Martedì, 22 Novembre 2016 17:53

Aumenta la soddisfazione dei cittadini. Ma attenzione ai “non dati”

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L’Istat ha rilasciato la statistica relativa alla “Soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita”, una rilevazione del grado di soddisfazione personale attuato mediante la studio delle risposte a due serie di quesiti.

Insomma si tratta non di numeri esattamente quantificabili ma di numeri che riportano il sentimento, il sentire delle persone e delle famiglie. In una estrema semplificazione fatta tanto per intenderci è suppergiù la differenza tra “guadagni 3.000 euro al mese e quindi non rientri tra i poveri” e “su una scala da 1 a 10 dove 1 è povero e 10 è ricco tu dove ti metteresti?”.

Aumenta il giudizio complessivo sulle condizioni di vita

Dopo 5 anni negativi il dato comincia a salire rispetto al precedente anno 2015. In particolare migliorano i dati sulla percezione soggettiva della propria situazione economica e sulla soddisfazione degli occupati per il lavoro. Resta stabile la soddisfazione per la vita di relazione (famiglia e amici), salute e tempo libero.

Andamento strettamente legato all’età anagrafica

Il dato sulla soddisfazione appare fortemente correlato all’età anagrafica, con i giovani di età compresa tra i 14 ed 19 anni altamente soddisfatti contro il 34.4 per cento degli ultra 75enni.

Nonostante l’aumento però i dati non sono molto brillanti, ad esempio le persone soddisfatte della propria situazione economica aumentano passando dal 47.5 per cento nel 2015 al 50.5 per cento nel 2016.

Il cuore degli italiani batte sempre in famiglia

Sono le relazioni familiari a confermarsi la dimensione di maggiore soddisfazione degli italiani, con un bel 90.1 per cento di persone soddisfatte nel 2016, mentre si conferma la sfiducia negli ‘altri’ con il 78,1 per cento che ritiene che sia necessario “stare molto attenti” nei confronti degli altri contro un risicatissimo 19.7 per cento che ritiene che “gran parte della gente è degna di fiducia”.

Gli altri aspetti

Si riducono lievemente le persone che ritengono sia presente il rischio di criminalità nella zona in cui vivono (38,9 per cento) e aumentano quelle che si lamentano della sporcizia delle strade (33.0 per cento) o dei difficili collegamenti coi mezzi pubblici (32.9 per cento)

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

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