Ricomincia oggi quel circo delle meraviglie che è la Champions League: una competizione sempre più ricca, sempre più ambita e sempre più significativa nel panorama calcistico mondiale. 

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ROMAA sei giornate dal termine, probabilmente, anzi quasi certamente, le prime tre posizioni, quelle da che assegnano la partecipazione alla Champions 2014-2015 sono ormai definite, e, con esse, anche  il discorso scudetto, visto il  distacco ormai consolidato  di otto punti fra la Juve e la Roma.

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Tutto come largamente previsto: le prime tre hanno vinto tutte e nulla è cambiato in zona scudetto/Champions in fatto di distanze; l'unica sorpresa è data dagli ulteriori inseguitori: la Fiorentina viene stoppata in casa dall'Inter che quasi dimezza il distacco dai viola. 

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Scorrono i titoli di coda.   

Rilevata la sconfitta della Juventus bis a Genova contro la Sampdoria  nell'anticipo di sabato (questa è una “notizia” alla quale non eravamo abituati), secondo le più ovvie previsioni,  la trentottesima ed ultima giornata di campionato sarebbe dovuta approdare alla  sua giusta conclusione, di quelle senza affanno e senza ansie prima di scrivere la parola conclusiva “fine”.   Invece,  non è stato così per colpa di quel benedetto o maledetto terzo posto deciso sul filo di lana finale con qualche nota polemica che ha finito col rendere alquanto pepata la chiusura del torneo.  

Milan che fatica, Fiorentina alla grande. 

E' finita secondo le previsioni ma nella maniera peggiore. Il Milan ha conquistato il tanto bramato terzo posto che consentiva, seppure con i preliminari,   l'accesso alla Champions,  ma quella che molti pensavano dovesse essere una semplice formalità,  a Siena, si è trasformata in una partita infernale al punto tale che, a  sei minuti dal termine, i rossoneri stavano perdendo, con la Fiorentina che a sua volta a Pescara  (dove, invece, le previsioni venivano ampiamente rispettate dai viola) stava stravincendo. 

Al Milan, per  pareggiare,  c'è  voluto un rigore che, per interpretazione arbitrale ovviamente era netto, mentre a giudizio degli altri,  qualche dubbio poteva anche farlo sorgere; rimesse in gioco le sorti dell'incontro, i rossoneri, tre minuti dopo, infilavano il gol della vittoria (questo, difficile da mandar  giù,  ma... “buono” e, soprattutto, quello decisivo per la Champions), evitando il fallimento e strappando l'ormai pregustata soddisfazione ai fiorentini che,    in quel di Pescara, dopo aver abbondantemente stravinto (5-1) erano pronti a festeggiare.   

Dietrologia arbitrale

Dell'arbitraggio di Bergonzi, nel suo complesso, maldestro oltre ogni limite,  probabilmente si parlerà a lungo, anche per altri episodi controversi per l'una e l'altra squadra, e, così, ecco,  belle e confezionate tante polemiche sulla sudditanza arbitrale, sui rigori a senso unico, sul “doveva finire così” ecc. ecc.  Le decisioni e, quindi,  gli eventuali errori degli arbitri, è notorio,  costituiscono il maggior motivo di contrasto di opinioni nell'ambito calcistico e la dietrologia scatena ed insinua  le peggiori considerazioni; nella fattispecie:  per qualcuno, il Milan “doveva” comunque vincere e laddove non sono riusciti i giocatori ecco l'intervento divino arbitrale a porvi rimedio.....      

Milan,  ce n'è per tutti...

Un plauso al  retrocesso Siena che ha ampiamente onorato il ruolo con una gara,  al limite delle sue possibilità,  ma onesta, corretta, lineare.   Del Milan, purtroppo,  nonostante il miracoloso recupero,  solo generali note di biasimo. E ce n'è per tutti.  Per  Berlusconi  che, incoscientemente o forse fin troppo volutamente (lui lo sa, noi possiamo solo immaginarlo), in settimana, aveva infuocato l'atmosfera,  denigrando, pubblicamente  e per l'ennesima volta,  Allegri: in un momento topico per la sua squadra il presidente/padrone non ha avuto la compiacenza di tacere, trattenendo i suoi profluvi verbali, ma invelenendo sconsideratamente il clima, che, al contrario, avrebbe avuto bisogno di tranquillità e serenità.

Per lo stesso Allegri,  che ha mandato in campo una formazione senza né capo né coda, con un gioco inesistente;  in una partita nella quale, dovendo solo vincere,  era importante, necessario, vitale,  andare in gol, il mister nemico di Berlusconi lascia ancora  in panchina Pazzini ed El Shaarawy preferendo loro un Robinho che, in precedenza,  non aveva mai dato segni di vita e un Niang ancora acerbo ma sicuramente immaturo per un incontro di questa importanza. 

Per gli stessi giocatori, apparsi,  tutti o quasi, svogliati, avulsi, progressivamente tesi, senza un minimo di coralità, affannosamente alla ricerca del tiro verso la porta avversaria, di certo anche sfortunati per la traversa di Balotelli o le parate di Pegolo, ma anche senza mai manifestare quella superiorità tecnica che sulla carta era quantificata in ben altra maniera e dalla quale ci si attendeva ben altra partita.   Per colpa di tutti, s'è persa una grande occasione per chiudere bene un campionato,  per tanti motivi, irripetibile. 

