Vincenzo Bisbiglia

Vincenzo Bisbiglia

La partita per il salvataggio dell'euro e' arrivata ai calci di rigore, ma la Bce non puo' giocare a fare Superman. Lo scrive la progressista 'Sueddeutsche Zeitung' (SZ), il piu' diffuso quotidiano nazionale, che peraltro pubblica oggi l'intervista molto critica nei confronti della Germania del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. In un commento dal titolo "I mercati sono tutt'altro che una congiura internazionale" il giornale scrive che "se finora si parlava della finale per salvare l'euro, adesso siamo arrivati ai calci di rigore". La SZ scrive che "i salvatori dell'euro vogliono fare in caso di necessita' una politica contro i mercati, ma con quale diritto? I mercati sono tutt'altro che un'oscura congiura internazionale, ma la somma di grandi e piccoli investitori, che devono prestare i soldi di cui hanno bisogno gli Stati, poiche' con le loro entrate non ce la fanno".

"Non hanno ragione i mercati?", prosegue il giornale progressista, visto che "in Grecia il processo di riforme e' bloccato, la Spagna e' ancora all'inizio, l'Italia sembra essere di nuovo sulla via del berlusconismo ed in Francia il governo attacca l'industria, invece di creare le condizioni del successo economico. Allora in cosa dovrebbero avere fiducia i mercati?". Il giornale spiega che se la Bce intende comprare titoli di Stato, "questa non e' una politica finanziaria solida e le conseguenze le pagheranno i cittadini sotto forma di crisi continue e di svalutazione della moneta, ma cio' nelle istituzioni europee interessa poco". La 'Sueddeutsche' sottolinea che "la Bce non e' un dittatore benevolo e non ha il diritto di applicare con un colpo di mano cio' che non riesce alle democrazie". "Non e' compito della Bce salvare il mondo contro il corso delle cose", conclude il giornale, poiche' "Superman c'e' solo al cinema".

Anche il conservatore 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' (Faz) scrive che l'intenzione di Mario Draghi di acquistare titoli di Stato "non e' una buona idea", poiche' "gli investitori internazionali dubitano non senza ragione sulla decisa volonta' riformatrice di Spagna e Italia. Anche gli acquisti di titoli da parte della Bce non potrebbero cambiare nulla a questo stato di cose". Su un'eventuale uscita della Grecia dall'euro la Faz scrive che "cio' costerebbe caro alla Germania, ma per dirla con un proverbio, una fine drammatica e' meglio di un dramma senza fine".

L'ultimo atto del conflitto all'ultimo sangue tra il presidente Traian Basescu e il governo di centrosinistra, che per settimane ha squassato l'architettura istituzionale della Romania, va in scena domenica. Oltre 18 milioni di cittadini aventi diritto al voto avranno l'opportunità di presentarsi alle urne e, col loro voto referendario, decidere se Basescu potrà continuare a fare il presidente o dovrà rassegnarsi alla destituzione.

L'hanno definita la peggiore crisi istituzionale dalla caduta di Nicolae Ceasescu e, certo, il primo ministro Victor Ponta e Basescu, per almeno tre settimane, sono parsi come atleti di lotta greco-romana, nessuno dei quali realmente in grado di prevalere, entrambi determinati a raggiungere il loro obiettivo. Il primo: l'impeachment del presidente. Il secondo: il mantenimento delle sue prerogative.

Non sono mancati colpi bassi. Molti osservatori hanno letto nella cornice del conflitto in atto le notizie emerse su un eventuale plagio della tesi di dottorato di Ponta, un tipo di scandalo che negli ultimi mesi è già costato la poltrona al presidente ungherese Pal Schmitt e al ministro della Difesa tedesco Karl Theodor zu Guttenberg.

"Provaci ancora Pirlo? No, provaci ancora Italia. E' la squadra che va in campo e che puo' arrivare in finale". Cosi' l'azzurro Andrea Pirlo a due giorni dalla sfida con la Germania valida per le semifinali di Euro 2012. "La Germania rispetto all'Inghilterra e' una squadra che gioca e che puo' crearci dei problemi, ma dobbiamo farci trovare pronti. Siamo venuti qui per vincere l'Europeo come anche loro, per cui vinca il migliore", dice il centrocampista. "La Germania ha paura di noi, visti i precedenti temono che possa ripetersi quello che e' successo gia' in passato. La Germania -dice- deve stare attenta che non si ripeta quello che e' successo nel 2006".

