Mercoledì, 19 Febbraio 2014 19:07

Il decreto salva Roma o ammazza Roma?

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ROMA - Anche stavolta, come già ai tempi di Alemanno-Berlusconi, sono sempre quasi 500 milioni quelli che servono per trovare la quadra e poter accendere il semaforo verde per fare avviare, e forse poi approvare prima dell’estate, il Bilancio necessario nel 2014 in una piccola metropoli chiamata Roma.

Il cosiddetto decreto “Salva Roma” è ancora in ballo al Senato e la pervicacia della Lady di Ferro nostrana, alias Linda Lanzillotta, continua a mordere il testo con il suo mai morto emendamento che ribadisce che se Roma Capitale vuole i soldi necessari al suo Bilancio, se li deve autofinanziare con la vendita del 21 % delle quote ACEA; tentativo questo già tentato e fallito dall’ex sindaco Alemanno nell’estate 2012 per l’immediata mobilitazione dei cittadini. E soprattutto mangiarsi un po’ delle sue aziende partecipate, quali Zetema, Assicurazioni di Roma, Risorse per Roma e d’intorni, con la loro dismissione ed il possibile, anzi probabile, licenziamento di diverse migliaia dei suoi dipendenti. Mentre la signora Armellini riesce a farla franca, eludendo per anni le casse del Comune di Roma con cifre astronomiche di mancati versamenti, ecco che una delle future carte da gioco del neo Primo Ministro Renzi ribadisce che: o si privatizza Roma o si muore! In pratica, la Capitale va in default. Chiaramente Lanzillota e chi la muove non chiariscono che l’obiettivo di papparsi ACEA e quel che c’è da ricavare con la svendita delle partecipate era ed è un vecchio pallino di un noto “signorotto romano”. Non dicono che la stragrande maggioranza dei romani si sono espressi col referendum del 2011 per la difesa dei servizi pubblici, acqua compresa, e che non si può pensare ad una città che per rilanciarsi o, peggio ancora, per quadrare ogni anno il proprio bilancio debba svendere, uno dietro l’altro, i propri gioielli di famiglia. Roma non si svende. Ed è proprio per questo motivo che domani dalle ore 15 in poi si andrà a manifestare sotto al Senato, dove il noto decreto Salva Roma o Ammazza Roma sarà nuovamente in discussione. La nostra Città ha bisogno di essere rilanciata, curata, recuperata, messa in sicurezza e di certo non svenduta nuovamente ai soliti noti.

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