Lunedì, 09 Ottobre 2017 09:49

Coaching: la libertà come valore. Tuttavia da cosa vogliamo essere realmente liberati?

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La felicità spaventa, perché c'è sempre un prezzo da pagare per conquistarla. Il problema è che di essa si conosce solo il suo costo, ma non il suo valore.” Cit. C. Carbonardi 

Abbiamo condiviso quanto sia importante focalizzare i nostri valori, al fine di orientare le nostre scelte e la direzione che vogliamo dare alla nostra vita. (leggi qui la riflessione sul tema dei valori).

Dalle mie esperienze di coaching ho raccolto molte riflessioni sul tema dei valori, e spesso, nei momenti di confusione, disorientamento e indeterminazione, ripartire dal quadro dei nostri valori irrinunciabili, dà sempre una svolta al percorso di coaching, permettendo di uscire dal momento di stallo in cui ci si può sentire e, soprattutto, di agire. 

Inoltre abbiamo già condiviso riflessioni su alcuni valori specifici, come umiltà, trasparenza, pazienza (che è una virtù, ma spesso i miei clienti la mettono sul tavolo nel tema dei valori), autenticità ecc. e questa riflessione entra in merito ad un valore, che spesso sento tra più dichiarati e desiderati, che tuttavia è difficile da esercitare: la libertà. 

A cosa è utile? Banale, ma importante dichiararlo con chiarezza, la libertà è un valore fondamentale per manifestare la vita che desideriamo. Questa affermazione la sento spesso ripetere dai miei clienti, e lo confesso, la sento anche molto mia! Esprime Il desiderio di poter cambiare ciò che è meno è funzionale al nostro benessere e di poter fare ciò che ci renderà felici. 

Cosa siamo dunque disposti a pagare in nome della libertà? E come ci sentiremo dopo? 

Le esperienze di coaching con i miei clienti portano quasi sempre a questo tipo di domande, poiché la parola “prezzo” da pagare spesso esce in ogni caso.

Poniamoci l’ulteriore domanda: a cosa siamo disposti a rinunciare per sentirci liberi? 

Sembra una questione di grandi scelte e dolorose, ma invece ciò che mi stupisce è che le riflessioni che emergono sono spesso orientate alla rinuncia di schemi mentali interiori, che imbrigliano le nostre scelte. 

Spesso il prezzo che sentiamo di pagare è legato proprio alla rinuncia ai pensieri meno utili alla nostra realizzazione, pensieri, spesso meno funzionali a noi stessi che all’apparenza ci deresponsabilizzano e ci fanno sentire sollevati (se è colpa di altri o di situazioni esterne, la colpa non è mia!),  e che invece ci legano mani e piedi non rendendoci liberi (se è colpa altrui, io non posso fare nulla per cambiare le cose).

Faccio un esempio, quasi tutti portiamo un bagaglio di esperienze meno positive accumulate nella vita la cui responsabilità tendiamo ad attribuire ad altre persone, ai genitori ad esempio. Assegnare la colpa ad altri ci priva del potere della responsabilità personale, che permette, invece, di prendere in mano la nostra vita e viverla in libertà. Può darsi che in passato le cose non siano andate così bene per situazioni create dagli altri, ma oggi è il giorno in cui decido che quelle situazioni non fanno più parte della quotidianità e che, da questo momento, qualunque cosa sia successa ho il poter di andare avanti meglio. Solo noi abbiamo il potere di cambiare le cose ma solo se ci prediamo la responsabilità, che in questo caso ci rende liberi di scegliere di andare verso una situazione di maggior benessere essendo il regista principale. 

Un altro esempio ricorrente è “le cose sono così, perché sono davvero sfortunato”. Come potrò mai cambiare la mia situazione se c’è una forza invisibile che la determina in modo negativo?

Il primo passo verso la felicità è liberarci attraverso la rinuncia a questi schemi.

C’è un altro aspetto interiore che ci rende prigionieri e lo abbiamo già incontrato: il Sabotatore interno che alberga dentro di noi, che ci convince di non essere capaci a fare qualcosa. Conoscerlo e riconoscerlo nei momenti in cui ci sta limitando nelle scelte è il secondo passo. 

Altro aspetto è sentirsi liberi di scegliere e anche sbagliare, senza sentire il peso del giudizio altrui o, peggio ancora, dell’auto-giudizio 

Poi non ci sono altri passi standard da seguire, ed è l’aspetto più  bello dei percorsi di coaching, percorsi con i quali davvero il cliente disegna il suo obiettivo e il piano per attuarlo in piena libertà! Certo è che, ognuno di noi, deve costruire la felicità attraverso la liberazione da questi pensieri limitanti.

Infine la libertà è un valore che orienta la direzione delle nostre azioni ed è un valore che si esercita se riconosciamo altri valori ad esso strettamente collegati, la domanda da porsi potrebbe quindi essere: Quali altri valori mi fanno sentire libero? La trasparenza? L’onesta? Il coraggio? Il rispetto? L’integrità? Il perdono? Spiritualità? Ambizione? Fedeltà? Ecc, 

Ricordiamo però che siamo sempre orientati a pensare che i valori siano solo quelli di accezione positiva (facendo riferimento ad uno schema culturale e sociale, ma ne esistono di meno “belli”), scoprire se qualcuno di questi è tra i nostri valori ed avere il coraggio di dichiararlo a se stessi è la vera libertà. Un mio cliente aprì la mia mente in questa direzione, un giorno che mise sul suo piano di valori l’orgoglio e il potere tra i valori, ne prese consapevolezza e tramite l’accettazione di essi, orientò le sue scelte per arrivare al suo obiettivo: il successo professionale.

Fare scelte e piani di azioni in linea con i propri valori ci farà sentire liberi di orientarci verso una situazione di maggiore soddisfazione, qualunque essa sia! 

“Quando uso la parola "libero" non intendo dire che non ho più problemi o che non ci siano volte in cui faccio degli errori. Dicendo "libero" intendo la sensazione di avere il controllo della mia vita, del mio destino. Non ho bisogno di sapere cosa ha in serbo per me il futuro, perché mi sento in grado di far fronte a qualsiasi eventualità e di rendere meraviglioso ogni istante della mia vita.” Cit. Richard Bandler

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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