore che regala alle mafie un vantaggio di cui non hanno certo bisogno. Attenzione a non sottovalutare ciò che avviene nella regione sarebbe un'imprevidenza imperdonabile. Sposo pienamente la tesi del procuratore nazionale antimafia il quale, a ragion veduta, afferma che l'Emilia Romagna è diventata terra di mafia. E così dicendo non distrugge affatto l'onorabilità di un'intera regione ma, al contrario, vuole tutelarla e salvarla. Chi s'intende di criminalità organizzata sa bene che le infiltrazioni mafiose in un territorio sono il preambolo ad una immediata presenza stabile e definitiva su quel territorio di affiliati alle organizzazioni mafiose. Tutto ciò genera una sorta di colonizzazione in pianta stabile che naturalmente non è come in Campania, Calabria o Sicilia, perché le mafie non hanno il controllo assoluto del territorio, però è certo che svolgono attività criminali e mirano a conquistarlo nel tempo. Sono convinto che occorra una imminente e pressante attività antimafia sul territorio, adottando strategie investigative che privilegino l'aggressione dei patrimoni illeciti: solo così vedremo presto ciò che molti non vogliono vedere oggi.

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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