Martedì, 19 Marzo 2013 12:38

La vera emergenza è questo centrodestra

ROMA - Senza dubbio nell’elezione dei presidenti delle Camere si sono verificate due importanti novità. Laura Boldrini Presidente della Camera e Piero Grasso Presidente del Senato rappresentano insieme un’evidente svolta politica e una garanzia sul funzionamento delle Camere.

Published in Il punto

ROMA - La direzione del Pd, la scorsa settimana, ha indicato una chiara via da seguire. Ha conferito un mandato forte a Bersani per cercare di formare un governo di cambiamento sulla base di un programma articolato in otto punti. Sarà un’impresa non facile.

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ROMA - La novità del risultato elettorale è enorme. I sondaggisti hanno clamorosamente fallito le previsioni, generando grande confusione nella lettura del voto. Il centro sinistra era convinto di vincere e invece ha perso più di 3 milioni di voti, il Movimento 5 stelle ha rischiato di diventare il primo partito alla Camera facendo il pieno dei voti di protesta e della diffusa insoddisfazione tra gli elettori – centrosinistra compreso – e il Pdl ha sì perso oltre 6 milioni dei voti, ma alleandosi con tutti i soggetti disponibili è riuscito a bloccare la vittoria del centro sinistra.

Published in Il punto

ROMA - Bersani si è stufato.Come apre una tv trova qualcuno che lo attacca, da Monti, a Berlusconi, Casini, Fini, Ingroia, Di Pietro. Grillo e quelli che hanno un nome sulla lista per farsi riconoscere meglio. Quelli che si sciacquano la bocca ogni mattina, ancor prima di lavarsi i denti, con le parole democrazia, trasparenza, partecipazione dei cittadini.

Published in Il corsivo di Puck

ROMA - Alcune immagini che hanno caratterizzato  la campagna durante le primarie di Pierluigi Bersani, candidato premier alle politicvhe del 2013.

ROMA - Bisogna sempre guardarsi dai seguaci. Per esempio Marx dai marxiani, Keynes dai kennesiani, e per parlare di cose domestiche  Berlusconi dai berlusconiani, Bersani dai bersaniani, Renzi dai renziani. Guardare sempre con sospetto, o almeno con distacco, ciò che dicono i custodi del Vero Pensiero del leader.

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Martedì, 04 Dicembre 2012 12:17

La sconfitta del "finto" nuovo

ROMA - A leggere i giornali sembra quasi che il voto di domenica sia stato un voto di restaurazione che ha impedito un più impetuoso rinnovamento.

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Lunedì, 03 Dicembre 2012 19:20

Ma Bersani ha vinto davvero?

Esausti, alle due del mattino, abbiamo abbandonato il piccolo schermo. Davvero non ne potevamo  più di vedere facce tristi di giornalisti, quasi in lutto per l’esito del ballottaggio fra Bersani e Renzi. Poche  per la verità sul  Tg 3 che non ha ritento, come hanno fatto altre reti, di dirottare i programmi previsti  sulle elezioni. Verso le 23,30,quando tutto era già noto ed avevano parlato sia Bersani che Renzi. è arrivato  il primo collegamento.  Il Tg 1 non si è degnato, il tg2 ha fatto capolino. Insomma il servizio pubblico, la rai, non ne esce bene. Unico fatto positivo: chi perlomeno  non ha partecipato ad una vera e propria orgia della disinformazione, di commenti privi di senso, di stupidità a buon mercato. Giornalisti che vanno per la maggiore anche nello schieramento dei “democratici” che si trasformano in maghi, decidono loro quale sarà il futuro, che farà Renzi, che farà Bersani. Alle due del mattino siamo andati a letto  con una domande che ci turbinava nella testa: ma ha vinto davvero Bersani? Dopo tutto quello che avevamo sentito francamente eravamo frastornati. Al mattino abbiamo acceso di nuovo il piccolo schermo e la domanda era tale e quale quella della notte. 

