Venerdì, 25 Maggio 2018 15:47

Spread. Sorpasso Italia – Grecia entro l’estate?

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Lo spread, la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli attualmente di riferimento, quelli tedeschi, ha comodamente preso possesso del centro palcoscenico, luogo dove resterà nei prossimi mesi. E visto che spesso, quando si parla di spread, si sente ripetere la litania “la Grecia è vicina” è forse il caso di notare come ormai la domanda relativa all’andamento degli spread italiano e greco non è più se avverrà il sorpasso, ma quando.

E a quest’ultima domanda, quando lo spread italiano sorpasserà quello greco, ipotizziamo una risposta. Il sorpasso potrebbe infatti avvenire entro il tramonto di questa dell’estate, o meglio entro la fine del mese di settembre.

Qualche dato.

In questi giorni lo spread dei titoli di riferimento italiani a dieci anni nei confronti dei Bund tedeschi di pari scadenza ha avuto qualche sobbalzo ma ha girato intorno ai 190 punti base che sarà il livello che utilizzeremo qui. Anche il titolo greco con scadenza decennale ha avuto sobbalzi ma con uno spread che si è aggirato intorno ai 380 punti base. E’ certo utile ricordare che lo spread è espresso in punti base, ovvero in centesimi di punto percentuale, ad esempio se il titolo di riferimento paga lo 0,37 per cento ed io ho uno spread di 50 allora pagherò 0,87 per cento infatti 87 centesimi è uguale ai 37 centesimi del titolo di riferimento più i 50 dello spread.

Le tre possibili modalità di sorpasso

Sono tre le modalità in cui potrebbe avvenire il sorpasso, con improvviso rialzo dello spread del nostro Paese, con un improvviso ribasso dello spread ellenico o infine, ed è la soluzione meno cruenta e più probabile, con uno spostamento di entrambi gli indici in direzioni opposte, il nostro spread in salita e quello greco in discesa, tali da farli incontrare lungo il cammino.

Prima ipotesi. Un nostro balzo

E’ piuttosto improbabile che nei prossimi mesi il nuovo Governo riesca a compiere azioni ed atti particolarmente invise ai mercati. L’effetto quindi dovrebbe limitarsi agli esiti di annunci, seppur roboanti. Il rischio reale, quello davvero impattante, sarebbe relativo alla possibilità di un downgrade da parte delle agenzie di rating, cosa che per una normativa piuttosto agghiacciante e che meriterebbe ampiamente una profonda modifica, impedirebbe alla BCE di continuare ad acquistare i nostri titoli di Stato all’interno del programma di quantitative easing. Ciò causerebbe una impennata clamorosa dello spread. Ritengo comunque che questa ipotesi abbia una probabilità di realizzazione davvero marginale.

Seconda ipotesi. Un tracollo dello spread greco

Anche se ormai la Grecia ha i conti pubblici decisamente migliori dei nostri con un avanzo finale di amministrazione, una crescita quasi doppia rispetto alla nostra ed il rapporto debito/Pil che sembra destinato ad incanalarsi verso una discesa piuttosto rapida l’unico modo in cui si potrebbe realizzare un vero tracollo dello spread sarebbe l’ammissione dei propri titoli al QE della BCE. Questa ipotesi sembrerebbe ancora lontana in quanto i titoli non godono ancora del rating adeguato per l’acquisto da parte degli uomini di Mario Draghi. Anche questa ipotesi sembra quindi decisamente improbabile.

Terza ipotesi. L’incontro a metà strada

Il sentiero dei due spread sembra essere avviato ad un incontro a metà strada. Da parte nostra le incertezze sulla formazione del Governo hanno pesato finora e da ora in poi potrebbero invece pesare le certezze. Da parte greca invece sembrerebbe avviarsi una stagione estiva ancora foriera di record turistici, nuova occupazione, fatturato ed entrate tributarie. A dare l’aiuto finale potrebbe inoltre intervenire una uscita più o meno controllata dal programma di aiuti ed una ridefinizione di alcuni aspetti del debito istituzionale, in particolare rispetto a rimborsi e periodo di grazia degli interessi, che ne aumenterebbe la sostenibilità senza intaccare il totale nominale. D’altra parte il Fondo Monetario Internazionale ha già affermato che il debito greco è sostenibile fino al 2030, mentre nella mia personale opinione con qualche piccolo aggiustamento lo sarà molto più di quello italiano.

E quindi

Il sorpasso dello spread italiano contro quello greco entro la fine del mese di settembre è un evento estremamente probabile, ma non certo. Non avrebbe effetti disastrosi, se non per il dito indice, che potrebbe diventare lievemente ipertrofico, di chi lo punta e dice “faremo la fine della Grecia”; e non avrebbe effetti disastrosi perché potrebbe avvenire su livelli tutto sommato ancora accettabili, il grosso del problema infatti sorgerebbe in caso di downgrade del rating.

In ogni caso, anche laddove questo sorpasso avvenisse, non diventerebbe comunque conveniente per chi lavora in Italia investire in titoli di Stato del nostro Paese.

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

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