Mercoledì, 27 Ottobre 2010 15:57

GreenPeace pubblica l'Eco-guida ai prodotti elettronici verdi. Premiata Nokia bocciata Nintendo

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ROMA - L'Eco-guida ai prodotti elettronici verdi è una pagella stilata da GreenPeace per valutare lo spirito ambientalista dei grandi brand dell'high tech. Giunta, quest'anno alla sedicesima edizione, la mini guida è già diventata una memo per chi ha a cuore l'ambiente e non intende rinunciare al progresso tecnologico.

Premesso che i comportamenti dell'uomo hanno, che si voglia o meno, un impatto sull'ambiente le nostre azioni possono in ogni caso fare la differenza. La scelta di beni prodotti da aziende che applicano una filosofia ecosostenibile, è di sicuro la molla trainante del futuro della green-economy. Sempre più compagnie hanno capito che i consumatori a parità di prezzo e di prestazioni preferiscono prodotti eco-friendly. Anche perché lo smaltimento di rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze chimiche nei meccanismi non è cosa da poco conto. Difficile recuperarli se alla base non ci sono state politiche aziendali che prevedono la possibilità di riciclo del prodotto tecnologico.

Secondo quanto riportato nell'eco-guida, anche quest'anno Nokia si aggiudica il primo posto. Tutti i modelli Nokia commercializzati dalla fine del 2005 sono privi di PVC. Una materia plastica particolarmente difficile da gestire soprattutto nella fase di smaltimento. L'azienda ha ottenuto il massimo punteggio sul programma volontario di recupero dei prodotti a fine vita, presente in 85 paesi con 5000 punti di raccolta. L’amministratore delegato di Nokia ha, in aggiunta, dichiarato apertamente l'impegno dell'azienda nella riduzione dei gas serra del 30% nei paesi industrializzati entro il 2020.

Al secondo posto, stabile rispetto l'anno precedente, c'è la Sony Ericsson. L'azienda ha ottenuto i migliori risultati per quanto riguarda i criteri chimici. Nei nuovi modelli, commercializzati a partire dal 2008, ha messo al bando, non solo PVC e ritardanti di fiamma, ma anche antimonio, berillio e ftalati. L’azienda si è attivata anche in sede di lobby, nel processo di revisione della direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics), dichiarando l’importanza di limitare ulteriormente l’uso dei composti organici a base di cloro e bromo. Risulta, invece, ancora carente sulla gestione e il riciclo dei rifiuti, e non fornisce informazioni sull’uso di plastica riciclata.

Terza posizione per la Philips. L’azienda acquista punti per aver messo sul mercato la prima TV a tecnologia LED, senza PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo. Si è impegnata a eliminare le sostanze pericolose da tutti i nuovi modelli entro la fine del 2010, mentre l’uso di berillio e arsenico è già ristretto. Anello debole è il piano di gestione dei rifiuti. La Philips non ha infatti esteso il programma di recupero dei vecchi prodotti ai Paesi in via di sviluppo (a parte l’India) e non dichiara alcun tasso di riciclo dei suoi articoli. Nel 2009 ha ridotto le proprie emissioni di CO2 del 10% rispetto all’anno precedente e per il futuro prevede un taglio dei gas serra del 25% entro 2012 (rispetto ai valori del 2007).

Una menzione particolare la merita la Samsung che balza dalla tredicesima posizione alla quinta. La compagnia si posiziona bene sul criterio relativo alla gestione dei propri rifiuti, con tassi di riciclo molto elevati: 137% per TV (dato basato sulle vendite dal 2000 con una vita media per articolo di 10 anni); 12% per PC (dato basato sul ciclo di vita media di un PC pari a 7 anni); 9% per cellulari (dato basato sulla vita media di 2 anni). Deve comunque estendere il programma di ritiro dei prodotti a fine vita anche ai paesi in via di sviluppo. Perde punteggio a causa del basso tasso di plastica riciclata utilizzata che, nel 2009, è stata ridotta dal 16,1 all'8.5%; rimane l’obiettivo di incrementarla al 25% entro il 2025.

Nintendo rimane all’ultimo posto con lo stesso punteggio dell’edizione precedente, ottenuto per lo più sul piano chimico. L’azienda ha messo in commercio console con fili interni privi di PVC, ma non ha identificato una scadenza entro cui eliminare questa plastica pericolosa. Continua a non ottenere alcun punteggio sulla gestione dei propri rifiuti, anche se fornisce informazioni sul programma di recupero dei prodotti a fine vita in Canada e negli Stati Uniti.

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