Martedì, 26 Marzo 2013 09:49

Lobby Roma. L'altra faccia dell'era Alemanna

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ROMA - Lobby Roma. Ecco l’Era Alemanna dei proclami, dell’abbandono, degli affari illeciti, dei banchetti a base di trippa e cafoni, delle parentopoli, delle gare di appalto con un solo concorrente, della strizzatina d’occhio alla destra eversiva, della guerra di mafia negata, della povertà precipitata in miseria, dell’emergenza rifiuti coltivata per favorire i soliti noti, dei negozi che prendono fuoco grazie al racket, del debito di cui nessuno davvero conosce le dimensioni, della negazione dell’evidenza, della folla di consulenti, del trasporto pubblico più caro e più fatiscente in Italia, della caccia allo straniero, delle scuole che crollano, dei quartieri consegnati al vandalismo se va bene e alla criminalità organizzata di solito.


Ecco, gli inquirenti hanno trovato la definizione più felice e drammaticamente vera per definire l’Era Alemanna negli atti dell’inchiesta che ha portato ieri all’arresto dell’ex ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini. Lobby Rome. Mancini uomo vicinissimo al sindaco Gianni Alemanno, l’imperatore dello scarica barile. Che infatti lo ha puntualmente scaricato con la rituale “piena fiducia” nell’azione della magistratura. Mancini finito agli arresti per una presunta tangente di 300.000 euro circa ricevuti per favorire l’aggiudicazione dell’appalto per 45 autobus della Breda Menarinibus da posizionare sull’ormai leggendario (per la durata del cantiere) “corridoio della mobilità” della via Laurentina.
Scaricato Mancini, quindi. Come di rito. L’atteggiamento di Alemanno davanti all’esplodere di scandali che sfiorino la sua amministrazione, infatti, è ormai noto. Davanti alla parentopoli Ama, nonostante le promesse, l’azienda partecipata non si è presentata parte civile al processo e il comune di Roma invece ha motivato la sua presentazione “per tutelare l’immagine del Sindaco”, e solo quella. Di Roma chi se ne frega, È il piccolo imperatore che va tutelato davanti a quella cloaca di affari e malaffari e favori e spregio di ogni regola e decenza che è stata ed è una delle troppe parentopoli romane. Lobby Rome, ancora.
Che fa impallidire L’Era Giubilo degli anni ’80. Il sindaco Giubilo che era diventato democristiano dopo una lunga militanza in quella destra (proprio la stessa) da cui proviene Gianni Alemanno. Giubilo creatura dello “squalo”, Sbardella, passato alla storia per la sua giovanile partecipazione all’assalto della libreria Rinascita e poi per le 1200 delibere approvate nella notte che precedette la cessazione dei suoi poteri e l’insediamento del commissario prefettizio. Un record che nemmeno Renata Polverini è riuscita a eguagliare.
Lobby Rome, ecco la vera faccia dell’Era Alemanna. Che il sindaco e la maggioranza che hanno governato in questo modo la città, come vadano a finire le inchieste giudiziarie e i processi, non si illudano. Le responsabilità politiche e umane che si rifiutano di assumersi sono invece ben evidenti ai cittadini romani.

Pietro Orsatti

Giornalista, scrittore, autore di "Roma Brucia"

www.orsattipietro.wordpress.com

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