Giovedì, 21 Novembre 2013 20:03

Concorsone. Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra

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I Sindacati: “La comunicazione ad effetto dell’Amministrazione produrrà esposti e ricorsi a catena”

 

ROMA - Resta altissima la tensione sulla vicenda del maxi-concorso indetto dall’Amministrazione di Roma Capitale e finito nell’occhio del ciclone per presunte irregolarità. Sospetti e veleni sono circolati anche nella giornata di giovedì, dopo l’apertura delle inchieste giudiziarie. In attesa di conoscere i possibili indagati si sanno già i reati per i quali si indaga: abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture e dato che ci siamo anche corruzione. Le carte depositate in Procura dall’Amministrazione di Roma Capitale sulla scrivania del Procuratore Capo, Giuseppe Pignatone, sono state già trasferite negli uffici dell’Aggiunto, Francesco Caporale, che è titolare dell’ufficio del pool dei Pm che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione. Investiti del caso anche i Sostituti Francesco Dall’Olio e Letizia Golfieri. E se l’inchiesta va avanti, il Campidoglio tenta disperatamente di evitare l’invalidazione del Concorso, sarebbero in fatti migliaia i possibili ricorsi che, nella sostanza paralizzerebbero il suo iter. Molti di questi riguarderebbero la questione delle buste trasparenti. La soluzione annunciata dal Sindaco Marino sarebbe quella di reimbustare tutto, il problema è che già alcuni dei 22 concorsi si sono conclusi, ci sono già le assunzioni e per altri sono state già rese pubbliche le graduatorie. Ma c’è anche da registrare  la dura nota di Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica sulla vicenda, che è una dura critica al Sindaco marino ed alla sua maniera di procedere sulla vicenda:"Le eventuali e possibili irregolarità procedurali sui 22 concorsi è giusto che vengano verificate in tutte le sedi ritenute utili, come emerse dai riscontri effettuati. È dovere di un’amministrazione trasmettere tutto agli organi competenti, senza troppo clamore, attendendo, però, i relativi esiti; altrimenti è chiaro che la stessa decisione si rivelerebbe come una decisione azzardata".

"Per chi si propone come paladino della legalità - prosegue la nota - a volte però, come in questo caso, preoccuparsi troppo di rafforzare quell’immagine, può creare danni collaterali se si agisce in modo non ponderato. Prima di convocare conferenze stampa, avrebbe fatto bene l’Amministrazione ad effettuare tutti gli approfondimenti e le verifiche del caso, non in fretta e furia, come abbiamo sottolineato nell’incontro sindacale con il vice sindaco e comunicarne gli esiti alle autorità competenti. Privilegiare la comunicazione 'ad effetto', continuare a proporre 'soluzioni estemporanee' (ieri la paventata sospensione dei concorsi, poi il proseguimento delle procedure e il blocco delle assunzioni, oggi la revisione delle prove con altre commissioni), oltre a generare incertezza e ulteriore confusione, produrrà ricorsi ed esposti a catena da parte dei vincitori e degli idonei dei concorsi da una parte e di chi non ha superato le prove dall’altra, oltre ad aprire il fianco a speculazioni politiche. Comunque vada avanti questa storia - prosegue ancora la nota - produrrà danni all’Amministrazione in termini di funzionalità e in termini economici.

Farebbe bene il sindaco ad evitare di continuare a cimentarsi in ipotesi di soluzioni 'avventate', occupandosi di recuperare un rapporto anche con i sindacati, che sono in attesa di una riconvocazione. A poche ore dalla conferenza stampa, questa amministrazione aveva infatti preso impegni, sottoscrivendo accordi sul piano assunzionale, che ora necessitano di urgenti conferme in ragione delle tante e diverse opzioni che sono state generate dalle dichiarazioni di questi giorni. Il sindaco si assuma la responsabilità di come ha gestito la situazione, ne tragga le conseguenze e, prima di mettere in atto iniziative che modifichino il normale decorso delle prove (se non per espliciti interventi degli organi competenti), ponderi gli effetti che avrebbero sui partecipati ai concorsi, sui possibili blocchi alla macchina capitolina e i conseguenti disservizi e costi per i cittadini". Oltre ai Confederali, da registrare anche la posizione dell’Ugl, con il Segretario di Roma, Cristiano Leggeri: "Con l’assurda vicenda del Maxiconcorso, ancora una volta, la Giunta capitolina ha mostrato un atteggiamento autoreferenziale. E’ inconcepibile fare solo proclami su una questione che riguarda il futuro di tanti cittadini, che già fanno i conti con altre grave criticità".

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