Venerdì, 02 Maggio 2014 10:13

Juve eliminata, addio finale Europa League. Ora rimane lo scudetto

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ROMA - Contrariamente alle previsioni generali, la Juve non ce l'ha fatta a ribaltare il risultato di Lisbona e in finale di Europa League ci va il Benfica; finale che, beffa del destino, si disputerà mercoledì 14 proprio allo Juventus Stadium di Torino. La Juventus, con uno scialbo 0-0,  ha fallito l'importante obiettivo che le avrebbe consentito una vincente visibilità europea perché non è stata in grado di mettere a segno quel gol che avrebbe fatto scattare la differenza reti decisiva per passare il penultimo turno.  

                                                                                                                                     

Conte, alla fine, se l'è presa con l'arbitro reo, a suo dire, di aver consentito agli avversari di perdere tempo con ritardi e trucchetti senza recuperare il giusto; a parte il fatto che il tirare al 90' quando si vince striminzitamente è ormai diventata una prassi comune, c'é da dire che, al di là di questa motivazione, la Juventus, tranne in un'occasione da gol,  evitato per un salvataggio del titanico Luisao, in sede conclusiva,  ha fatto ben poco per vincere e le falle si sono viste proprio in attacco dove Tevez e Llorente, sostituiti, sono risultati inesistenti; c'é, poi, da aggiungere, che, nell'ultima mezz'ora,  il Benfica ha giocato in dieci per una giusta espulsione, senza, però,  che i padroni di casa ne approfittassero.                                                                                                                                      

Diciamo che la Juve di coppa non è stata la solita Juve del campionato, nel quale, anche nelle partite più ostiche, il golletto, frutto di una genialità di qualche fuoriclasse, viene sempre fuori a sbrogliare la matassa. Ma  forse, l'undici bianconero, è ancora incapace di confrontarsi con avversarie europee.  Comunque,  onore al merito del Benfica che si è difeso ordinatamente e, senza strafare, tornerà a Torino a giocarsi la coppa contro il Siviglia, capace di evitare in extremis una grande remuntada da parte del Valencia.         

Per consolarsi, lo scudetto

Adesso,  in casa Juve, anche per smaltire la delusione, ci si dedicherà  alle ultime rifiniture per appuntarsi lo scudetto sulla maglia che, salvo, sorprese veramente clamorose e imponderabili, sarebbe matematico in caso  di vittoria bianconera nel posticipo di lunedì con l'Atalanta, o, addirittura, anche  domenica pomeriggio, qualora la Roma non riuscisse a vincere  a Catania. Volutamente ignoriamo le altre possibilità che la casistica offre, considerando solo quella più ovvia e scontata, ossia la vittoria bianconera che vanificherebbe anche quella, probabile, dei giallorossi in Sicilia, mettendo, così,  fine al campionato. 

A parte l'avversario, peraltro niente male, per la Juve un solo ostacolo: lo stress psicologico e fisico conseguente agli impegni conclusivi di una favolosa stagione, ai massimi livelli.   

Roma, vincere a basta  

La Roma, per mantenere viva la fiammella della speranza, almeno fino a lunedì sera, non può fare altro che andarsi a prendere i tre punti a Catania, aspettando, poi,  il risultato del giorno dopo da Torino.....   A questo punto, Garcia ai suoi uomini deve solo richiedere l'ultimo sforzo che, contro l'ultima in classifica, teoricamente già retrocessa, non appare proprio da impegno sovrumano.

Finale di Coppa Italia

La trentaseiesima giornata sarà preceduta da un anticipo d'eccezione: sabato sera (ore 21) all'Olimpico di Roma si disputerà la finalissima di coppa Italia 2014 fra Fiorentina e Napoli; entrambe puntano decisamente a questo trofeo, per cui  ne dovrebbe scaturire un incontro da non invidiare nulla a quelli europei.  Con differenti difficoltà,  le prossime partite delle due squadre, posticipate a martedì, alle 19 la Fiorentina, alle 21 il Napoli.  

Conferma del terzo posto per il Napoli

Per gli uomini di Benitezi,  un turno casalingo definibile di ordinaria amministrazione contro il Cagliari, utile, forse,  solo per confermare matematicamente la terza posizione, facendo gioire la propria tifoseria;  questo, ovviamente,  sarà possibile solo evitando  qualsiasi sorpresa e puntando dritto ai tre punti.

