Mercoledì, 22 Marzo 2017 11:19

Proposte di riforma in materia di lotta alla corruzione

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La corruzione danneggia il tessuto sociale e istituzionale di un Paese: questo ormai è un dato inconfutabile. Spetta dunque ai governi ridurre la corruzione e limitarne gli effetti deleteri.

Uno Stato democratico, degno di questo nome, deve fare in modo che i vantaggi dell’essere onesti siano superiori ai costi di essere corrotti. Occorrono premi e punizioni efficaci e funzionanti. Un degli aspetti su cui incidere è il salario dei dipendenti pubblici. E’ necessario che gli stessi siano adeguatamente remunerati e non sottopagati (l’Italia ha i salari dei dipendenti pubblici tra i più bassi d’Europa). Se i salari del settore pubblico sono troppo bassi, i dipendenti possono integrare il loro reddito in modo illegale.  Non è un caso, infatti, che nei Paesi meno sviluppati, vi sia una relazione tra il livello basso dei salari del settore pubblico e l'incidenza della corruzione. Un ulteriore aspetto degno di rilievo è la massima trasparenza della spesa pubblica. Finanziamenti pubblici, sovvenzioni, appalti pubblici di beni e servizi devono essere sotto il controllo diretto dei cittadini poiché essendo risorse pubbliche appartengono a tutti e necessitano della più ampia trasparenza possibile. Nei Paesi in cui i cittadini sono realmente in grado di controllare le attività di governo e analizzare nel merito le varie politiche pubbliche, la corruzione è ridotta rispetto a quei Paesi in cui tale controllo non sussiste (vedasi ad es. la comparazione tra Germania e Romania). A tal proposito, ritengo che la libertà di stampa e i livelli di alfabetizzazione dei cittadini siano l’unico vero strumento che possa determinare una società civile attiva, con una cultura di partecipazione che senza dubbio è un ingrediente importante di supporto per diverse strategie volte a ridurre la corruzione. Creare e realizzare processi di bilancio trasparenti prevedendo la diretta responsabilità di chi li redige contribuirà senza dubbio alla redazione di documenti trasparenti e semplici da consultare. In questo contesto, l’intervento della burocrazia deve essere un quid plus e non un limite. Laddove vi sono un elevato numero di norme burocratiche è più facile che si annidi la corruzione. Specialmente in Italia (il paese europeo con più leggi in vigore) occorrerebbe eliminare il maggior numero di norme inutili, salvaguardando le funzioni di regolamentazione essenziali dello Stato. Le sovvenzioni pubbliche e i sussidi erogati in maniera snaturata sono un altro esempio di come la politica può creare opportunità per la corruzione. Non bisogna dimenticare che la corruzione ormai non è più solo un fenomeno nazionale ma assume sempre più una dimensione transfrontaliera. Il controllo della corruzione e l’elaborazione di sistemi preventivi e repressivi deve diventare un elemento chiave tra i vari governi dell’Unione europea. Dal momento che in questo campo le Nazioni Unite non hanno poteri esecutivi, l'efficacia delle Convenzioni europee come strumento per scoraggiare la corruzione dipenderà molto da adeguati meccanismi di monitoraggio nazionale per valutare se un governo lotti o meno la corruzione. Un altro strumento molto utile per la prevenzione e la repressione della corruzione è l’uso delle nuove tecnologia telematiche. Un modo per affrontare questa piaga è quello di utilizzare le tecnologie disponibili per incoraggiare un rapporto di piena concorrenza tra i funzionari pubblici e la società civile. Internet, ad esempio,  può essere uno strumento efficace per ridurre la corruzione. Utilizzare piattaforme online per facilitare le interazioni del governo con la società civile e il mondo imprenditoriale può essere un mezzo di controllo molto efficace da parte dei cittadini. Utilizzare le più recenti tecnologie per creare sistemi di appalti pubblici più trasparenti è una strategia di lotta alla corruzione molto efficace. In molte delle misure e delle strategie esaminate e volte a combattere la corruzione, la filosofia di fondo è quella di eliminare la possibilità di comportamenti corruttivi frutto di previsioni di bilancio che cambiano continuamente e che spesso nascondono comportamenti illegali. Tutta questa attività può certamente risultare utile nella lotta alla corruzione ma il miglior approccio possibile oltre al cambiare le regole si concentra sul fondamento morale ed etico del comportamento umano. Prima delle leggi e del ricambio della classe politica bisognerà cambiare la mentalità degli italiani, il che oggi appare un’impresa quasi impossibile!

(Vincenzo Musacchio, giurista, presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise e direttore della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise).

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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