LA GERMANIA? FORTE, MA HA PAURA - Pirlo fa un paragone fra la Germania di oggi e quella battuta nel 2006: "E' piu' o meno la stessa situazione, anche se li' giocavano in casa e c'era un popolo intorno a loro. La Germania viene da 4-5 anni di altissimo livello, sono ancora qui in semifinale e sono veramente forti. Dimostrano di essere sul pezzo fino alla fine, hanno la mentalita' giusta e giocatori forti: complimenti a loro. Io uomo copertina in Germania? Fa piacere, vuol dire che anche loro non sono cosi' convinti di potercela fare. Sanno che l'Italia fa paura e noi siamo convinti di poter fare bene", sottolinea il regista azzurro. "Cosa bisogna fare per battere i tedeschi? Bisogna fare gol", risponde Pirlo alludendo alle tante occasioni sprecate contro l'Inghilterra. "Prima di tutto bisogna creare le occasioni, ma e' gia' significativo avere ul possesso palla e cercare di creare occasioni da gol". La Germania, sottolinea, "ha tantissimi campioni ma penso che Ozil sia il fulcro del loro gioco, come anche del Real Madrid. E' un grandissimo campione e sicuramente dovremo stare attenti a come si muove in campo".

POCO RIPOSO - Pirlo si dice d'accordo con Prandelli, che ieri si e' lamentato per i due giorni di riposo in meno di cui gli azzurri potranno usufruire rispetto alla Germania: "Due giorni in meno sono tanti, in una fase cosi' importante di un Europeo sarebbe giusto riequilibrare gironi e partite, magari allungando di qualche giorno il torneo, per far si' che le squadre arrivino tutte con le stesse difficolta'. Ma recuperemo al meglio".

IL CUCCHIAIO - Il regista azzurro torna poi sul suo 'cucchiaio' contro l'Inghilterra e punzecchia il portiere Joe Hart: "Mi sembrava molto sicuro di se' anche negli atteggiamenti e bisognava fargli abbassare un po' le arie. Ma non era follia, in quel momento era giusto cosi'. I complimenti dei miei colleghi sono stati la cosa piu' bella e li ringrazio. Totti? Non mi ha mandato messaggi ma ho visto che ha parlato di me e lo ringrazio, fa piacere ricevere i complimenti da un amico e da un compagno come e' stato lui".

CAPITANO - E su Buffon: "Gigi e' un campione, sta dando grande sicurezza ed e' anche il capitano quindi si sente di poter dire qualcosa in piu' e spronare i piu' giovani. Prima dei rigori ci ha detto di crederci fino alla fine e che meritavamo di andare avanti. Dobbiamo ringraziarlo perche' il suo discorso ci ha dato tranquillita' e carica. E alla fine ha avuto ragione lui". Pirlo analizza poi l'Europeo dell'Italia e spiega: "Ci siamo resi conto da subito che potevamo far bene, lo spirito e la voglia erano quelli giusti e lo stiamo dimostrando partita dopo partita. Ora siamo fra le prime quattro ma non abbiamo ancora fatto niente, l'obiettivo e' arrivare fino in fondo".

PALLONE D’ORO - "Deluso se non vincessi il Pallone d'Oro? No, assolutamente, finche' ci saranno Messi e Ronaldo penso sia impossibile arrivare davanti a loro". Andrea Pirlo non si fa illusioni nonostante il grande Europeo che sta disputando, culminato fin qui col 'cucchiaio' su rigore all'Inghilterra che ha incantato diversi calciatori. "I complimenti dei miei colleghi sono la cosa piu' bella - confessa - perche' giocano a calcio come me, si divertono. Ricevere i complimenti da questi grandissimi giocatori fa piacere". Ma ora c'e' la Germania. "Abbiamo vinto tutte le partite - continua - Sappiamo che e' una grande squadra ma anche che possiamo farcela. Ci siamo resi conto subito che potevamo fare bene, c'e' lo spirito giusto, la voglia giusta, vogliamo migliorare. Siamo qui fra le prime quattro ma non abbiamo fatto ancora niente, vogliamo arrivare fino in fondo".

