Martedì, 12 Giugno 2012 11:54

Euro 2012. Ma quale Corea, è la Croazia la nostra bestia nera

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La banale ma diffusa confusione geopolitica e la cultura nostalgica e un po’ gerontocratica di un Paese morbosamente affezionato agli anni ’60, fanno credere alla maggior parte dei sostenitori della Nazionale italiana che la bestia nera degli Azzurri sia la Corea.

In parte può essere vero, ma i suicidi tattici del ’66 (contro la Corea del Nord) e i furti arbitrali del 2002 (contro la Corea del Sud) non sono prova dell’accanimento della cabala orientale nei confronti della Nazionale Italiana, se contiamo le vittorie in amichevole e il successo per 3-2 (seppur sofferto) sempre con la Corea del Sud al Mondiale del 1986.

CROAZIA BESTIA NERA - La vera, unica e finora indissolubile bestia nera della Nazionale italiana di calcio è la Croazia. Da quando il vicino Stato a scacchi biancorossi ha ottenuto l’indipendenza (ormai 20 anni fa) gli azzurri non hanno mai vinto, rimediando solo due pareggi e ben tre sconfitte. L’unico precedente favorevole risale addirittura al primo confronto in assoluto, l’amichevole del 5 aprile 1942 disputata a Genova e vinta 4-0 grazie ai gol di Gabetto, Ferraris, Biavati e Grezar. Poi la storia, attraverso l’annessione alla Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale, ha impedito di aggiornare il libro dei precedenti per oltre cinquant’anni.

STRAPAZZATI DA BOBAN E BOKSIC - Qualcosa più di una bestia nera, insomma. I biancorossi sembrano esaltarsi ogni qualvolta vedono azzurro. La prima batosta arriva il 16 novembre 1994, in occasione della sfida per gli europei del 1996 in Inghilterra. A Palermo la Croazia dei giovanissimi e allora sconosciuti Zvonimir Boban, Alen Boksic e Davor Suker strapazza i vicecampioni del mondo di Arrigo Sacchi battendoli 2-1 e nella gara di ritorno a Spalato, a ottobre 1995, ottengono un pari che li proietta in testa al girone di qualificazione (azzurri secondi e qualificati comunque). Quella stessa selezione arriverà terza ai mondiali 1998, superata soltanto al termine di una discussa semifinale con la Francia, guadagnandosi comunque il riconoscimento morale di squadra migliore della manifestazione.

IL MONDIALE DEL TRAP - Dopo lo scialbo 0-0 in un’amichevole a Zagabria nel 1999, il secondo durissimo sgambetto agli Azzurri arriva nella fase a gironi dei Mondiali di Giappone e Corea, l’8 giugno 2002, quando alla rete del momentaneo vantaggio di Bobo Vieri replicano Olic e Rapaijc; l’Italia si qualifica agli ottavi di finale soltanto grazie al suicidio della stessa Croazia contro l’Ecuador già eliminato, ma il secondo posto degli uomini del Trap spedisce l’Italia direttamente al confronto contro la Corea del Sud. Il resto è storia. Così come il 2-0 rimediato dai campioni del mondo del 2006 nella prima uscita in amichevole post-Berlino, debutto di Donadoni in panchina.

QUARTO DI FINALE ANTICIPATO? – Secondo Cesare Prandelli, “con la Croazia sarà decisiva”. Il ct ha pienamente ragione. Perché con il pari preventivato contro la Spagna (che probabilmente vincerà le altre due partite) e l’inconsistenza dell’Eire, la qualificazione ce la giochiamo con i cugini slavi. Non solo: dopo aver visto le prime due gare del Girone D (collegato a quello degli Azzurri) viene da pensare che qualsiasi avversario uscirà dall’eventuale quarto di finale (Francia e Inghilterra comprese) sarà più abbordabile della spumeggiante selezione biancorossa apprezzata venerdì sera. Insomma, battere la Croazia significherebbe poter guardare almeno fino alla semifinale. E sarebbe un’impresa.

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