Domenica, 27 Ottobre 2013 16:28

Metro C. Confermato sciopero e fermo lavori per il 28 ottobre

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ROMA - E' stato confermato lo sciopero per il 28 ottobre ed il fermo delle attività dei cantieri della linea metropolitana C di Roma. Ne danno notizia i sindacati territoriali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

I lavoratori incroceranno le braccia e si incontreranno con i sindacati domani, lunedì 28 ottobre, dalle ore 7.30 del mattino presso il campo base di via dei Gordiani. All'origine della protesta la mancata corresponsione delle retribuzioni dei lavoratori, ferme al mese di agosto.

La decisione delle tre sigle è giunta la termine di una lunga riunione svoltasi ieri pomeriggio.

"La memoria della giunta capitolina non indica di fatto tempistiche certe e non risolve il problema del pagamento degli stipendi in arretrato dei lavoratori, che devono essere immediatamente saldati. Riteniamo di essere difronte all'ennesimo pezzo di carta che non risolve i problemi e che finirà, con tutta probabilità, per rimanere inapplicato. Prima di giungere all'accordo attuativo dello scorso 9 settembre l'amministrazione capitolina aveva già assicurato di aver effettuato tutti i controlli legittimi e necessari per procedere all'erogazione di risorse pubbliche, dunque pagate da tutti i cittadini ed i lavoratori, a favore del Consorzio Metro C per il proseguimento delle lavorazioni", dichiarano i Segretari Generali Anna Pallotta della Feneal Uil, Andrea Cuccello della Filca Cisl,Mario Guerci della Fillea Cgil.

"Le ragioni della nostra protesta rimangono interamente in piedi. Confermiamo dunque lo sciopero per la giornata di domani, lunedì 28  ottobre. Se non otterremo risposte soddisfacenti, martedì ci riuniremo in presidio davanti al Campidoglio - aggiungono le tre sigle Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil - Rinnoviamo il nostro appello al Sindaco Marino affinché ci convochi rapidamente per fare il punto sulla metro C e sulle altre opere infrastrutturali e della mobilità cittadina. Non riteniamo utile proseguire questo dialogo a distanza, perlopiù a mezzo stampa e per agenzie. Il primo cittadino è chiamato al dovere del confronto con le parti sociali e ad un'assunzione di responsabilità di fronte ai lavoratori ed alla cittadinanza. Siamo unicamente dalla parte dei lavoratori, decisi a far valere le loro ragioni, con tutta la forza organizzativa e politica di cui disponiamo".

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