Lunedì, 30 Dicembre 2013 20:09

Sport. Successi e delusioni del 2013

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ROMA -Il 2013 è stato un anno ricco di eventi che hanno fatto palpitare, esultare, gioire e disperare il mondo dello sport. Una volta un disegnatore di strada, per l’avvento del nuovo anno, disegnò un signore anziano, con i capelli ed i baffi bianchi, gli occhiali da vista ed il bastone, seduto su una sedia e con in braccio un bambino, suo nipote, con il bavaglino ed il ciuccio; il nonno era intento a raccontare al pargolo tutta la sua vita.

Il nuovo ed il vecchio anno. All’inizio della sua vita disse di aver vissuto un momento storico, quello della quarta vittoria consecutiva del Pallone d’Oro da parte di Lionel Messi, un record mai stabilito prima. Nei giorni seguenti vide il trionfo femminile azzurro nel mondo del tennis, con la medaglia d’oro conquistata dalla coppia Errani-Vinci all’Open d’Australia, ed il giorno dopo, spostando lo sguardo a Zagabria, Carolina Kostner dominare gli europei di pattinaggio artistico. Il suo secondo mese di vita purtroppo iniziò con uno scandalo che vide Mario Cipollini coinvolto in un’inchiesta antidoping, mentre nel giorno dedicato agli innamorati, l’atleta Oscar Pistorius fu arrestato per aver ucciso la fidanzata. Le cose fortunatamente volsero al meglio almeno per lo sci alpino, nel quale la slovena Tina Maze vinse la Supercombinata di Méribel, aggiudicandosi la Coppa del Mondo Generale con 9 gare di anticipo. Con il tempo, anche l’animo azzurro si fece coraggio, vedendo salire sul trono europeo prima Daniele Greco nella disciplina del salto triplo, e poi il calciatore Francesco Totti, che ha raggiunto il record di reti segnate in serie A appartenuto fino a quel momento da Nordhal. Sfortunatamente nella vita dell’anno vecchio, ci sono anche delle pagine nere, come quella appartenente alla maratona di Boston, dove esplosero due ordigni causando la morte di 3 persone e ferendone altre 140. L’estate si sa, porta con sé ottimismo e buone nuove; è il caso della Juventus che, a maggio, ha vinto lo scudetto con 3 giornate d’anticipo; e, mentre a Torino si festeggiava, a Manchester, sponda United, Sir Alex Ferguson annunciò il suo ritiro dal mondo del calcio, portando con se i 26 anni trascorsi su quella panchina. Se all’ Old Trafford si piange un allenatore, allo Stamford Bridge se ne festeggia un altro, in questo caso Rafael Benitez che, con il suo Chelsea, vinse il 15 maggio l’Europa League. Il giorno dopo il Regno Unito subì l’ennesimo sbalzo d’umore in seguito alle parole amare dette dal centrocampista David Beckham, per cui anch’egli avrebbe lasciato lo sport che lo aveva reso famoso, il football. Il vecchio continuò il suo racconto spostando questa volta lo sguardo verso il sole estivo spagnolo, quando il 17 maggio l’Atletico Madrid sconfisse nel derby madrileno il suo rivale, aggiudicandosi la tanto ambita Copa del Rey. Se si parla di Spagna però, non si può non parlare dello spagnolo che ha monopolizzato il mondo tennistico, ovviamente si parla di Nadal che, insieme a Serena Williams, vincono sia all’open d’Italia a Roma, ognuno nella sua categoria, sia al Roland Garros. Il 25 maggio, però, vede la Spagna calcistica passare, di fatto, il testimone all’esplosivo carro armato tedesco, incarnato nel Bayern Monaco: il club vincerà tutto ciò che c’è da vincere, aggiudicandosi oltre la Champions e il primato in Bundensliga, anche il Mondiale per Club. Nel frattempo in Italia si esulta, esulta la Lazio che ha battuto la Roma nel derby-finale valido per la vittoria della Coppa Italia, esulta il Trapani per una storica promozione in serie B, ma esulta anche Il mondo del ciclismo, con Nibali che vince il 96esimo Giro d’Italia.

Se quando si gioca la palla con i piedi lo scudetto è a Torino, quando la si gioca con le mani cercando di tirarla in un basket, lo scudetto va a Siena, dove la Montepaschi si aggiudica il 19 giugno il suo ennesimo scudetto. Il nonno continua a raccontare, passando dall’italia under 21 di Mangia, arrivata seconda agli europei contro la Spagna, fino ad Ancellotti passato ad allenare il Real Madrid, passando per il lutto di Stefano Borgonovo, simbolo alla lotto contro la Sla. Il mese di luglio vede la penisola italica piangere e ridere allo stesso tempo: prima per la morte del pilota Andrea Antonelli, caduto in pista a Mosca, e dopo con la Cagnotto che conquista l’argento dal trampolino di 1 metro. 

“E poi Usain Bolt. Un fulmine. Il fulmine. Mostra ancora una volta al mondo intero che questo mondo non gli appartiene, è troppo lento per lui, e lo fa vincendo l’ennesima medaglia d’oro a Mosca nei 100 metri.  Non contento, una settimana più tardi bissa l’oro nei 200 ed il giorno dopo fa tris nella 4x100. Un fulmine”.

L’anziano signore ricorda che l’autunno arrivò in casa Ferrari come un vento gelido, poiché sul gradino più alto del podio, a Monza, c’era Vettel, ed Alonso sconsolato a guardarlo in qualità di “primo tra gli sconfitti”; Vettel che poi conquistò il quarto titolo mondiale.  Passa il tempo ed arriva ottobre con la sua americana festa dei morti, ed Halloween porta con sé un fantasma ben più terribile delle zucche parlanti, lo scandalo del “calcio scommesse”, che vede protagonista Stefano Mauri, capitano della Lazio, squadra che arrivata a disputare la Supercoppa italiana, è stata destinata alla sconfitta da parte della Juventus. Si fa spazio però tra i sorrisi della penisola, la rivincita conquistata da Clemente Russo con la medaglia d’oro nei pesi massimi del pugilato. Volgendo lo sguardo più ad ovest, ricorda il vecchio anno di aver visto un signore con i capelli bianchi, gli occhiali da vista e la bandiera italiana nel cuore, regnare sull’Asia intera: naturalmente era Marcello Lippi che, vincendo la Champions asiatica, si guadagna il soprannome di “Eroe dei due mondi”. La neve di dicembre portò fortuna alla Federica nazionale che conquistò l’oro nei 200 in stile libero.

Alla fine dell’anno si sa, ci si ferma e si guarda indietro per onorare i vincenti: è il caso di Antonio Conte che, sulla panchina della Juventus, è riuscito a guadagnare l’ambito premio dell’ “allenatore dell’anno”; gioia anche nel mondo del Rugby, sport che sta prendendo sempre più spazio e visibilità, ed ha come suo nuovo pupillo Alessandro Zanni, terza linea della Benetton Treviso e della Nazionale Italiana.

 
“Ed ora caro nipote, è il tuo turno. Ricorda che lo sport non è politica, non è religione, non è divisione; lo sport è vita, lo sport è unione. Ricorda di onorare questi valori. Buona fortuna”.

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