Blog di Caterina Carbonardi

Mi chiamo Caterina Carbonardi e sono  Life & Business Coach – Associated Certified Coach presso La International Coaching Federation. PIU' INFO

Giovedì, 14 Aprile 2016 10:37

Una Donna si racconta: oltre lo tsunami c’è il futuro!

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“Dopotutto, domani è un altro giorno” (Rossella O'Hara, Via col vento)

Mi fa piacere presentare  oggi una Donna e il suo racconto.  Il racconto di un pezzo della sua Vita  al centro di questo poche righe, senza riflessioni aggiuntive, ad ognuno  spero possa ispirare qualcosa di bello. A me personalmente, sentendola parlare, ha dato concretezza ad un messaggio in cui credo moltissimo e alla base di ogni percorso di coaching: oggi e domani è quello che abbiamo a disposizione per fare ciò che desideriamo, qualunque cosa ci sia successa ieri. 

Susanna Ambra, professionista nel settore Beauty, mamma di due splendide ragazze, qualche anno fà, uno tsunami nella sua vita: una malattia importante,  la perdita del suo amato Papà. 

C. Susanna cosa ti ha portato fuori da questo momento difficile della tua Vita?

S. Pensare che non era ancora finita per me. Avevo, oltre le mie due figlie a cui pensare, la voglia e il desiderio di darmi un’altra possibilità. Non ho mai smesso di lottare ne di crederci. 

Quando ho incontrato Susanna, anni fa era nel pieno del suo tsunami, evidentemente provata, ma se la devo descrivere con tre parole, Lei mi apparse subito equilibrio, solarità e determinazione

C. Susanna, cosa ha guidato le tue scelte in questi anni? 

S. Ho passato momenti di malinconia alternati a momenti di risalita, ma, anche nei momenti più bui, guardavo al mio obiettivo:  equilibrio per la mia famiglia che eravamo io e le mie ragazze e la voglia di uscire dalla malattia al principio. Nel temp,  quando avevo superato, il momento più duro e un equilibrio era stato creato,  mi sono data l’obiettivo di scoprire cose nuove, ma soprattutto di assaporare le cose semplici della Vita. 

Susanna nel 2008 scopre di avere il cancro al seno, e purtroppo avvengono altri eventi molto dolorosi nello stesso periodo a devastare, come solo un vero tsunami sa fare, la sua esistenza fatta di famiglia, lavoro e affetti. 

C. Susanna come stai oggi?

S. Oggi ho riscoperto quel gusto di assaporare le cose semplici della vita, cose che magari prima non notavo. Mi sento fortunata oggi nell’affacciarmi alla finestra e vedere un albero meraviglioso che ho davanti casa. Prima della mia malattia, magari non notavo queste cose. Oggi Vedo meglio, in tutti i sensi. Cose che prima mi sembravano importanti, ad esempio i giudizi delle persone, oggi nemmeno li noto, ma pongo attenzione al colore di un fiore, un tramonto o un momento prezioso con le persone che mi sono vicine. Do peso solo alle cose che hanno per me valore e servono per andar avanti bene nella vita. Non do più alcun peso a cose che mi tolgono energia utile o tempo a quelle davvero importanti per me. 

Oggi affronto i momenti più difficili, che esistono sempre, con maggiore sicurezza e serenità, perché so che se ho superato tutto quanto in quel periodo,  ce la posso fare, anche oggi e domani, qualunque evento non previsto possa accadere. Questo non vuol dire che non si soffre quando accadono cose inaspettate e meno belle, si soffre eccome,  ma so che si va avanti e per me questo è una certezza acquisita.

C. Oggi cosa ti da forza nei momenti difficili?

S. Io ho perso la mia Mamma da bambina e so che esserci per le mie figlie è importantissimo, anche se ormai sono grandi e autonome. Io ho diritto di viverle e loro sono il mio punto di forza.  Poi ho rafforzato la voglia di volermi bene.

C. Susanna ti va di fare un salto nel passato e raccontarmi la prima cosa che ti viene in mente di quel periodo? 

S. Si, lo faccio con piacere e spero che queste mie parole, possano dare coraggio a donne che magari si trovano in una situazione analoga. In quel momento rimasi sola, pensavo di avere delle persone vicine che invece sono andate via, magari solo per paura hanno evitato di viversi la mia malattia, ci può stare, in me però scattò orgoglio e dignità, che mi hanno spinto a non mandar perduto tutto quanto avevo costruito attorno a me e alle mie figlie. Reclamavo per me il mio diritto a vivere e  per le mie figlie mantenere la loro stabilità e serenità nonostante tutto. 

C. Cosa vuoi dire alle persone che sono andate via in quel momento?

S. Preferisco dire qualcosa alle donne che vivono allontanamenti da parte di persone care nei momenti difficili, e perché no anche agli uomini a cui può succedere lo stesso! Può accadere, mi ripeto spesso per paura che le persone si allontanino per evitare il dolore e la fatica in quel momento, o perché si sentono impotenti, a volte anche per egoismo, ma voi non cambiate, non perdete fiducia nel prossimo perché chi vi rimane accanto merita di continuare ad avervi nella loro vita e di avere da voi stima e affetto. Non chiudersi poi permette anche di conoscere persone diverse e di sperimentare anche esperienze differenti. Se ci si chiude si rischia di non vivere a pieno. 

C. Cosa ti aiutato in quel momento?

S. Non nascondere la malattia e non provare mai disagio in alcun momento. Ne parlavo, condividevo, cercavo anche di ironizzare e scherzare, andavo a lavoro, non ho mai smesso e in quel periodo di vivere. Ho avuto la fortuna anche di conoscere belle persone e con loro sono nate nuove amicizie solide e belle. 

C. Cosa diresti agli uomini su questo tema?

S. Anche gli uomini possono passare momenti di grande difficoltà (malattie, perdita del lavoro, ecc..), i concetti che ho espresso valgono per tutti. Non abbattetevi ma andate avanti e se avete donne affianco potete anche appoggiarvi, abbiamo le spalle grosse! Ma vorrei esprimere anche che ai compagni delle donne che attraversano una grave malattia di non spaventarsi e se possibile di rimanere accanto a loro. So che la malattia fa paura, che la tentazione di scappare è forte e può sembrare  una unica soluzione, ma nel rispetto di se stessi e della persona che abbiamo accanto  parlate della paura e cercate di trovare assieme una strada da percorrerla, contro il dolore. Condividete le sensazioni perché in due è tutto più affrontabile.

Riflettete se  è  meglio superare quella paura ed esserci, dando grande valore a voi stessi , piuttosto che poi convivere  con il rimorso di non esserci stati, comunque vadano le cose. 

C. Come vedi il tuo futuro?

S. Innanzitutto vedo un futuro! 

Osservo e scopro tante nuove cose (che forse c’erano anche prima e non le notavo) e sono pronta a cogliere le opportunità valide e prontissima a reagire ai cambiamenti che la vita ti propone.

C. Cosa vorresti dire a coloro che leggono e possono trovarsi in una situazione simile?

S. Di vedere sempre un domani e così si è già a metà dell’opera. Quando poi si affronta il momento più duro, si può scoprire che qualcosa è cambiato,  di essere  ad esempio più forti di quello che pensiamo. E prendete quello che vi fa bene! 

“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta…Che uno dice: E' finita… No, non è mai finita per una donna!!!! Una donna si rialza sempre…”  (tratto da Jack Folla: un DJ nel braccio della morte – D. Cugia)

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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