Contestazione alla stazione di Firenze.

I tifosi fiorentini, per fortuna solo un gruppetto,  hanno sfogato la loro delusione aspettando l'arrivo del pullman milanista alla stazione di Campo di Marte,  inveendo contro i giocatori rossoneri con epiteti immaginabili  e, anche, con sonorità razziste nei confronti di Balotelli trattenuto a stento dai suoi compagni. Mai come in questo particolare momento di tensione sia benedetta la conclusione del campionato perché, essendo comunque definita la classifica finale, si spera che le polemiche, anche sui giornali e nelle televisioni, si attenuino fino a dissolversi nel sole e nella campagna acquisti estiva....

Però c'è  (ancora) il derby romano di Coppa Italia...

Col campionato, per fortuna,  abbiamo chiuso  ma domenica prossima c'è l'insolito derby romano di Coppa Italia che, oltre a costituire un trofeo a sé stante di consolazione (ma fino ad un certo punto...),   comunque, designerà la terza squadra che parteciperà all'Europa League.  Allo scontro,  storico,  per certi versi, le due contendenti si presentano con la Roma che, superando il Napoli, ha sorpassato nella graduatoria finale la Lazio, inaspettatamente battuta a Trieste dal Cagliari, sovvertendo, così,  le posizioni che, negli ultimi due campionati,  avevano visto prevalere sempre la compagine di Lotito.  Poiché la partita è troppo ricca di tanti diversi interessi, ci si attende che, contestualmente, le autorità preposte, sotto l'aspetto dell'ordine pubblico, mettano in atto le giuste prevenzioni ma che, anche,  e soprattutto,  le due tifoserie manifestino prove di civiltà, senza estremismi di tifo col rischio di rovinare  quella che deve rimanere una bella atmosfera calcistica  e di campanile, o meglio di.....campanone. 

Via al valzer degli allenatori !

Terminato il campionato,   si  dia pure il via al valzer degli allenatori !   La prima poltrona ufficialmente libera è quella del Napoli, dopo che Mazzarri ha, finalmente, comunicato al mondo intero la sua volontà di non rinnovare il contratto in scadenza perché, questa la motivazione, ritiene che si sia chiuso un ciclo. Il buon Walter, si sa, non ha affinità di carattere con sir Alex Ferguson,  per il quale il proprio ciclo col Manchester United è terminato solo dopo appena 27 anni di felice, reciproca, unione...  Ora il tecnico livornese attende proposte, anche dall'estero, dopo aver giurato fedeltà ai tifosi napoletani, rassicurandoli di non aver avuto alcun contatto con altre squadre a campionato in corso.  Il presidente De Laurentiis, intanto,  ha informato la tifoseria e la stampa che il nome del nuovo allenatore verrà comunicato via twitter, in piena aderenza a quelli che sono gli attuali sistemi informatici moderni.  I nomi che circolano provengono entrambi dalla Premier League e  sono quelli di Benitez e Di Matteo. 

Altre poltrone libere a breve.

Fra le poltrone più candidate a.....liberarsi nei prossimi giorni, quella di Allegri il quale, nonostante  gli eccellenti risultati ottenuti, probabilmente sarà vittima dell'ingratitudine umana, o meglio berlusconiana, e verrà invitato ad accomodarsi altrove. Forse a Roma,  al posto di Andreazzoli il quale, da gran signore quale è,   ha voluto imitare Benedetto XVI quando dette le dimissioni, mettendosi da subito a disposizione del suo successore, dichiarandogli  la propria obbedienza.      Questo nodo dovrebbe essere sciolto, solo la prossima settimana, dopo il derby,  perché, eticamente, non sarebbe corretto giocare una finale con un mister già licenziato...  I candidati sono Allegri, se Berlusconi gli confermerà la sua avversione, o, in caso contrario lo stesso  Mazzarri. 

Fra le grandi, non è finita qui perché c'è anche l'Inter con la panchina di Stramaccioni particolarmente traballante dopo la disfatta casalinga contro la splendida Udinese (meritatamente seconda italiana in Europa League, dopo l'arrabbiata Fiorentina). Moratti, domenica non s'è visto a S. Siro dove non manca mai e, mai  come stavolta, ha fatto proprio  bene a non andar, evitando l'ennesima debacle. Ma per l'Inter si attende di conoscere su quali basi si ripartirà perché, con un bilancio in rosso di diverse decine di milioni, con una squadra da ricostruire ex novo o quasi, con una dirigenza che si identifica solo nel presidente, non c'è da meravigliarsi se per l'allenatore il nome più gettonato, se a Strama si darà il benservito, è il solito Mazzarri, mentre  per il direttore sportivo c'è una lista (Leonardo, Montali, Oriali) rimpolpata persino da Zanetti, qualora dovesse smettere e, intanto si vocifera di nuovi soci provenienti dall'estero,  ma questi apportatori solo di capitali freschi. 

    

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GIACARTA - Hanno un valore di mercato di circa 70 milioni di dollari le porcellane localizzate al largo dell'isola di Giava. Sono settecento mila e sono appartenute alla dinastia Ming.

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