Martedì, 16 Aprile 2013 20:04

La Juve passa anche a Roma, scudetto più vicino

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Pari del Napoli  col Milan, consolidato il secondo posto

ROMA - La Juve ha pienamente smentito quei pessimisti che avevano profetizzato conseguenze nefaste dopo l'eliminazione dalla Champions da parte del Bayern, andando a vincere a Roma contro la Lazio, imponendosi grazie ad una doppietta di Vidal. 

Il risultato era già stato confezionato al termine del primo tempo con un rigore, evidente,  trasformato dal centrocampista cileno il quale venti minuti dopo bissava su di una respinta maldestra del laziale Cana, lo stesso che aveva provocato il penalty.   
Nessun problema per la Juve, quindi, che ha portato a termine fruttuosamente la trasferta sotto il cupolone, distanziando il Napoli, ora, di ben 11 punti a  6 giornate dal termine. La cavalcata bianconera continua verso il traguardo finale che, nell'attuale situazione, non vediamo proprio come potrebbe sfuggirgli. Questa  32^ giornata   è destinata a  lasciare il segno nella classifica, non solo della Juve ma anche della stessa Lazio, raggiunta dalla Roma e ulteriormente distanziata da Fiorentina e Milan.  Gli uomini di Petkovic appaiono esausti proprio nel periodo di maggior vigore per lo sprint finale, con la miseria di 12  punti in 13 partite  nel girone di ritorno. È una Lazio assai lontana da quella vista nella prima parte del torneo.  Urge una scossa forte altrimenti, di questo passo, anche l'Europa League sarà un sogno, qualora non si conquistasse la Coppa Italia.   

Milan- Napoli, tutto invariato, finisce in parità
La partita, che era considerata uno spareggio per la conquista diretta della zona Champions “sicura” fra Milan e Napoli,  si è risolta con un nulla di fatto (1-1) che lascia invariata la distanza fra le due squadre appaiate al secondo e terzo posto. Per il Napoli va bene così, per il Milan proprio no, visto che, oltre a non essersi avvicinato ai partenopei, ora, ha ridotto a quattro punti il vantaggio sulla Fiorentina, sua diretta inseguitrice, vincitrice a Bergamo.

Qui Milan  
Era cominciata subito male per i tifosi rossoneri nell' apprendere la sorprendente esclusione, in extremis sia di De Sciglio che di El Shaarawy: mentre la prima ci poteva pure stare, vista la prova incolore di Firenze da parte del giovane difensore, la seconda ha suscitato parecchie perplessità, considerato che al Milan mancava già Balotelli.  Privarsi, per scelta tecnica, del faraone (16 gol) non è stata una mossa azzeccata innanzitutto nei confronti del giocatore il quale, stanco finché si vuole, dopo l'arrivo di Balotelli,  aveva bisogno di rinfrancarsi e, soprattutto,  di ritrovare la fiducia del suo allenatore, anziché essere accantonato bruscamente  nella partita più importante della stagione;  che errore, poi, ritenere di poter vincere l'incontro più atteso rilanciando al suo posto un Robinho che, quelle rare volte che ha giocato spezzoni di partite, è sempre risultato impalpabile o assente.  Il Milan si è visto solo nel primo quarto d'ora, quando ha assediato l'avversario nella propria area ma senza concretizzare adeguatamente e, una volta andato in vantaggio con un tiraccio di Flamini,  è stato raggiunto dopo tre minuti; il mediano francese è stato l'unico, vero protagonista del diavolo, provocando un rigore non concesso dall'arbitro e, poi, sul finale, facendosi espellere per un fallaccio assassino.  Tutto qui, ossia molto meno del previsto,  sul fronte milanista. Sarebbe interessante conoscere il parere di Berlusconi su come è stata impostata la partita dal suo allenatore ed essendo ben nota la sua smodata e imperante voglia di segnare e vincere, non crediamo che il punticino possa averlo soddisfatto.  A maggior ragione,  se si pensa che domenica prossima si va ad affrontare la Juve a casa sua,  il Milan visto oggi e domenica scorsa a Firenze, deve preoccuparsi seriamente di difendere il terzo posto, indispensabile  per poter accedere alla Champions seppure    con i preliminari.  

Qui Napoli
Missione compiuta. Pericolo scampato. Tanto rumore per nulla.  Il Napoli, abbandonata la chimera di raggiungere la Juve,  esce indenne, sia nel gioco che nel risultato, dall'incontro che lo consacra forse definitivamente al secondo posto dietro la regina Juventus. A parte la fase iniziale, quando avrebbe potuto capitolare (ma il Milan, pur predominando, era spuntato al massimo....) l'undici azzurro ha controllato tranquillamente la partita e addirittura, se non fosse stato per la bravura di Abbiati su un pallonetto di Cavani (l'unico spunto, per il resto non s'è visto proprio) avrebbe pure potuto vincere. Sul fronte partenopeo il responso finale è largamente positivo e l'undici di Mazzarri, nel momento clou, ha dimostrato di essere, a piena  ragione la seconda forza del campionato, meritando largamente l'accesso diretto alla Champions.  Ora avrà solo da difendere la posizione acquisita, lasciando ad altri la preoccupazione della bagarre degli inseguitori   e degli inseguimenti per i quali la lotta non si prevede di facile soluzione.   