Dagli schermi tv gli elogi sono tutti per Renzi

In primo piano ancora Matteo  Renzi, opinionisti a sbracciarsi per elogiarlo, dire quanto è stato bravo, che ha cambiato il Pd, ”vincitore morale“ lo definisce Feltri, lasciando intendere che Bersani sarebbe un perdente immorale.  Chi  ha vinto  la gara  del ridicolo che a piene mani è stato diffuso dalla reti televisiva, ridicolo sì perché non c’è altro modo di definire le performance  dei giornalisti che dicevano la loro a prescindere dall’esito del ballottaggio.  Difficile dirlo, una classifica incerta  dove il capofila cambiava ad ogni intervento. Il  tg di La 7, certamente, ha raggiunto vette di ridicolo di fronte alle quali, come si dice in Toscana, un omaggio che anche noi rendiamo a Renzi, il monte Everest è una giacchettata. Malgrado gli sforzi di Mentana per un dibattito decente i suoi ospiti non hanno  resistito, facevano a gara a chi era più renziano. Aveva cominciato il conduttore del telegiornale quando aveva letto i risultati del voto degli italiani che risiedono a Mosca, quasi tutti per Bersani. Il suo commento: “un voto di apparato”: Ma quale apparato? Quello di Putin, il più caro amico di Putin? L’ignoranza ve bene ma fino a un certo punto. Quando è arrivata la dichiarazione di  Renzi   che ammetteva di aver perso  non ci voleva credere. Ha avuto un attimo di incertezza e poi ha affermato che era un po’ azzardato prenderla per buona.

Gocce di stupidità in un mare di ignoranza

Ma si tratta solo  di  gocce di stupidità in un vero e proprio mare  che ha  esondati dai piccolo schermi, un mare di cazzate, ci scusi Cazzullo Aldo, editorialista del Corriere della sera, giornalista e scrittore viene definito che non si è fatto mancare niente. Affascinato dall’orazione di Renzi sulla sconfitta, le sue parole lo hanno fatto andare in brodo di giuggiole, il punto G, direbbe Beppe Grillo. E giù tutti gli ospiti di Mentana, a cantar le lodi del sindaco di Firenze. Annunziata, Manfellotto, direttore dell’Espresso, Ferrara, affascinati dall’eloquio renziano. Non si sono accorti che la scena era preparata, che la dichiarazione era stata attentamente predisposta, che    Renzi  aveva fra le mani un foglio   di appunti,che non sgorgava dal cuore,   Sapeva da diversi giorni che avrebbe perso. Aveva cercato di limitare il danno con la pubblicazione di quelle pagine pubblicitarie in cui si invitava ad andare al seggio bastava registrasi sul suo sito. Non era andata bene. Non restava che ricorrere a frasi fatte, certo ad effetto perché  lui è uno che sa tenere il palcoscenico. E ora, con serenità, diceva andiamo a rimboccare le coperte ai nostri figli. Sembrava di leggere le strappalacrime dei fratelli Grimm.-Ma come ha fatto  Bersani a superare il 60% dei consensi? Gli italiani sono conservatori – ha detto l’ex direttore dell’Unità, Concita de Gregorio, non poteva che vincere  un conservatore  Lucia Annunziata addirittura rabbrividisce al solo pensare che la politica di un partito, il suo gruppo dirigente, lo decida un congresso, cose di altri tempi.

Quando D’Alema si dimise da presidente del Consiglio

Tutti  concordi sul fatto  che il segretario del Pd  sia stato supportato dal vecchio apparato del Pci.  Ci fosse davvero, verrebbe da dire. E tutti concordi su quanto sia stato bravo Renzi, unico in Italia ad aver avuto il coraggio di dire che era stato sconfitto. L’ignoranza non ha limiti, ma in un giornalista non ha scusanti. Perlomeno è arrivato secondo. Il primo è Massimo D’Alema, guarda caso, il quale nell’anno duemila, da presidente del Consiglio, aveva sostenuto che  il centrosinistra,  l’Unione e l’Ulivo, come si chiamava avrebbe vinto le elezioni regionali. Le elezioni vennero perse  e lui si dimise.

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ROMA - Una pagina si chiude e un’altra se ne apre. Bersani  è il candidato della coalizione di centrosinistra.Vince il ballottaggio con un risultato superiore ad ogni previsione, ad ogni sondaggio.Una nuova, straordinaria giornata  di partecipazione, una vittoria della democrazia.

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Venerdì, 30 Novembre 2012 08:38

Bersani, una lacrima sul viso

ROMA - Una cosa  gli esperti di comunicazione, o quelli che comunque si definiscono tali, l’hanno azzeccata a proposito di Bersani.

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