Lunedì, 04 Aprile 2016 07:18

Il fiammifero della Guidi e l’incendio intorno al governo Renzi

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ROMA - “Il nostro è un paese percorso da un fiume sotterraneo che, sempre latente e spesso emergente, dove domina una corrente su tutte le altre: purché ci sia libertà privata si accetta la dipendenza pubblica.

E quindi corruzione pubblica,clientele diffuse,interessi particolari diffusi. Scarsi ideali, scarsi valori, fortemente sentiti ma da piccole minoranze. Il Manzoni, l’autore dei Promessi sposi, romanzo che racconta a suo modo una storia d’Italia, la descrisse così: “Con quel volto sfidato e dimesso/Con quel guardo atterrato ed incerto/Con che stassi un mendico sofferto/Star doveva in sua terra il Lombardo/L’altrui voglia era legge per lui/ il suo fato un segreto d’altrui/la sua parte tacendo servir. Lui sperava di farne un popolo sovrano e in parte quel popolo sovrano è nato. Non è più servo è libero, tutela e lotta per i suoi interessi ma l’interesse generale lo vede assai poco. Lo lascia ad altri,a chi comanda per tutti. Il problema è sapere se chi comanderà tutelerà l’interesse generale o  il proprio  potere. Questo alla fine sarà solo la storia a dirlo.”Il tema è quello delle dimissioni del ministro Federica Guidi che proviene dalla Confindustria. Riguarda il giacimento petrolifero trovato a ridosso di Corleto Perticara, paese piccola della regione in cui son vissuto fino ai 18 anni, l’aspra Basilicata dove mio padre faceva il giudice istruttore.  

 
Ora ci si chiede:era opportuno indire un referendum ?  E, una volta indetto, che il governo e il Partito democratico che lo sostiene, raccomandassero di votare scheda bianca o di astenersi? Io e molti altri sosteniamo che  il referendum abrogativo ha aggiunto un rebus al rebus. C’è da sperare in una risposta degli elettori che sciolga il quesito con chiarezza. Ma a chi somiglia Renzi tra gli uomini del passato liberale? Secondo il fondatore di Repubblica come il piemontese Giovanni Giolitti aspira a un “partito della nazione” che, come fecero i giolittiani agli inizi del Novecento, tra una destra moderata e una sinistra e un Capo unico che era lui. Scarsi ideali e scarsi valori ma  voglia di esser presenti e contare.  Non so se la maggior somiglianza faccia pensare a Giolitti o piuttosto ad altre figure meno limpide della liberal-democrazia italiana ma certo è che nell’ultima vicenda il confondersi degli interessi privati(di Gemelli? della Guidi? del “cerchio magico renzista” sembrano dominare su tutti gli altri). Ma il problema ancora una volta è quello della selezione della classe politica e del ruolo negativo degli interessi dei media sulla politica italiana. Se questi problemi non si risolvono sarà molto difficile uscire dall’attuale palude in cui rischiamo tutti di affondare. Renzi come Alfano, Salvini come l’ormai quasi spento (pensa altro!) imprenditore di Arcore.
Nicola Tranfaglia

Storico, politico e docente universitario

www.dazebaonews.it

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