Martedì, 21 Ottobre 2014 15:07

Teatro dell’Opera. Licenziato sindacalista per truffa. Lui: una montatura

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ROMA  - "Mi hanno fatto due contestazioni: una perché nella mia legittima professione di sindacalista, come rsa Cgil, ho fatto delle critiche motivate alla gestione di questo teatro.

L'altra motivazione è su un assurdo, legata a una timbratura che non doveva neanche essere e non aveva ragione di esistere, in quanto la lavoratrice per la quale io avrei fatto questa timbratura non era convocata e non era neanche in servizio, e non doveva essere in servizio. E' tutta una montatura fatta ad arte per una precisa motivazione che è una ritorsione sindacale". A dirlo è Pasquale Faillaci, rsa della Slc Cgil e artista del coro del Teatro dell'Opera di Roma che questa mattina è stato licenziato "due volte, in quanto sindacalista e in quanto parte del coro del Teatro dell'Opera di Roma". A quanto si apprende, l''azienda sosterrebbe che Faillaci avrebbe timbrato il cartellino al posto della moglie. Il sindacalista è sposato con la sorella dell''ex sovrintendente Catello De Martino. Una montatura, sostiene Faillaci, creata "con delle testimonianze probabilmente tutte di fantasia che noi ovviamente smonteremo, per una precisa motivazione che e'' una ritorsione sindacale contro un sindacalista che si e'' opposto a una deriva di destrutturazione e di declassamento di questo teatro. Sono stato, e lo dico con grande orgoglio, critico di questa gestione, ma stando sempre nel merito". Sulla parentela con De Martino, Faillaci tiene a dire che c’è stata un'azione infamante da parte di molti giornali ed è stata messa ad arte una campagna diffamatoria per mettere sotto cattiva luce una gestione in cui il caso ha voluto che c''era una parentela con una dipendente che stava qui dieci anni prima che arrivasse il fratello, e io in quanto cognato acquisito ero qui vent'anni prima del suo arrivo. E' un assurdo avere messo in piedi un teorema così falso e così infamante - conclude -  ne pagherà le conseguenze chi queste cose le ha messe in piedi e chi ha detto il falso verra'' perseguito perché noi ci difenderemo in sede legale".

Grave licenziamento sindacalista e assenza di Fuortes

"Il Teatro dell'Opera di Roma ha aperto la giornata con un licenziamento di un sindacalista per avere parlato con la stampa e con l'assenza di Fuortes. E' evidente che c’è un atteggiamento di sufficienza nei confronti del tavolo sindacale. Riteniamo il licenziamento un atto di una gravità per cui non si trovano aggettivi sufficienti. E certamente non e'' un atto ne'' di distensione ne'' di buonsenso. Di fronte a un atto simile la compagine sindacale si sarebbe dovuta e potuta alzare, ma siccome siamo tutti persone di responsabilità siamo rimasti ad ascoltare un'azienda che ribadisce che la procedura per adesso non viene ritirata". A dirlo è Lorella Pieralli, artista del coro e sindacalista della Fials Cisal, appena conclusa la riunione sindacale che ha seguito la conferma dei licenziamenti da parte del Teatro. "Restiamo in attesa del consiglio di amministrazione di domani che ècomposto dai rappresentanti dei soci fondatori che dovranno dare un segnale politico- aggiunge- perché a questo punto è chiaro che si tratta di una scelta politica di questa città su questo teatro che creerà un precedente per tutto il settore. Noi ci sentiamo responsabili anche per i colleghi delle altre città italiane e anche degli altri paesi che mandano comunicati di solidarietà preoccupati e terrorizzati che questo tipo di modello si possa estendere oltre i confini dell'Italia". Pieralli spiega poi che "nel comunicato unitario si ribadisce da parte di tutti quanti - anche dei sindacati più piccoli - la richiesta del ritiro della procedura illegittima di licenziamento collettivo che assume sempre di più i caratteri di un licenziamento vendicativo e disciplinare. E l''iniziativa di oggi contro il collega ne e'' un segnale palese. Ribadiamo che il sindacato ha mille possibilità di soluzione per l'ottimizzazione delle spese di questo e di tutti i teatri italiani, la prima delle quali e'' rientrare in una procedura tracciata dalla legge Bray che prevede cose opposte e diverse da queste". Per quanto riguarda il ''Rigoletto'', Pieralli dice che “c’è una prima stasera, non credo che potremo suonare e basta senza dire niente". 

(Agenzia Dire)

 

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