Lunedì, 25 Giugno 2012 17:27

Italia-Inghilterra: le nostre PAGELLE

L’Italia è in semifinale ai campionati europei 2012 di Polonia e Ucraina. Era il grande obiettivo della Nazionale Azzurra, con la vittoria ai rigori sull’Inghilterra. Ora i ragazzi di Prandelli non hanno più nulla da perdere e potranno giocarsi le loro chance nel penultimo atto contro la fortissima Germania. Bisognerà, però, essere più precisi sotto porta. Ecco le nostre pagelle relative all’incontro con l’Inghilterra.

BUFFON - 8

Il clou lo raggiunge ipnotizzando Young e Cole dal dischetto. Ma il bel voto se lo guadagna durante i 120’, quando interviene miracolosamente su un tiro ravvicinato di Johnson e toglie dall’angolino una punizione sibillina di Gerrard. Immenso.

ABATE – 7.5

Al Milan nasce ala e cresce terzino, ma contro gli inglesi mette in campo entrambe le anime, facendo girare la testa sia a Young che a Cole. Nel primo tempo si propone spesso, ma Pirlo preferisce passarla a Balzaretti: quando i compagni si accorgono di lui, diventa pericolosissimo. Esce per infortunio, speriamo non grave. Spina nel fianco.

MAGGIO – 6

Non fortunato il suo ingresso in campo al posto di un Abate stremato. Rispetto al milanista pecca di esperienza e fisicità, ma quando può fa comunque male. Un’ammonizione ingenua (ma forse anche ingiusta) lo esclude dalla semifinale con la Germania. Arrugginito.

BONUCCI - 7.5

Controlla benissimo Rooney ed anche Welbeck non gli dà grossi problemi. Si fa trovare sempre pronto, gioca d’anticipo ed esce palla a piede. E i suoi centimetri in difesa sono una sicurezza. Corazziere.

BARZAGLI - 7

Finché dalle sue parti c’è Welbeck, gioca senza rischi, a parte qualche occasione in cui non è pulitissimo. Alla distanza, viene fuori la sua anima da lottatore. Nonostante i centimetri non lo aiutino, annulla lo spilungone Carrol e mette il tappo ai rigurgiti inglesi. Cagnaccio.

BALZARETTI – 7.5

Questa Italia non può fare a meno da lui. Le sue sovrapposizioni sono una lama tagliente nel fianco dei Tre Leoni ed i movimenti ad allargare il gioco manna dal cielo per gli inserimenti dei centrocampisti. Quando entra Walcott, si ritira in difesa, ed anche lì è bravo a rendere del tutto innocua la mossa di Hodgson. Imprescindibile.

PIRLO – 7.5

Il cucchiaio rifilato ad Hart inverte l’andamento psicologico dei rigori, dopo l’errore di Montolivo, e probabilmente ci consegna la vittoria (oltre a diventare il piatto preferito per gli sfottò verso gli inglesi). Il gioco dell’Italia passa da lui, ma chi lo conosce bene sa che non è ancora il Pirlo di sempre: più lento e macchinoso del solito. Se velocizza il gioco, diventiamo imbattibili. Iceman.

MARCHISIO – 7

Il suo è un gioco oscuro, ma preziosissimo. Lavora da incontrista e da manovratore, si sovrappone e fa girare la palla. Non è facile, per lui abituato a proporsi con continuità nei pressi del portiere avversario. Sacrificato.

MONTOLIVO – 6

Non è il caso di dare insufficienze, ma ancora una volta il ruolo di trequartista è la pedina mancante allo scacchiere di Prandelli. Stavolta, a differenza di Thiago Motta, in campo c’è uno che di mestiere dovrebbe fare il numero 10. Ma, come scrive Cotugno su Corrieredellosport.it, è “a impatto zero sulla partita”. Ecologico.

DE ROSSI – 8

Ormai non abbiamo più parole per descrivere il centrocampista della Roma. Inutile fare confronti con l’immenso Gerrard, ma è di certo uno degli uomini più importanti di questa Nazionale. Fa il difensore, il centrocampista incontrista e palleggiatore, e pure l’attaccante. Gli manca solo di giocare in porta. Esce per infortunio, e questa la notizia più brutta della serata. Sontuoso.

