Lunedì, 21 Ottobre 2013 18:35

Pepito Rossi (ab)batte la Juve e manda la Roma in fuga. Campionato sconvolto

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Juve a Firenze, crollo sorprendente.

L'ottava giornata  ha dato una  sferzante svolta al campionato, lanciando la Roma in fuga  a cinque punti dalle seconde, il Napoli superato nell'anticipo di venerdì e la Juventus, sorprendentemente sconfitta a Firenze.  Dopo aver dominato l'avversario per l'intero primo tempo, andando in vantaggio di due gol generati da due errori dei toscani, nella ripresa, in un quarto d'ora di inimmaginabile follia,   la partita è stata letteralmente capovolta, dopo un secondo rigore concesso, stavolta, ai viola. Giuseppe Rossi, per qualche scettico sul suo ritorno ai vecchi livelli dopo il prolungato infortunio, ha messo a segno una tripletta che, insieme al gol di Joaquin, ha letteralmente disintegrato una Juventus apparsa via via sempre più disorientata, stordita, e, alla fine,  tramortita. 

I bianconeri hanno  urgente bisogno di riflettere per un attimo e ripartire subito perché con il Real alle porte c'è poco da piangersi addosso; anche se l'incontro di Madrid non si presenta con i favori del pronostico, sarà determinante verificare la reazione dei singoli rapportata al gioco di squadra e, almeno per una sera,  la Juve dovrà tornare quella dello scorso anno che, nell'attuale campionato, per ammissione dello stesso Conte,  ancora non s'è vista. 

Un risultato storico, invece,  per una ritrovata Fiorentina che, nelle ultime tre partite era apparsa un po' appannata anche in coincidenza con l'infortunio a Gomez ma,  ora, con un supercannoniere in più come Pepito Rossi sicuramente avrà da dire la sua nelle altre sfere. 

 

La superclassifica della Roma.                                                                                                                       

L'anticipo di venerdì  scorso ha confermato per la Roma quella che possiamo definire la superclassifica europea, nella quale la compagine di Garcia appare come l'unica squadra, fra le prime degli altri paesi, ad aver vinto tutte le partite giocate, senza aver lasciato neppure un misero pareggio alle avversarie di turno.  Nel nostro campionato la Roma ha, inoltre,  il miglior attacco (22 gol)  e una difesa più che super (un solo gol incassato) ma, forse, quello che più conta  è che ha messo in fila gli avversari con i vantaggi acquisiti: 5 punti sulle seconde,  otto sulla terza, nove sulla due quarte e 12 sulla quinta. Con questi dati, si può ambire a qualsiasi traguardo.   

 

Torino-Inter,  la partita delle follie.

 Dopo Torino-Inter, tutti a recriminare, con la terna arbitrale,   con i giocatori avversari ed anche con quelli propri perché questa è stata la partita delle follie E' finita con un rocambolesco 3-3 dopo che entrambe le squadre erano andate in vantaggio e, quando  forse, ritenevano di potercela fare ecco la duplice rimonta prima da parte dell'Inter (in dieci per l'espulsione con rigore del portiere) e poi del Torino il quale, proprio allo scadere, quando ormai la rabbia ribolliva, riusciva a  pareggiare con una punizione gioiello del giovanissimo Nicola Bellomo, non solo  simile a Cassano per nascita e  provenienza (il Bari),  ma anche con il piede fatato proprio come quello di Fantantonio.  Ventura e Mazzarri, ognuno per conto proprio, a bollori placati,  dovranno meditare sul comportamento dei propri giocatori e trarre giusta lezione da questa folleggiante partita.  

 

Verona, altro che matricola !                                                                                                                  

Continua il bel sogno della città di Giulietta e Romeo, a ridosso delle prime, su alcune delle quali, fra l'altro,  ha anche accorciato le distanze, rimontando e alla fine battendo, con due rigori,   un coriaceo Parma al termine di una bella partita molto combattuta.  Per il Verona,  con diversi giovani dai piedi buoni  e con quella vecchia volpe di Toni,  si tratterà solo di verificare  se, alla lunga,  riuscirà a confermare quanto di ottimo fatto vedere finora, al punto tale da meritare l'attuale terzo posto in  mezzo alle stelle del campionato.   

 

Milan, tre punti preziosi. 

