SOCIETA'

Il risultato è frutto dell’unione tra l’Università degli studi di “Tor Vergata” e la Ulisse Biomed, una startup triestina che ha permesso lo sviluppo di un innovativo test diagnostico per rilevare anticorpi tramite un sistema non invasivo, molto preciso ed economico

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ROMA - Giovedì 1 febbraio 2018 - esattamente a cinquant’anni dall’occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma, sulla cui scia in pochi giorni sarebbero state occupate quasi tutte le facoltà universitarie in Italia - saranno presentati alla Sapienza i due volumi speciali dedicati da MicroMega al Sessantotto. 

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Sarò sincero: non mi sorprende ciò che un coraggioso ricercatore universitario ha portato alla luce registrando determinate conversazione e non esitando a sporgere denuncia. Ha fatto benissimo, dimostrando un profondo senso civico che farebbe un gran bene anche a noi italiani, visto che il suddetto era per metà inglese e probabilmente forgiato dalla cultura etica di quella Nazione anziché della nostra, da sempre allevata e cresciuta a "Furbara".  

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Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione BANDO DI AMMISSIONE al Premio “Vilfredo Pareto per la sociologia” in: “Public speaking and methodological rigour in Sociology” 

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A rischio mense, alloggi e borse studio

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PISA – La Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna festeggia il trentennale con il conferimento del dottorato al premio nobel per l’economia, Joseph Stiglitz. E la giornata, condita da una conferenza stampa che precede la lectio magistralis prende la forma di un duro affondo dell’economista statunitense contro Wolfgang Schauble e le regole dell’Unione Europea.

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BOLOGNA - Muovere con il pensiero un braccio o una mano robotica: è l'orizzonte delle protesi neurali, arti artificiali che potrebbero rivelarsi rivoluzionari per la vita delle persone paraplegiche o tetraplegiche.

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Elena Bonelli, paladina della cultura romana prosegue la sua attività di rilancio della canzone capitolina in Italia e nel mondo che ad oggi ha ottenuto ottimi risultati.

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Ad una settimana dalla data di scadenza entro cui gli Atenei italiani dovrebbero approvare le riforme sulla contribuzione studentesca, inserendo la NO TAX AREA, molte università non hanno ancora portato a termine il percorso e la situazione è fortemente disomogenea nel territorio nazionale.

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Lunedì, 20 Febbraio 2017 11:50

Borse di studio: annus horribilis

ROMA - Il 17 febbraio l’Ufficio Statistica del MIUR ha pubblicato i dati sulle borse di studio per l’anno accademico 2015/2016. Nel 2015 erano entrate in vigore le nuove norme per il calcolo dell’ISEE, che avevano fatto innalzare l’indicatore a una grossa fetta di studenti universitari: il crollo degli idonei era, dunque, prevedibile. A questo, però, si va a sommare un ulteriore calo del numero di beneficiari di borsa di studio per lo stesso anno.

Gli idonei diminuiscono nell’anno accademico 2014/2015 al 2015/2016 quasi del 20%: oltre 36mila studenti sono stati sbattuti fuori dalle graduatorie per il diritto allo studio per via della variazione dell’indicatore ISEE nel 2015. L’analisi delle aree del Paese è impietosa: il calo maggiore degli idonei si verifica al Sud, dove in un anno si è perso 1 studente su 4. Al centro il calo degli idonei è del 16,4%, mentre al Nord del 13,6%. Nonostante la nostra denuncia dell’epoca, il Ministero dell’Istruzione ha provveduto ad innalzare le soglie ISEE e ISPE a livello nazionale solamente il 23 marzo 2016, su pressione nostra e del CNSU, aggiornando i limiti a partire dall’anno accademico 2016/2017. 

L’allora ministro Stefania Giannini, disse che l’obiettivo era il superamento degli idonei non beneficiari di borsa di studio: la realtà, invece, è quella del crollo spaventoso degli studenti idonei (-36.241), aggravato da un ulteriore pesantissimo crollo degli studenti beneficiari di borsa di studio (-7.286). Al Nord i beneficiari calano quasi del 10% (6mila borse di studio in meno, in un solo anno), al centro quasi del 7% (quasi 2.500 borse in meno), mentre al Sud si registra un aumento, pur minimo, del 3,7% (circa 1.500 borse in più). 

Nel 2015/2016 9.441 studenti, il 6,46% degli idonei - pur crollati in numero -, non hanno ricevuto una borsa di studio per l’assenza di finanziamenti. Solamente l’8,80% degli studenti iscritti in università risulta idoneo alla borsa di studio (in forte calo rispetto al 2014/2015, quando era al 10,92%): in Francia 1 studente su 3 percepisce una borsa di studio e in Germania 1 su 4. Non era allora e non è oggi pensabile di risolvere il problema degli idonei non beneficiari riducendo la platea degli idonei, mettendo il problema del sottofinanziamento sotto il tappeto: questi dati mostrano che anche le regioni hanno disinvestito. L’insieme di tutti questi elementi ha costruito un annus horribilis per il diritto allo studio.

L’andamento dei dati sul diritto allo studio varierà molto nell’anno accademico 2016/2017, visti l’innalzamento della soglia ISEE/ISPE da parte del MIUR e l’aumento del FIS (Fondo Integrativo Statale), consolidato anche quest’anno in Legge di bilancio a 212 milioni di euro. Rimarranno comunque la necessità di coordinare le politiche per il diritto allo studio in tutte le regioni e la situazione di sottofinanziamento complessivo: le regioni devono tornare a investire in diritto allo studio, per poter coprire le borse di studio di tutti gli idonei. Lo Stato deve aumentare ulteriormente gli investimenti per arrivare a percentuali di beneficiari simili almeno alla media europea. Un punto di partenza deve sicuramente essere il Decreto che dovrà ridefinire i criteri di riparto del Fondo integrativo statale, su cui manca ancora qualsiasi tipo di discussione. Quelli che apparentemente possono sembrare numeri, sono studenti, sono persone che si sono visti privare di uno dei diritti fondamentali, per via della variazione di un indicatore di condizione economica. Non siamo semplici numeri: va aperto immediatamente un confronto con gli studenti per ricostruire completamente le politiche sul diritto allo studio in Italia. 

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