 

NOCERINO – 7.5

Debutta agli Europei sostituendo il giocatore più importante della Nazionale, ma il suo ingresso blocca definitivamente il centrocampo inglese. A pochi minuti dalla fine dei supplementari va pure in gol, ma con mezza gamba in fuorigioco. Il suo rigore, infine, è da freddo cecchino. Probabilmente, per tutta la carriera pagherà il paragone con Gattuso, rispetto al quale ha una tecnica decisamente superiore. Incursore.

CASSANO – 6.5

Lo vediamo tirare in porta e questo è già un sollievo. I difensori inglesi lo marcano stretto, lui però riesce a far circolare palla ed a tratti a impegnare Hart. Se giocasse più vicino all’area di rigore, sarebbe più pericoloso spendendo di meno a livello fisico. Volenteroso.

DIAMANTI – 7.5

Una bella favola quella del trequartista rossoblu: una carriera, fra alti e bassi, in squadre come Livorno, West Ham e Bologna. Poi l’arrivo agli Europei e un apporto straordinario alla causa azzurra, senza lasciar trasparire alcuna tensione, ma con la sola voglia di divertirsi. Tuttavia, non lo vedremo mai dietro due punte di ruolo. Accontentiamoci della sua esultanza dopo il match-ball dal dischetto. Incosciente.

BALOTELLI – 6.5

Prandelli lascia a casa tutti i centravanti, ma poi schiera Mario vertice alto dell’attacco, lui che è una seconda punta e non ha mai segnato moltissimo. Le sue non-doti di uomo d’area si vedono tutte, ma è un pericolo costante per la difesa di Hodgson, che lo teme. Gioca per la squadra e solo la prova straordinaria di John Terry gli nega il gol. Diligente.

PRANDELLI – 6.5

L’organizzazione di gioco è per buona parte impeccabile, il tentativo di cambiare mentalità anche. Mai l’Italia aveva schiacciato per tutta la partita una squadra come l’Inghilterra, mai aveva rischiato di uscire ai rigori dopo aver subito, e non imposto, il catenaccio. E questo è un fatto, di cui va reso merito al ct. Detto questo, non avremo pace finché non ci spiegherà qual è la sua idea di trequartista e quali siano i suoi piani per raggiungere quello che, in fondo in fondo, resta l’obiettivo del calcio: fare gol. Cocciuto.

Il difensore juventino in conferenza stampa: "Gli inglesi non sono solo Rooney. La mano sulla bocca di Balotelli? Mi sono preso cura di lui"

Italia-Inghilterra, il quarto di finale dei campionati europei di Polonia e Ucraina, sarà una partita molto particolare e, come spesso accade, non solo per motivi calcistici. Sfide, quelle della Nazionale azzurra, che possono rappresentare una piccola occasione di rivincita per i tanti italiani emigrati all’estero, piccole e brevi sensazioni di rivalsa verso terre che regalano lavoro e possibilità di riscatto sociale, ma che spesso prendono indietro un pizzico di dignità laddove le parole ‘pizza’, ‘mandolino’, ‘spaghetti’ e ‘mafia’ diventano frecce avvelenate che arrivano dritte allo stomaco. In fondo, è successo tante volte che i nostri connazionali abbiano potuto sventolare il tricolore fieri anche solo per una vittoria sul rettangolo verde, come nel 2006, quando le vie di Berlino si colorarono di rosso, bianco e verde in occasione del successo mondiale.

Ma la sfida di domenica fra Italia e Inghilterra rappresenta qualcosa di ancor più profondo. Perché se gli emigranti in Germania, Belgio, Olanda, Svizzera o Francia oggi hanno per la maggior parte i capelli bianchi ed eserciti di nipotini che non conoscono una parola di italiano, l’Inghilterra è per eccellenza la terra dei ‘cervelli in fuga’, dei giovani di tutte le estrazioni sociali che cercano conforto nella piovosa Albione per sfuggire alla crisi, imparare il più importante idioma mondiale o semplicemente chiedere un’occasione a un Paese per tanti versi molto più moderno del nostro. Italia-Inghilterra sarà un ‘derby’ tutto da vivere soprattutto per loro, che l'hanno sognata come i loro genitori sognavano l'America, che sono partiti con un bagaglio a mano su un volo Ryanair, con i Muse e i Radiohead nell’iPod e la Union Jack stampata sulla maglietta, che hanno passato l’infanzia nei McDonald’s e che ora darebbero qualsiasi cosa per una amatriciana fatta a dovere; per loro che quella laurea adesso ha un senso ma in fondo rimpiangono l’afa di fine giugno e quella cordialità casareccia che una volta appariva così volgare.

