Mercoledì, 10 Aprile 2013 08:21

Femminicidio. Seduttività, onnipotenza e possesso nel borderline. PARTE 4

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ROMA - Secondo l’ ottica psicoanalitica il borderline presenta una forte debolezza dell’ Io e del Super-io, l’ istanza moralizzatrice, l’ impossibilità di tollerare l’ angoscia e  di  controllare gli impulsi.  Nega la realtà,  vive in un delirio di onnipotenza, usa massicciamente la svalutazione dell’ altro.


Si presenta in modo molto seducente e dolce, ma porta in sé incubi e illusioni che nascono da ricordi male elaborati.  In realtà il borderline ha un ottima memoria degli eventi , ma li spoglia del significato affettivo, per cui li ricorda a seconda dell’ umore del momento. L’ incapacità di trattenere la memoria affettiva dell’ evento fa si che il borderline  possa entrare in confusione e rifugiarsi quindi nella bugia.
Il borderline ha subìto un danno  nella fase pregenitale (da 0 a 4/5 anni ) perciò non riesce ad entrare nella fase edipica, fase in cui da una relazione duale madre- figlio si passa alla triangolazione,  cioè al rapporto a tre fra madre, padre, figlio.
 Non gli è stato permesso di individuarsi, cioè di percepire una differenziazione  fra sé e l’ altro. Il vissuto simbiotico fra madre e figlio,  indispensabile per il neonato nel primo anno di vita, diviene patologico se si protrae oltre nel tempo, perché impedisce l’ identificazione di sé del bambino e il cammino verso la sua autonomia. La madre del futuro borderline gratifica il bimbo quando questi ha una condotta dipendente e sottomessa, ma lo minaccia di abbandono quando egli si comporta in modo indipendente ed esplorativo. L’ onnipotenza materna renderà impossibile l’ instaurarsi della relazione tra il bimbo e il padre, motivo per cui il futuro borderline non entrerà mai nella triangolazione edipica.
E’ per questo che spesso il borderline, quando uccide,  non elimina solo la donna, ma spesso anche i figli. Il rapporto può essere solo a due , come fu con la madre, anche se in forma ambivalente, conflittuale e perversa.
Affinchè  la relazione madre-figlio risulti sana e costruttiva, la madre deve permettere al padre di entrare nella diade, così da consentire al figlio di percepire  la differenza dei sessi. Poi, gradualmente, i genitori dovranno essere in grado di tollerare la separazione del figlio affinchè questi possa conquistare l’ autonomia e l’ integrità psichica. Carenze relative al raggiungimento di questa autonomia portano alla patologia borderline, una patologia in cui si riesce  a stabilire solo relazioni affettive caratterizzate dalla possessività, in cui  il borderline fa di tutto per gestire l’ altro secondo i propri bisogni.

Manuela Gianantoni

La Dottoressa Manuela Gianantoni Psicologa-Psicoterapeuta riceve per appuntamento presso il suo studio sito in Via Alberico Crescitelli 1A- Roma Axa. 

Per il primo contatto scrivere all’indirizzo  Email: [email protected]

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