L’Italia, fanalino di coda in Europa nella ricerca, rischia una forte riduzione dei finanziamenti alla ricerca clinica.

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Ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In), Scuola Superiore Sant’Anna e Lens, grazie a tecniche di microscopia di fluorescenza e ingegneria genetica, hanno osservato ‘in vivo’ la plasticità neuronale associata al processo riabilitativo per il recupero delle funzioni motorie lesionate da ictus. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Cell Reports 

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La rivista di divulgazione "Scientific American" ha incluso i vaccini genetici nelle "Dieci tecnologie da tenere d'occhio". La ricerca di nuove strategie di vaccinazione deve tenere in considerazione non solo l'efficacia, ma anche fattori pratici come facilità di produzione, conservazione e costi: il DNA soddisfa la maggior parte di questi criteri ed è quindi un buon candidato per la generazione di vaccini contro le malattie infettive o il cancro.

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L’8 Novembre 2019 l’associazione Vitares presenta il workshop "Therapeutic Antibody Workshop": along the path from Target Genes to Patients  a Castel Romano, Roma 


 

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L’azienda del Tecnopolo di Castel Romano vicino Roma  è tra i 7 finalisti della European Health Catapult. La finale si disputerà il 2 e 3 dicembre a Parigi 

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Il Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, e l’Istituto di biostrutture e bioimmagini del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibb) hanno avviato un progetto per identificare i tessuti più soggetti al rischio di sviluppare effetti collaterali a seguito del trattamento radioterapico.

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Il Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, e l’Istituto di biostrutture e bioimmagini del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibb) hanno avviato un progetto per identificare i tessuti più soggetti al rischio di sviluppare effetti collaterali a seguito del trattamento radioterapico.

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Ce ne parla la Prof.ssa Ghibelli dell'Università di Tor Vergata. Prospettive per uno sviluppo farmacologico

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Eliminare e drenare i liquidi in eccesso significa alleviare il fastidioso senso di gonfiore che, talvolta, mette di cattivo umore e comporta non pochi problemi alla salute umana ed al benessere psico-fisico.

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Un approccio interdisciplinare che vede coinvolti l’Istituto nazionale di ottica del Cnr, l’Università di Firenze e il Lens ha reso possibile lo sviluppo di un innovativo materiale foto-responsivo, capace di riprodurre le proprietà meccaniche del cuore umano. Il risultato è stato pubblicato su Circulation Research ottenendo copertina e selezione come Editor's Picks

Combinando competenze in chimica dei materiali, ottica, fisiologia e medicina sperimentale presenti all’interno dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino), dell’Università di Firenze (Unifi) e del Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare (Lens), sono stati sviluppati dei materiali innovativi capaci di contrarsi una volta stimolati con la luce. Tali materiali sono stati implementati in modo da mimare la contrazione del muscolo cardiaco, con il fine di realizzarne un primo prototipo di muscolo artificiale. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Circulation Research, ha dimostrato che questi materiali sono potenzialmente in grado di aumentare la performance contrattile del cuore.

“Abbiamo progettato e sintetizzato una vera e propria ‘palette’ di cristalli liquidi elastomerici capaci di contrarsi sotto stimolazione luminosa”, spiega Camilla Parmeggiani del Lens e Unifi. “Questi materiali sono stati caratterizzati meccanicamente come se fossero dei muscoli, con l’obbiettivo di identificare quelli con le proprietà più simili a quelle del nostro cuore”.

I risultati sono andati oltre le aspettative. “Abbiamo realizzato un materiale biocompatibile che può produrre livelli di forza paragonabili o superiori a quelli del muscolo nativo, replicandone le proprietà cinematiche”, aggiunge Leonardo Sacconi del Cnr-Ino.

“La ricerca è estremamente importante nel contesto di numerose patologie cardiache, sia genetiche che acquisite”, conclude Cecilia Ferrantini di Unifi. “Ad esempio, dopo un infarto massivo o in presenza di una cardiomiopatia, il tessuto cardiaco viene irreversibilmente danneggiato e il cuore riduce la sua funzione di pompa. Attualmente, in casi gravi, le alternative chirurgiche a disposizione sono estremamente limitate e invasive, con il trapianto cardiaco come unica soluzione a lungo termine. Abbiamo dimostrato come questi materiali, lavorando in sostituzione o accoppiati al muscolo danneggiato, potrebbero essere impiegati in futuro per assistere efficacemente la funzione contrattile di un cuore malato”.

Le applicazioni della ricerca sono molteplici e riguardano diversi settori della medicina. Infatti, benché i materiali siano stati sviluppati per assistere la contrazione cardiaca, il loro utilizzo può essere esteso per assistere la funzione compromessa dei muscoli scheletrico e liscio, come ad esempio nel caso di distrofie muscolari, malattie neurodegenerative e lesioni spinali.

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