I PRECEDENTI – L’Inghilterra ha inventato il calcio. Poi (a livello di Nazionale) gli altri si sono divertiti a vincere. Solo mondiale in bacheca, in casa nel 1966, poi più nulla. E pensare che agli inizi del ‘900 i britannici si sentivano talmente superiori che non partecipavano nemmeno ai campionati del mondo. I precedenti, seppur con tante sofferenze, dicono Italia. L'ultima vota fu il 27 marzo del 2002, in amichevole. In panchina sedeva ancora Giovanni Trapattoni. Buffon, Nesta e Totti erano in campo. Vincemmo 2-1 a Leeds grazie a una doppietta di Vincenzo Montella che ribaltò il vantaggio iniziale di Fowler. La prima vittoria degli azzurri con gli inglesi risale invece solo al 1973: 1-0 a Wembley grazie a un gol di Fabio Capello. Altra impresa fu quella del 1997, in occasione delle qualificazioni ai mondiali di Francia ’98: sempre a Wembley, sempre 1-0, con rete memorabile di Gianfranco Zola nel primo tempo e un’ora di assalto inglese respinto dal catenaccio azzurro. L'ultimo incontro nella fase finale risale invece al Mondiale di Italia '90. Era la finale per il terzo posto a Bari. Vincemmo 2-1 grazie ai gol di Baggio, Platt e Schillaci su rigore. L'unico precedente agli Europei, di Italia 1980: a Torino nel girone finì 1-0 per gli azzurri grazie a un gol di Marco Tardelli.

DE ROSSI – Intanto, proprio dell’Inghilterra, oggi in conferenza stampa ha parlato forse il miglior giocatore di questo europeo azzurro, Daniele De Rossi. L'Inghilterra non la dobbiamo scoprire ora: questa poi ha l'impronta italiana, e anche Hodgson ha esperienza del nostro calcio. Non sono degli sprovveduti". "Gerrard è sempre stato il mio idolo, è un grande giocatore ed è sulla cresta dell'onda da 10 anni - ha aggiunto il centrocampista azzurro - Ma ha anche tanti giovani interessanti, specie sulle fasce". E su Balotelli. “Balotelli a 22 anni è grandicello. Diciamo sempre che è giovane, ma oramai è un ometto. È tanto che lo aspettiamo. Non lo vedo estraneo al gruppo, al posto suo vorrei semplicemente essere trattato come tutti gli altri, senza trattamenti di riguardo. Alla sua età, io al Mondiale diedi una gomitata e non fui trattato con alcun riguardo".

Martedì, 19 Giugno 2012 12:52

Italia-Irlanda, le nostre PAGELLE

L’Italia vince ma non convince. Il successo per 2-0 sull’Irlanda e la qualificazione ai quarti di finale sono un risultato importante, soprattutto dopo il disastro in Sudafrica, i cocci rimessi insieme da Prandelli e il vuoto generazionale intercorso fra i Totti-Del Piero-Inzaghi e la promettente Under 21 di Ciro Ferrara. Tuttavia, la sterilità in attacco e il fiato corto degli azzurri non lascia spazio a grosse aspettative per i quarti di finale. Ecco le nostre pagelle relative al 3° match del girone di qualificazione.

BUFFON – 6

Non è chiamato a grossi straordinari, ma la parata su Andrews vale quasi come un gol. In un momento di nervosismo, si becca l’ammonizione per i compagni. Certezza.

ABATE – 6.5

E’ il terzino di cui l’Italia aveva bisogno. Soffre un po’ quando il Trap decide di attaccare sulla sua fascia, ma esce sempre vincitore dai duelli e aiuta egregiamente la difesa. Roccioso.

CHIELLINI – 6

E’ il solito muro tutto cuore, lotta e muscoli. Rischia di commettere un altro errore stile Croazia, ma si ravvede in tempo per coprire su Duff. Esce a causa di uno stiramento, tutto il Paese spera che non sia nulla di grave. Sfortunato.

