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Ignazio Marino: il nostro progetto dello stadio era rigoroso

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ROMA - "L'amministrazione Raggi ha davanti un bivio: o porta avanti il progetto originario" del cosiddetto stadio della Roma a Tor di Valle "con il massimo rigore e serietà nel presidiare il pubblico interesse pretesto dalla mia Giunta o, se decide dicambiarlo, deve illustrare quali sono gli ulteriori vantaggi pubblici e concreti per la vita dei cittadini del nuovo indirizzo".

Lo scrive il predecessore di Virginia Raggi (M5S) al Campidoglio, Ignazio Marino (Pd), che, in una lettera a "Repubblica", puntualizza che, quando era sindaco di Roma, l'assemblea capitolina votò, il 22 dicembre 2014, una delibera che prevedeva una serie di "opere connesse all'impianto sportivo e utili alla qualità della vita delle romane e dei romani". In particolare, venne previsto "il potenziamento del trasporto pubblico su ferro a servizio dell'area di Tor di Valle e della città", "l'adeguamento di via Ostiense/via del Mare", "il collegamento con l'autostrada Roma Fiumicino attraverso un nuovo ponte sul Tevere", "l'intervento di mitigazione del rischio idraulico e di messa in sicurezza dell'area". La delibera, precisa ancora Marino, specificava che se fosse venuto a mancare "una sola di queste opere di interesse pubblico", si sarebbe dovuto "riscrivere una nuova delibera. E' questo lo stallo in cui si è impantanato lo stadio". "A Roma - afferma l'ex sindaco - non c'è uno scontro tra voraci palazzinari e queli che invece vogliono tagliare le unghie alla speculazione immobiliare. Sembra esserci più che altro un gioco, tra chi non vuole, avendo sbagliato percorso, perdere la faccia e chi, il proponente privato, chiede semplicemetnte certezze". 

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