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In Italia di amianto si muore, ma il governo fa poco per fermare il commercio (illegale)

In Italia di amianto si muore, ma il governo fa poco per fermare il commercio (illegale)

ROMA - Qualche tempo fa venne fuori che, nonostante le numerose leggi e i trattati internazionali che ne vietano espressamente il commercio, diverse aziende italiane continuavano a importare amianto (principalmente da paesi asiatici come l’India) e poi rivendevano i loro prodotti e i loro semilavorati ad altri paesi. 

Un commercio in palese violazione di una legge vigente dal 1992 e, cosa ancor più grave, senza che nessuno dicesse niente. Tanto più che questi scambi commerciali erano ben noti anche in sede istituzionale. 

“È incredibile che si consenta l’importazione del “killer” senza prendere provvedimenti. Tremila morti l’anno incombono sulla coscienza di un governo che a vent’anni di distanza dalla legge che lo ha messo al bando ancora oggi consente che il pericoloso killer continui a circolare nel Paese e a mietere vittime”, ha dichiarato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto. 

Amianto che spesso finisce in posti dove meno dovrebbe essere come negli edifici scolastici. Attualmente sono oltre 1.600 i cantieri aperti per bonificare edifici scolastici in cui è stata rilevata la presenza di amianto. “Il lavoro quindi procede costante ed è a buon punto”,  ha detto Laura Galimberti, coordinatrice della  Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica di Palazzo Chigi, che ha aggiunto che i lavori per la sicurezza delle scuole e gli appalti “saranno completati entro il 31 ottobre. Inoltre, la messa in sicurezza degli Istituti è una priorità affrontata finalmente attraverso una programmazione nazionale e non più da molteplici graduatorie dedicate a singole problematiche”. Davvero un bell’esempio di programmazione: da una lato si consente alle aziende di importare, lavorare ed esportare manufatti in amianto. dall’altro si spendono centinaia di milioni di euro per rimuovere l’amianto. 

Per questo motivo, nelle scorse settimane, alcuni rappresentanti delM5S hanno presentato una interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda. Sconvolgente la risposta fornita dagli organi di governo a seguito dell’interpellanza parlamentare: il sottosegretario all'interno Domenico Manzione ha risposto in parlamento affermando che: "In quattro anni abbiamo importato tonnellate di materiali contenente amianto, dal 2011 al 2014". Secondo Manzione il governo è a conoscenza del fatto che, dal 2011 al 2014, sono state “scambiate” 34 tonnellate di materiali contenenti amianto. Quello che Manzione non ha detto è perché il governo non è intervenuto per arrestare questo commercio, perché le aziende coinvolte non sono state denunciate e rinviate a giudizio e come mai di tutta questa faccenda il governo non aveva mai detto niente. Il rappresentante del governo ha anche precisato che negli anni successivi i quantitativi non sono cessasti, ma sono diminuiti “in modo significativo”. Una serenità sconvolgente e che avrebbe dovuto sorprendere molti media (che invece si sono guardati bene dal dire una parola e hanno preferito parlare della missione non ufficiale del premier a New York per vedere una partita di tennis). Una legge che, è bene ricordarlo, era stata promulgata non per meri motivi economici ma per ridurre gli effetti causati dalla lavorazione e dall’uso di questo materiale: ogni anno almeno 3000 persone muoiono a causa dell’amianto. 

Un numero di morti (e una legge) che sembrano non significare avere alcun effetto sul governo che lo scorso anno ha continuato a consentire l’importazione, la lavorazione e l’esportazione dell'amianto. E che, dopo l’interpellanza parlamentare, lo ha ammesso candidamente. Come se niente fosse avvenuto. Come se questo commercio, nei prossimi anni, non dovesse causare la morte di migliaia di persone ……Di tutto questo al governo non interessa.

 

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