BONUCCI – 6

Si prepara in 30 secondi e subentra a Chiellini in un momento di difficoltà per gli Azzurri. Molto attento e bravo palla al piede, il miglior intervento lo fa su… Balotelli, tappandogli la bocca dopo il gol. Censore.

BARZAGLI – 6.5

Ritorna dall’infortunio e si cala subito nel clima dell’Europeo. Lotta egregiamente per tutto il match e tiene in piedi, con fisicità ed esperienza, le redini della difesa dopo l’uscita di Chiellini. Combattente.

BALZARETTI – 7

Il periodo di scarsa forma è alle spalle. L’esterno del Palermo è tornato la solita ruspa sulla fascia sinistra. Fa impazzire gli irlandesi, si sovrappone, salta l’uomo e crossa. Copre bene ed a volte fa anche la punta esterna. Inesauribile.

PIRLO – 5.5

Una delle sue peggiori partite in Nazionale. Due svarioni rischiano di farci capitolare, è lento e sulle gambe. I suoi minuti buoni sono coincisi con la migliore Italia. E non è un caso. Spento.

MARCHISIO – 5.5

Non è stata una delle sue migliori prove. Nei suoi rari inserimenti, arriva al tiro stanco e poco lucido. Buono il lavoro di contenimento, ma per quello sarebbe bastato Nocerino. Eclissato.

THIAGO MOTTA – 5.5

Che sia lento è una sua caratteristica, ma contro l’Irlanda è stato anche impreciso e si è poco adattato al suo ruolo di trequartista. Poco incisivo anche in fase di copertura. Molle.

DE ROSSI – 7.5

Nella giornata storta del centrocampo azzurro, tiene in piedi la baracca: difende, imposta e gioca da capitano in campo. Se resta nel suo ruolo può essere l’Europeo della consacrazione. Mostruoso.

CASSANO – 6.5

Mezzo voto in più per il gol. La speranza è che si sia sbloccato anche dal punto di vista realizzativo. Diverse belle giocate, compreso un tiro da fuori che impegna Given. Prandelli ormai sembra non voler andare oltre le 2 punte: sta a lui riprendersi definitivamente l’Italia. Recuperato.

DIAMANTI – 6.5

Entra in campo come seconda punta e regala corsa e sostanza, anche se avremmo voluto vederlo dietro le due punte. Piedi, gambe e tanta applicazione. Propositivo.

DI NATALE – 6

Positivo il suo debutto dal primo minuto, da riproporre. Da rivedere l’intesa con Cassano, ma c’è da dire che da dietro non arrivavano palloni interessanti. Sfiora un gol da cineteca tirando da fondocampo. Titolare.

BALOTELLI – 7

Il voto è soprattutto per il gol, finora forse il più bello di Euro 2012. In 20’ scarsi fa in tempo a litigare con tutta la Nazionale irlandese. Si insidia nella difesa ‘green’ con il suo peso specifico. Se fosse un trascinatore, sarebbe genio e sregolatezza, ma finora il ‘genio’ è rimasto ancora un ‘lampo’. Per il momento ci basta. Mina vagante.

PRANDELLI – 6

La sufficienza è per “il risultato più importante della carriera”, ovvero la qualificazione ai quarti di finale. Ma ci sono cose che ancora non convincono del suo operato. Contro l’Irlanda i tre gol di scarto erano alla portata, ma si è scelto a un certo punto di giocare con una punta e mezza (Diamanti + Balotelli). Thiago Motta trequartista, poi, è un insulto alla tradizione azzurra dei numeri 10. Solo la Spagna può permettersi di arrivare in porta con il pallone. Agli altri, per vincere la partita, servono gli attaccanti ed il gioco offensivo. Timoroso.

Venerdì, 15 Giugno 2012 12:05

Italia-Croazia: le nostre PAGELLE

Un altro 1-1, ma stavolta l’umore è totalmente diverso. L’Italia rischia seriamente l’eliminazione dall’Europeo, in seguito a una gara giocata male, soprattutto nel secondo tempo. Ecco le nostre pagelle.

BUFFON – 6

Non viene impegnato più di tanto e comanda la difesa a suo modo. Sul gol di Mandzukic non poteva fare molto altro, l’errore non è il suo.

