Lunedì, 11 Maggio 2020 15:44

Rinnovamento scientifico: il binomio sicurezza e sostenibilità

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Laboratori scientifici in prima linea, l’importanza della ricerca e dello sviluppo 

Ci voleva il Coronavirus per comprendere con maggiore coscienza quanto sia importante in un Paese avanzato la ricerca e lo sviluppo. E non solo per quanto concerne i vaccini. L’Italia ha bisogno di fare una ricerca che sia di utile alla collettività e non di supporto a qualche professore in carriera in cui contano più il numero delle pubblicazioni affinchè i contenuti finiscano per diventare le referenze esclusive per l'agognata carriera accademica.

Tuttavia, senza addentrarci in territori alquanto scivolosi e complessi, va sicuramente ricordato che l’Italia è al dodicesimo posto della classifica europea e investe un risicato 1,35% del Pil in ricerca e sviluppo. Una percentuale davvero bassa nonostante già dal 2008, proprio per uscire dalla recessione dell’epoca, si fosse pensato a un piano di rilancio in tal senso. Oggi potrebbe essere il momento buono per ridare lustro alle capacità sia pubbliche che private, visto e considerato che l’Italia per conoscenza e competenza non è seconda a nessuno. 

Per questo motivo rinnovare e innovare i luoghi deputati alla ricerca e sviluppo dovrebbe diventare una priorità assoluta. Facoltà prestigiose, poli scientifici, aree di ricerca e sviluppo, di controllo qualità: sono molti gli ambienti che andrebbero rinnovati e innovati quale biglietto da visita a beneficio in primis di chi ne fa uso, delle aziende che vogliono ribadire la loro competitività, degli enti pubblici che spesso hanno bisogno di abbandonare politiche passive e, sicuramente, della nazione stessa che potrebbe vantarsi anche nella concretezza dei risultati raggiunti con i fatti. D’altra parte esistono delle opportunità davvero vantaggiose per chi oggi intende intraprendere un percorso virtuoso e innovativo, ridando lustro e la giusta visibilità alle tante attività imprenditoriali che possono aumentare l’autorevolezza del Paese.

Il nuovo piano transizione 4.0 presente nella recente finanziaria prevede una nuova politica industriale, più inclusiva e attenta alla sostenibilità, con una maggiore considerazione all'innovazione sotto tutti i punti di vista, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica. All’interno le novità recentemente  introdotte sono tutte sgravate da oneri fiscali vantaggiosi, senza escludere i progetti di ricerca e sviluppo che rientrano nella legge 190 del credito d’imposta. In quest’ultimo caso ancora più interessante è il connubio eventuale tra pubblico e privato, ovvero tra impresa e università e organi di ricerca che dai progetti possono trarre reciproche opportunità di crescita, sia in termini economici che di conoscenza. Ma non solo. Nel caso di coinvolgimenti con enti accademici si possono produrre dei meccanismi straordinari che portano inevitabilmente a nuovi posti di lavoro ostacolando di fatto la cosiddetta fuga di cervelli.

Indubbio che l’innovazione oggi deve portare con sè un binomio inequivocabile, ovvero la sicurezza e la sostenibilità, specie in quei settori e luoghi come i laboratorii scientifici deputati alla ricerca e al controllo, attività che spesso rappresentano l’assoluta  centralità nell'impresa.  Le soluzioni vanno ricercate proprio in questo senso partendo dalla scelta dei materiali, dall’innovazione che viene espressa attraverso le tecnologie abilitanti riconducibili alle politiche della cosiddetta Industria 4.0, dalla durata dei materiali che devono rispecchiare la sicurezza degli individui e il pieno controllo degli ambienti scientifici. E non è tutto. Gli spazi devono diventare luoghi di condivisione ideale in cui anche l’estetica diventa un importante valore aggiunto per aumentare quel benessere armonico, essenziale per chi nello studio e nel lavoro cerca il massimo risultato.

E’ da auspicare che  dalla pandemia che ha coinvolto il mondo intero scaturiscano alcune riflessioni su come affrontare l’imminente futuro e soprattutto su come governare situazioni e controllarne i rischi. Il Covid-19 ha probabilmente insegnato che dobbiamo essere preparati ad affrontare qualunque ostacolo e dobbiamo farlo con tutti i mezzi che sono a nostra disposizione, nella consapevolezza che la sostenibilità ambientale e umana diventino un valore da difendere e perseguire ad oltranza e non sporadiche occasioni per parlarne solo nel pieno delle emergenze. Non a caso l’imprevisto ha svelato  l’inadeguatezza umana.

Alessandro Ambrosin

direttore responsabile

www.dazebaonews.it

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