Venerdì, 02 Marzo 2018 10:47

Una spedizione oceanica per studiare i “terremoti silenti”

Scritto da

I geologi li chiamano 'terremoti silenti' perché non producono onde sismiche, e tuttavia l'ipotesi è che siano dei campanelli di allarme per tsunami e grandi eventi sismici.

Per la prima volta una campagna oceanografica realizzata nell'ambito dell'International Ocean Discovery Program (Iodp), un programma internazionale di ricerca in mare che ha l'obiettivo di decifrare la storia e le dinamiche del pianeta Terra, studierà questo fenomeno. Francesca Meneghini del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa è l'unica italiana del team internazionale composto da una trentina di ricercatori - fra statunitensi, giapponesi, neozelandesi ed europei - che sarà in missione per due mesi, dall'8 marzo al 5 maggio, su una nave oceanografica al largo della Nuova Zelanda. Scoperti solo recentemente, i 'terremoti silenti' sono scivolamenti lenti delle pacche terrestri lungo una faglia che possono andare da pochi millimetri a qualche decimetro e durare settimane o mesi. Soprattutto, si tratta di movimenti che avvengono ad una velocità intermedia tra quella tipica delle placche tettoniche che è di 1-10 cm all'anno a quella necessaria a generare terremoti, che è intorno a 1 metro al secondo. 

"I collegamenti ipotizzati tra terremoti silenti e grossi sismi e tsunami - sottolinea Francesca Meneghini - pongono con urgenza alla ricerca scientifica il compito di decifrare le caratteristiche geologiche e geofisiche di questo fenomeno". L'obiettivo della campagna internazionale (di cui questa spedizione fa parte dopo una precedente del dicembre scorso) è quindi quello di investigare le condizioni in situ e i processi attivi in un'area in cui la placca pacifica scende in subduzione al di sotto del continente neozelandese. Per compiere lo studio la nave oceanografica eseguirà, a circa 2-300 metri sotto la superficie dell'acqua, tre perforazioni e carotaggi di circa 800 metri di profondità nel fondale marino.

L'idea dei ricercatori è quella di caratterizzare chimico-fisicamente e geologicamente il materiale che entra nella zona di subduzione e quello deformato lungo la faglia che separa la placca pacifica e quella neozelandese cercando di decifrare come sedimenti e rocce si modificano. "Poiché i terremoti silenti possono durare anche settimane o mesi -conclude Francesca Meneghini - installeremo anche degli osservatori in pozzo per monitorare le variazioni delle condizioni fisico-chimiche nel tempo, con la speranza di registrare anche a distanza uno di questi fenomeni". 

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Cultura

Opinioni

A Bari nasce il CRM, Centro Regionale del mare, l’eccellenza dei nuovi laborator…

Lunedì 7 ottobre l’inaugurazione alla presenza delle cariche istituzionali della Regione e della Città  

BARI -  

 L’Arpa, Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale di Bari, si pone...

Alessandro Ambrosin - avatar Alessandro Ambrosin

Prima edizione di “Sinfonia d’impresa”, dedicata a Glauco Dei

MONTEPULCIANO - Il 22 settembre alle Cantine Dei di Montepulciano si è svolta la prima edizione di Sinfonia d'Impresa dedicata all'ingegner Glauco Dei, un industriale che ha saputo coniugare cultura...

Paola Dei -  Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI - avatar Paola Dei - Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI

Passione animale

Stop al santuario per la riproduzione delle balene nell'Oceano Atlantico

Il Giappone vince ancora e il summit mondiale in Slovenia vota “no”. «È un’enorme delusione - spiega Kitty  Block di Humane Society International - hanno vinto nuovamente quelle nazioni con un...

Maria Grazia Filippi - avatar Maria Grazia Filippi

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]