Giovedì, 20 Agosto 2020 15:56

Vino Made in Italy. Loris Fantinel: “L’ozono mi fa vincere su tutti i campi”

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Una vita divisa tra la passione per lo sport e quella per la propria terra. E’ così che si presenta Loris Fantinel, 74 anni, tra i fondatori dell’etichetta omonima che esporta in tutto il mondo l’eccellenza del vino Made in Italy.

Un’azienda vitivinicola con sede a Tauriano nei pressi di Spilimbergo, un comune di 12mila abitanti in provincia di Pordenone, già famoso per la sua “Scuola mosaicisti del Friuli” e per i vitigni autoctoni di Denominazione di Origine Controllata. 

Ed è questa eccellenza che Loris Fantinel insieme ai suoi fratelli Luciano e Gianfranco hanno promosso dall’Italia agli Stati Uniti, al Sudamerica, passando per Russia e Cina, diffondendo oltreoceano i propri prodotti esclusivi. Tra questi si annoverano: il loro “One&Only” Prosecco Millesimato Brut, più volte medaglia d’oro nel 2018 presente nella guida del “Gambero Rosso” e i vini della tradizione friulana Tenuta Sant’Helena, tra cui il pluripremiato Pinot Grigio Collio 2017 e “Sun Goddess”, la nuova collezione in partnership con la cantante e attrice statunitense Mary J. Blige.

Un’attività intensa che comporta molteplici responsabilità e richiede dinamismo. Ed è per merito dell’ozonoterapia che Loris Fantinel ha mantenuto grande vitalità, una salute di ferro e una mente attiva. Ed è proprio in una trasferta a Cuba, trent’anni fa, che si è avvicinato per la prima volta a questo trattamento, che vantava tra i suoi adepti persino il “Lider Maximo” Fidel Castro. Si tratta di una terapia biologica che sfrutta la capacità antibatterica, fungicida, antalgica e antivirale dell’ozono - forma allotropica dell’ossigeno - per curare le patologie più disparate, dalle infezioni di ogni origine ai disturbi osteoarticolari, senza nessuna controindicazione. Ed è in virtù dei suoi tanti benefici, che Loris Fantinel, pur avendo delegato la gestione dell’azienda al figlio Marco, trova l’energia per proseguire la sua attività e aver cura delle campagne, dove ispeziona la qualità dei vigneti, prediligendo l’eco-sostenibilità prima di tutto. «L’ozonoterapia mi fa sentire bene – racconta l’imprenditore – mi dona grinta e resistenza permettendomi ancora oggi di percorrere circa10 km a piedi ogni giorno, dedicarmi all’attività imprenditoriale e giocare insieme ai nipoti. Iniziai il trattamento – aggiunge – per combattere i dolori articolari e riuscire a giocare ancora a calcio, che è tuttora il mio sport preferito». Precisa come non solo lui, ma anche i suoi familiari hanno ottenuto grandi benefici dall’ozonoterapia, soprattutto sua figlia, che in poche sedute è riuscita a debellare l’herpes, che la affliggeva da anni. 

Per Loris Fantinel, lo sport si può definire “una passione a tutto tondo” sia dentro che fuori dal campo, dove ha assunto veri e propri ruoli di responsabilità. Dapprima, come direttore generale dell’Udinese calcio quando la squadra fu promossa in serie A negli anni ‘80 e in seguito ricoprendo la stessa carica nella Reggiana, al suo esordio in A, con la scelta di un giovanissimo Carlo Ancelotti alla guida tecnica. Tra i suoi meriti, anche la costruzione dello Stadio Giglio (ora Mapei Stadium) per la squadra granata, inaugurato a Reggio Emilia il 15 aprile del 1995.

Una vita di successi quella di Loris Fantinel, segnata da un instancabile impegno per raggiungere l’eccellenza che nasce dal connubio tra avanguardia tecnica e valorizzazione della biodiversità del territorio, per rendere il suo vino, un unicum: un’estasi di sapore senza tempo.

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