Lunedì, 11 Febbraio 2013 10:17

Ciampino. Fermiamo lo scempio. A rischio il nostro patrimonio artistico

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CIAMPINO (ROMA) - Nell’area di Ciampino, denominata Via Mura dei Francesi, toponimo legato alla battaglia che lì si svolse e che determinò la fine della cattività avignonese del papato sono stati rinvenuti, pochi mesi fa, resti di opere artistiche risalenti alla villa di Marco Valerio Messalla Corvino.

Sono emerse sette straordinarie sculture di Niobe e dei suoi figli
L’area descritta dalla stessa Soprintendenza Archeologica di notevole valore ambientale, paesaggistico, storico e monumentale già prima delle sensazionali scoperte, conserva i resti del Barco Colonna, con casali secenteschi e il portale attribuito a Girolamo Rainaldi, dichiarato fin dal 1935 patrimonio nazionale, rovinosamente crollato nel 2011 e finora non restaurato. 
Quel luogo, ancora intatto, ha ispirato il circolo letterario di Messalla, frequentato dai più grandi autori classici latini, luogo che con Ovidio e le sue Metamorfosi, permise l’incredibile osmosi tra letteratura e arte plastica rappresentata dal gruppo di Niobidi. 
A Ciampino, nell’altra area di scavo in località Colle Olivo, è già stata decisa l’edificazione di 67.000 metri cubi per l’edilizia convenzionata, ad appena 10 metri dalla piscina e dalle terme che sono state recentemente scoperte, stando agli esperti, copia fedele in scala ridotta delle Terme di Ostia Antica. Edificazione che, a ridosso della sommità del colle, compromette la particolare bellezza dell’orizzone. 
Ad essere in pericolo non sono solo i singoli reperti, ma “l’insieme” materiale ed immateriale costituito dai siti dei ritrovamenti tutti di straordinario valore, archeologico e paesaggistico. Tutti insistenti su di una stessa fascia, a ridosso dell’Appia Antica, tra la “Piana di Ciampino” e le prime pendici dei Castelli Romani, che interrompe il continuum edilizio tra Roma e l’area dei Colli Albani.


Questi sono i motivi che hanno portato a chiedere mediante una richiesta scritta ed una petizione firmata da numerosi cittadini, al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, alla Soprintendenza Archeologica, alla Soprintendenza Paesaggistica e all’Amministrazione Comunale di Ciampino:
- Di mettere urgentemente in sicurezza quanto rimane del Portale secentesco e provvedere alla sua ricostruzione.
- Di fermare le costruzioni a ridosso dei beni rinvenuti. – Che venga rispettato il dettato dell’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica [...] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
- Che venga rispettato il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in particolare prescrivendo “le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità del bene culturale, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce”.
- Che anche a Muri dei Francesi e a Colle Olivo sia attuato il criterio di tutela espresso nella recente sentenza del Consiglio di Stato in cui si afferma che “cura dell’interesse pubblico paesaggistico concerne la forma circostante, non le strette cose infisse o rinvenibili nel terreno con futuri scavi”.
- Che l’intera area del Parco dei Casali sia destinata alla città come patrimonio intangibile da salvare senza cedere a derive speculative che compromettono per sempre la ricchezza del territorio.

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