Lunedì, 24 Settembre 2018 18:39

A Rende nasce il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete Snam

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Con Calabria Maceri energia verde per 5.000 famiglie e 90 milioni di km a zero emissioni 

Si avvia a Rende (CS) il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale di Snam per gli usi industriali, residenziali e per l’autotrazione.

Il 25 settembre 2018, presso la Calabra Maceri, azienda specializzata nel recupero e smaltimento dei rifiuti urbani, verrà inaugurato il primo impianto del Centro-Sud in grado di trasformare 40.000 tonnellate annue di raccolta differenziata in 4,5 milioni di metri cubi di biometano annui, oltre a produrre 10.000 tonnellate di ammendante compostato, un fertilizzante ideale per l’agricoltura biologica.

Il biometano per autotrazione, prodotto grazie a un sofisticato sistema di purificazione del gas, consente di percorrere 90.000.000 km che, con una media di 20.000 km annui a mezzo di trasporto, può alimentare fino a 4.500 autovetture, con un risparmio complessivo di oltre 16.200.000 kg di CO2 all’anno (3.600 kg per auto).

Se riferito a consumi domestici, la stessa produzione può soddisfare il fabbisogno energetico annuale di circa 5000 famiglie per approvvigionamento di gas per cucina e riscaldamento.

Esempio di riutilizzo delle risorse in un’ottica di economia circolare, lo stabilimento è dotato di un biodigestore in grado di trasformare il biogas prodotto dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani in biometano, un gas completamente rinnovabile e chimicamente indistinguibile dal metano tradizionale, in grado di sfruttare le infrastrutture esistenti.

Il biometano per una nuova energia del Sud

Il biometano prodotto a Rende circola già oggi nella rete italiana del gas e può alimentare i mezzi di trasporto, con notevoli benefici in termini di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell’aria.

Quello di Calabra Maceri, che aveva già anticipato quanto oggi previsto dalla normativa con la progettazione e la realizzazione della struttura, è il primo impianto che viene inaugurato in Italia dopo il decreto legge varato lo scorso 2 marzo dal Ministero dello Sviluppo Economico, con cui si stabilisce un sistema di incentivi per la produzione in Italia di biometano e la sua promozione nel settore dei trasporti.

Il biodigestore di Rende è un’eccellenza “verde”

Frutto di due anni di ricerca da parte di ingegneri, chimici e tecnici italiani ed esteri, il biodigestore di Rende, interamente realizzato con fondi propri, completa la gamma di impianti di selezione, trattamento e recupero che Calabra Maceri offre a supporto del sistema pubblico per la gestione dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente.

La soluzione ottimale in un territorio come quello calabrese, che ha visto negli ultimi anni l’attivazione di sistemi di raccolta differenziata, spesso dettati da condizioni legislative ignare dell’infrastruttura necessaria a supportarli.

Un meltdown di esperienza, passione, professionalità e competenza che in tempi brevissimi ha chiuso il cerchio della trasformazione della frazione organica dei rifiuti, con una soluzione efficace, affidabile ed ecosostenibile.

Snam, impegnata a favore dello sviluppo della filiera del biometano, sta facilitando la connessione degli impianti italiani alla propria rete tramite la realizzazione di impianti di produzione di biometano in Italia e all’estero.

A oggi, si contano oltre 800 manifestazioni di interesse per l’allacciamento alla rete e 130 domande già formalizzate.

I vantaggi del biometano

Secondo le stime del CIB (Comitato Italiano Biogas) la produzione di biometano in Italia potrà raggiungere entro il 2030 i 10 miliardi di metri cubi, arrivando a soddisfare oltre il 10% del fabbisogno annuo di gas del nostro Paese.

Il Consorzio Biogas ha calcolato che un’auto a biometano, nel suo ciclo di vita, emette una quantità ridotta di emissioni paragonabili a una vettura elettrica da energia eolica.

In più, rispetto a un veicolo a benzina o diesel, emette il 90% in meno di polveri sottili e il 70% in meno di ossido di azoto.

Secondo la società di consulenza ambientale Althesis, vi sono ampi margini di crescita per la produzione di biometano stimati, da qui al 2050, in un taglio di CO2 pari a 197 milioni di tonnellate.

Il Consorzio Biogas ha calcolato che un’auto a biometano, nel suo ciclo di vita, emette una quantità ridotta di emissioni paragonabili a una vettura elettrica da energia eolica.

In più, rispetto a un veicolo a benzina o diesel, emette il 90% in meno di polveri sottili e il 70% in meno di ossido di azoto.

Secondo la società di consulenza ambientale Althesis, vi sono ampi margini di crescita per la produzione di biometano stimati, da qui al 2050, in un taglio di CO2 pari a 197 milioni di tonnellate.

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