La Fiorentina riprende a sperare.
Nell'anticipo di sabato sera, la Fiorentina, ha sbancato Bergamo rifilando un secco 2-0 all'Atalanta. Montella aveva messo in campo una formazione molto rabberciata per le diverse assenze, forse sbagliando qualche sostituzione ma, nella ripresa,  ha rimediato, consentendo alla squadra di assumere le redini del gioco,  privando l'avversaria di qualsiasi possibilità. Questo successo in trasferta consente ai gigliati di recuperare due punti sul Milan, riaprendo le speranze per il terzo posto, a partire già dal prossimo turno,  quando i rossoneri saranno impegnati con la Juve, con possibilità di ulteriore avvicinamento. Fiorentina ben disposta, ambiziosa  e sicura di sé.  

Roma, grande reazione (in vista dell'Inter...)
Per certi versi, ecco la Roma che non t'aspetti. A Torino scende in campo con due inattese novità: Osvaldo titolare con Totti in panchina; ed è proprio l'attaccante argentino naturalizzato italiano a sorprendere tutti mettendo a segno il primo gol che lo riscatta dalla recenti polemiche. A nulla è servito il momentaneo pareggio granata  e la  traversa colpita da uno scatenato Cerci perché di lì a poco ci pensava Lamela con un spettacolare gol a confezionare una vittoria doppiamente importante innanzitutto per la classifica e, poi, per presentarsi a Milano,  mercoledì, nella  gara di ritorno  di Coppa Italia  contro l'Inter,  col morale alle stelle.  Dopo il 2-1 a favore dei giallorossi, nell'andata, questa, in pratica,  sarà  una vera e propria semifinale per decidere l'altra squadra che affronterà la Lazio.  In casa romanista, dopo un'annata alquanto tribolata, sarebbe un bel successo giocarsi uno dei tornei rimasti e per di più contro i cugini laziali. Da tenere presente che l'importanza di questo torneo è data  anche dal fatto che la squadra vincitrice avrà accesso alla qualificazione alla fase a gironi  dell'Europa League e, inoltre,  disputerà una finale secca  di Supercoppa con la vincitrice del campionato.  Per la Lazio ed eventualmente per la Roma   non sarebbe cosa da poco.   

Inter, rigore inesistente ma il Cagliari ha meritato
Tutti si aspettavano un' adeguata reazione interista, dopo le innumerevoli polemiche suscitate,  in settimana, dalle  pesanti dichiarazioni di Moratti (giustamente deferito) contro la classe arbitrale; invece, la squadra, va sottolineato,  priva di diversi titolari infortunati, sul “neutro” di Trieste è stata imbrigliata da un Cagliari, favorito dalla concessione di un rigore concesso dall'arbitro Celi, peraltro a pochi metri e in ottime condizioni per valutare  “de visu” un intervento di un difensore che pare proprio non esserci stato.
Ma l'Inter, o meglio i resti dell'Inter visto che oltre agli assenti si sono registrati altri infortuni a partita in corso, ha fatto vedere ben poco e si è trovata a dover schierare, per mancanza di alternative riparatrici , Samuel come centravanti....  Al Cagliari non è rimasto altro che approfittare di questa disastrosa situazione per raddoppiare,  chiudere la partita e  raggiungere la quasi salvezza, evidenziando ulteriormente l'agonia di una squadra che mercoledì dovrà giocarsi a s. Siro la semifinale di  Coppa Italia con la Roma con l'impegno di ribaltare il 2-1 dell'andata all'Olimpico.
Questa potrebbe essere l'ultima, unica, occasione per i nerazzurri di Stramaccioni per salvare un'annata  da dimenticare.

Al centro
In questa zona di tranquillità rimarchiamo la strepitosa vittoria dell'Udinese a Parma (3-0) con il giovanissimo Muriel degno sostituto di Di Natale, oggi  assente,  autore di due reti. E' passato, invece,  del tutto  inosservato l'incolore pareggio fra Chievo e Catania.   

Giù giù , che più giù non si può
Il Siena ha tenuto fede alla previsioni andando a vincere a Pescara,  ma quanta fatica ed anche quanto spavento visto che, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio di due gol si è ritrovato raggiunto e solo a tre minuti dalla fine è riuscito a chiudere positivamente una partita  che, sul  2-2, era diventata alquanto difficile. Questi, per i senesi,  sono tre punti d'oro che, di contro, equivalgono alla quasi certa retrocessione in B del Pescara, non ancora certificata dalla matematica ma, da troppi dati di fatto, ormai irreversibile.
Il Palermo, invece, non è riuscito nell'intento di confermare gli ultimi risultati positivi dopo il ritorno di Sannino e non è andato oltre il pari casalingo col Bologna, nonostante un rumoreggiante tifo dei suoi tifosi in una atmosfera caldissima, e non solo per l'elevata calura. A determinare  l'1-1, è stata un'autentica papera di Sorrentino, che ha vanificato il bel gol di Ilicic, oltre ad  un palo di Miccoli.
Stessa situazione per il Genoa che, in  un difficilissimo derby con la Samp, pesantissimo quanto a gioco e a falli,  è riuscito a recuperare un punto dopo essere andato in svantaggio. Un eurogol di  Matuzalem ha consentito il recupero di un punto che, con l'aria che tira nei bassifondi, non sarà tanto,  ma consente di attenuare il distacco dal Siena, in fuga verso un'aria più respirabile.
Giornata sfavorevole, dunque,  per Palermo e Genoa, ma, come dice un vecchio detto,   beati i monocoli  nel paese dei ciechi.  A patto, però, che già da domenica prossima si tenti di recuperare un po' di vista altrimenti la salvezza,  di questo passo,  scomparirà definitivamente all'orizzonte.  

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