Il grande ammalato del campionato, con la vittoria di misura, di misura sotto tutti i punti di vista,  ha preso un brodino ristoratore ed ora, almeno  in classifica,  sta meglio. Come gioco ancora non ci siamo ma, bisognava assolutamente vincere e il Milan ha vinto, grazie anche ad un'avversaria non proprio al meglio,  in una partita alquanto bruttina  ma quando si ha fame di punti,  non è il caso di sottilizzare in merito al gioco. Ulteriori note positive, per i rossoneri, provengono dal rientro a S.Siro di Kakà, seppure nell'ultimo quarto d'ora,  ed anche dal buon  esordio del giovane portiere brasiliano Gabriel, in sostituzione di Abbiati, l'ennesimo infortunato di turno e  in extremis.                              Ora il Milan attende il Barcellona nel partitone di martedì e, pur partendo, sulla carta,   decisamente svantaggiato, potrà, comunque,  usufruire del pubblico amico  ma quasi sicuramente sarà privo, fra gli altri,  di Balotelli, e questa sarà l'assenza molto pesante nell'anemico attacco rossonero.            Certo,  cogliere un risultato positivo  contro il Barça significherebbe risvegliare gli entusiasmi e le speranze, le previsioni  sono decisamente a favore dei blaugrana ma, prima,  sperare non costa nulla...      

Lazio, brutta sconfitta a Bergamo.                                                                                                                

La terza sconfitta esterna su quattro partite ha prodotto i primi scricchiolii nella panchina di Petkovic il quale, forse  con eccessiva prudenza o coraggio, s'è permesso il lusso di lasciare in panchina uomini del livello di Klose, Candreva, Ledesma e Gonzalez che lo scorso anno, avevano costituito l'ossatura portante della squadra; si è cercato di rimediare con alcune sostituzioni nella ripresa ma l'Atalanta, con Denis è stata implacabile. Di positivo c'è la prestazione e il gol del giovane Perea ma, di contro, ancora un rendimento decisamente scarso di Hernanes il quale continua ad apparire lontano dal suo standard di qualità e quantità di gioco.  

Cagliari finalmente al S. Elia.   

Il Cagliari non poteva festeggiare meglio il suo ritorno a casa, nel proprio stadio, dopo tante traversie di vario genere; ha superato il Catania, nonostante un rigore fallito ed è apparso più che  giustificato l'eccessivo entusiasmo di  Pinilla il quale, dopo aver segnato la rete  decisiva,  si è arrampicato sulle scale della curva per festeggiare con i tifosi che non volevano più mollarlo.  Il Catania    al termine dell'incontro ha esonerato Maran al quale vengono addebitate anche colpe non sue come la validità dell'organico,  depauperata dalle cessioni di uomini importanti,  protagonisti nello scorso campionato. In panchina ci sarà ora  il serafico  Gigi De Canio, allenatore esperto e competente, bisognerà verificare fino a che punto riuscirà a ricompattare la squadra, che, comunque, necessita di rinforzi.   

 

Samp, primo successo, Livorno giù. 

La Sampdoria coglie la prima vittoria andando a vincere a Livorno grazie a due calci di rigore, di cui uno in pieno recupero, dopo che pochi attimi prima la squadra di casa era addirittura riuscita a pareggiare; ossigeno puro per l'undici di Delio Rossi, ennesimo mancato appuntamento  con i tre punti per i labronici che nelle ultime cinque partite hanno perso consecutivamente  tre volte dopo due pareggi: segno, questo di una costante involuzione sulla quale è bene riflettere. 

 

In fondo alla classifica.                                                                                                                         

Dai bassifondi riemerge il Genoa che, grazie ad una splendida doppietta di Gilardino, incamera tre preziosi punti che valgono il doppio essendo stati conseguiti ai danni del Chievo, rimasto impelagato al quart'ultimo posto.  Il vecchio grifone, con l'avvento di Gasperini in panchina, un ritorno il suo, finalmente torna alla vittoria e respira; tira, invece, una brutta aria sull'altra sponda veronese del Chievo dove la panchina di Sannino traballa.

Il derby emiliano, da mors tua vita mea, ha consentito al Sassuolo di lasciare solo al Bologna l'incomoda posizione  di ultimo in classifica acciuffando il Catania e  diradando le nebbie che si erano addossate su Di Francesco;  a Bologna, almeno per il momento, Pioli, nonostante la continua debacle, è stato ufficialmente riconfermato. Almeno fino a domenica prossima..

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