Fiorentina-Sassuolo impegnativa per entrambe

La Fiorentina, per continuare a mantenere a distanza l'Inter, difendendo il prezioso quinto posto, deve vincere contro il Sassuolo; quest'ultimo, da parte sua,ha la stessa, impellente, necessità di fare punti per continuare a sperare nella salvezza. Si prospetta un incontro molto impegnativo per entrambe.

Il derby milanese

Per l'andamento fin qui espresso dalle due squadre meneghine, questo derby appare decisamente sotto tono ma, per i risvolti ancora vivi della classifica, manifesta molto interesse per entrambe le squadre.  A parte gli eterni, insiti,  motivi di campanilismo, sia il Milan che l'Inter hanno importanti motivi per acciuffare i tre punti; soprattutto il Milan, per i quale la posta vale doppio perché, solo vincendo, porterebbe il distacco a tre punti, continuando a alimentare qualche speranza, ancorché molto  flebile, di conquistare il quinto posto.  In casa rossonera, in questa tristissima stagione, avendo fallito tutti i traguardi, il successo nel derby è diventata una questione vitale e per lo stesso Seedorf, il cui destino appare segnato, assumerebbe il significato di una personale rivincita nei confronti dei suoi detrattori Berlusconi e Galliani i quali, con i loro significativi silenzi, continuano a vessarlo pubblicamente..... 

Per i nerazzurri, invece, anche un pareggio potrebbe andar bene ma, si sa, nelle stracittadine, non esistono calcoli predefiniti perché il blasone va comunque, difeso.   

Le altri aspiranti all'Europa League 

Molto difficile la trasferta del Torino a Verona contro un Chievo quanto mai disperato;   ma neppure facile appare  l'impegno casalingo,  che  costituisce un vero e proprio spareggio,  per la Lazio contro un ritrovato Verona: probabilmente chi perde esce dalla competizione. Questi due incontri saranno sicuramente condizionati dalle prestazioni dei due bomber del campionato Immobile e Toni che, ormai, Tevez permettendo, continueranno la loro sfida per il titolo di capocannoniere del torneo. Nel novero delle pretendenti, non sarebbe da escludere neppure il Parma, stessi punti del Milan, il quale tenterà di rifarsi, dopo due sconfitte,  ospitando la Sampdoria in casa.   

Retrocessione: tutto è possibile, ma.... 

Appare sempre molto serrata la lotta per la salvezza perché, osservando la classifica numericamente, tutto sarebbe ancora possibile;  approfondendo, però, la situazione delle singole squadre, il calcolo delle probabilità di evitare la B  sembrerebbe circoscritto innanzitutto al Chievo, seguito a ruota dal Sassuolo e dal Bologna, mentre il divario esistente con Livorno e Catania si presenta di difficilissimo se non impossibile recupero.   Gli impegni ai quali sono chiamati in questa diciassettesima di ritorno queste cinque squadre si presentano,  per tutte, di non facile assolvimento: risalendo dal fondo,  nessuno scommetterebbe un centesimo sul Catania vittorioso sulla Roma; qualche chance la si potrebbe concedere al  Livorno in Friuli contro una Udinese in fase di smobilitazione (Pozzo ha già comunicato che a Guidolin sarà assegnato un altro ruolo) ma i toscani non vincono da sette partite; il Bologna a Marasssi contro il Genoa, per superare l'avversario,  dovrà superare prima se stesso e le proprie paure e con l'aria che, finora, ha tirato sotto le Due Torri, non sarà semplice; Il Sassuolo a Firenze dovrà rispolverare la bella prestazione del primo tempo, offerta con la Juve per avere qualche possibilità di tornare a casa almeno con un punto; il Chievo, che è quello che sta meglio (due punti più delle due terz'ultime), avrà di fronte il Torino, una delle squadre più in forma grazie al duo Cerci-Immobile: solo se i veronesi riusciranno ad imbrigliare questa coppia in odore di mondiale brasiliano, potrebbero sperare di uscire indenni.   

Ma, al di là, di queste considerazioni basate sulla logica a priori, c'è sempre da tener conto di eventuali miracoli che, in campo calcistico, potrebbero essere sempre possibili.       

             

 

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