Martedì, 09 Giugno 2015 18:23

Scuola: governo Ko al Senato

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ROMA- Governo battuto in commissione Affari costituzionali del Senato, chiamata oggi a esprimere il parere di costituzionalita' sul ddl Buona scuola.

La votazione, alla quale ha partecipato anche la presidente Anna Finocchiaro (Pd), e' stata di 10 voti a favore e di 10 contrari, e quindi il parere non e' positivo. Lo ha annunciato il senatore di Gal, Mario Mauro. "Il testo e' scritto male - ha affermato l'ex ministro della Difesa del governo Letta - e quindi propongo di fermarsi tutti a riflette e di scriverla meglio".

Il governo va comunque avanti, come fa sapere il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. "Si è trattato di un incidente tecnico che non cambia il percorso della riforma della scuola. I senatori del Partito democratico  erano tutti presenti in commissione. Un gruppo di maggioranza non ha ricevuto l'avviso del voto ed era assente. Una questione puramente tecnica".

Un tonfo della maggioranza tuona il M5S.  "Non ha voluto ascoltare il grido d'allarme del mondo della scuola, ora vediamo se Renzi farà finta di non sentire nemmeno il clamoroso tonfo della sua maggioranza qui in Senato!". Lo affermano i parlamentari del M5S delle Commissioni Cultura di Camera e Senato, dopo che la maggioranza è stata battuta in Commissione Affari Costituzionali sul parere al Ddl Istruzione.  

   "Questa riforma va fermata - continuano -, il governo ormai non può più ignorare né il dissenso aspro che viene da docenti e studenti, né il disagio sempre più diffuso che c'è anche in Parlamento e nella sua maggioranza, come dimostra chiaramente questo voto. Delle finte aperture di Renzi non sappiamo che farcene, l'unica strada percorribile - continuano i parlamentari - è procedere solo con le assunzioni e poi riscrivere da capo tutto il resto". 

Anche gli studenti fanno sentire la loro voce dopo la sconfitta a Palazzo Mafama del governo: "La votazione di oggi conferma la scuola come primo tema su cui il Governo arretra." - dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale Unione degli Studenti - "Nonostante le false aperture del Governo ed i continui video promossi dal premier e dal Partito Democratico, le piazze degli ultimi mesi hanno dimostrato che il ddl Buona Scuola non trova consenso nel Paese. La votazione di oggi segna l'inizio di una mancanza di consenso anche in Parlamento. Oramai il Premier dovrebbe convincersi che non è più tempo di procedere per forzature, la riforma è stata smascherata!"   

"Questo ddl va bloccato e riscritto radicalmente da chi vive la scuola ogni giorno perché questo impiato non serve al Paese, -continua Lampis - non risponde al 17,6% di dispersione scolastica, alla situazione di chiusura delle scuole al territorio, all'incapacità economica di realizzazione di un piano dell'offerta formativo completo. Si risponde ad una scuola dilaniata dalle riforme degli ultimi anni, lasciando le scuole a se stesse, chiedendo loro di diventare "imprenditrici" per autopromuoversi, di recepire fondi dal territorio, di chiedere alle famiglie contributi volontari. Il risultato è solo quello di inasprire le disuguaglianze già oggi ben visibili. Auspichiamo che in Senato, a partire dalla votazione di oggi, si continui ad osteggiare questo ddl, con uno scatto di sincera democrazia per fermare l'autoritarismo del Governo!"

"L' esito negativo della votazione della costituzionalità del DdL Buona scuola nella commissione affari costituzionali" - afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK - Coordinamento Universitario - "fa emergere come il Governo affronti la riforma del sistema scolastico in modo frettoloso e superficiale, mettendo in campo solamente aperture di facciata nei confronti delle parti interessate. Purtroppo ancora una volta il tema dell'abilitazione e del reclutamento, uno dei nodi dello scontro tra le forze politiche, non è affrontato con l'ottica di sanare le ingiustizie che sono state fatte in questi anni, fornendo a coloro che si sono abilitati e ai neolaureati la possibilità di avere un percorso chiaro di accesso all'abilitazione o al ruolo. Per questo lanciamo la fotopetizione #oraparloio con mail bombing sui parlamentari della commissione cultura mercoledì ore 19."

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