BONUCCI – 6

Il suo lo fa e anche bene. Tiene a bada gli attaccanti croati e riparte palla al piede, fornendo anche un bell’assist per Cassano.

DE ROSSI – 6.5

Da libero, fa il massimo in un ruolo per lui inedito: difende e costruisce egregiamente l’azione. Ma è uno dei centrocampisti più forti del mondo e, se Prandelli se lo ricordasse, potrebbe essere l’arma in più.

CHIELLINI – 5

Per quasi 90’ è il solito muro difensivo azzurro, ma quei pochi secondi di follia rischiano di mandarci a casa. Su Mandzukic ha sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare.

MAGGIO – 5.5

Va bene finché la Croazia gioca con il 4-4-2 classico, poi Bilic cambia modulo e lui va in sofferenza. E’ un fatto: 90’ così sulla fascia non li regge.

GIACCHERINI – 5

Contro la Spagna, il grande sacrificio messo in campo aveva nascosto le lacune. Contro la Croazia, abbiamo capito perché nella Juve ha giocato solo 9 volte titolare. Non difende, né attacca.

PIRLO – 7.5

E’ un fuoriclasse, e nella Nazionale della normalità svetta su tutti. Segna, difende, suggerisce e tiene in piedi la baracca. Ah, e stravince il confronto con Modric. Perché c’era confronto?

MARCHISIO – 6

Buona prova a centrocampo, specialmente nel primo tempo dove trova gli inserimenti per poi ciccare sotto porta. Cala alla distanza come tutta la squadra.

MOTTA – 6

Anche lui, come Marchisio, lotta e si propone, tiene palla ed è fondamentale in fase d’impostazione, anche se risulta un po’ lento. Se deve uscire, meglio per un incontrista come Nocerino.

CASSANO - 6

In conferenza stampa l’aveva detto: “Ho meno di 70’ nelle gambe”. Prandelli invece gliene concede quasi 80’, ma al 60’ è già stremato. Finché è in partita, dispensa assist e si rende pericoloso, ma la disposizione tattica lo penalizza.

BALOTELLI – 6

Contro la Spagna era stato irritante, stavolta il suo lavoro lo fa. Mario è così: difende palla, allarga le difese e fa del gran tiro un suo punto di forza. Ma soprattutto, gioca da fermo. E’ una sua caratteristica, prendere o lasciare.

DI NATALE – 6

Entra che l’Italia è già in iperventilazione. Ingiusto sanzionare con il fuorigioco il suo scatto sulla linea di centrocampo. Contro i ‘rugbisti’ irlandesi, meriterebbe qualche minuto in più.

MONTOLIVO – 5.5

Quando è entrato ha messo impegno e pure un bel tiro in porta. Ma resta un oggetto estraneo al gioco, nonostante sia stato praticamente sempre convocato da Prandelli. Subentra a Thiago Motta e l’Italia perde in possesso palla ma non acquista in carattere.

GIOVINCO – S.V.

Per lui, pochi minuti e per giunta sfortunati.

PRANDELLI – 4

Con la Spagna aveva capito tutto, qui non c’ha capito niente. Sbaglia la formazione, sbaglia il modulo e sbaglia anche i cambi. Nemmeno Nereo Rocco avrebbe giocato con 5 difensori contro la Croazia e quando c’è da provare a vincere non ha il coraggio di inserire Giovinco al posto di un centrocampista; al contrario prosegue nella patetica staffetta con Cassano. Il culmine lo raggiunge con l’inserimento di Montolivo, perno della Fiorentina quasi in B. Contro l’Eire servono solo i tre punti, possibilmente segnando tanto: possiamo sperare in un atteggiamento un po’ più spregiudicato?

Lunedì, 11 Giugno 2012 10:31

Italia-Spagna: le nostre PAGELLE

E’ tempo di pagelle dopo il debutto della Nazionale azzurra di Prandelli all’Europeo. Ecco quelle di Dazebao.

Il sogno di Sara Errani continua. La tennista italiana, testa di serie numero 21, si è qualificata per la finale del Roland-Garros battendo in tre set l'australiana, Samantha Stosur (N.6), 7-5, 1-6, 6-3 il risultato. Errani, che giocherà la prima finale di un torneo del Grande Slam, incontrerà la vincente tra la russa Maria Sharapova (N.2) e la ceca Petra Kvitova (N.4).

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