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ROMA – S’avanza la Fiumana dell’umanità. Oltre un milione di manifestanti nelle piazze di Italia e nel mondo. Roma culla dell’indignazione e garante della dignità femminile.

La mobilitazione Internazionale promossa pro tutela della dignità femminile, ha visto una Roma, nello specifico Piazza del Popolo, divenire l’anello centrale dello sviluppo di una “grande opera” con soggetto sociale, destinata a rappresentare l’emancipazione delle donne lavoratrici e non.
Il presidio si è svolto in una piazza pacifica, illuminata dal sole chiusa sul fondo, gremita da una folta folla di cittadini, senza distinzione di sesso e età,  che schermavano anche le architetture esistenti.

Molti volti noti si sono alternati sul palco allestito – “E’ ora che entriamo in politica” – ha detto  l’attrice Angela Finocchiaro, conduttrice dell’evento –  “e che il Paese si svegli”.  “Vogliamo un’Italia per donne”, ha affermato il segretario della Cgil Susanna Camusso.  Francesca Izzo, appartenente a una delle organizzazioni che hanno promosso questa manifestazione “Se non ora quando?”, ha dichiarato: -“Con questa giornata straordinaria abbiamo fatto uscire dall’ombra le questioni che ci stanno a cuore. Non si torna più indietro, è necessario creare gli Stati generali delle donne italiane aperti anche agli uomini”.
In piazza c’erano anche gli esponenti del Pd e i due capogruppo in parlamento.

Successo dunque inaspettato, per questa giornata che rischiava di sembrare una cosa in piccolo per sole donne e che invece, grazie al milione ed oltre di persone sceso nelle piazze di 230 città italiane e nel resto del mondo, si è mostrata all’altezza di rispondere alle provocazioni di chi, come la Gelmini, tacciava i manifestanti di essere dei radical chic.
Intenso e duro, anche l’intervento della missionaria dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia, Suor Eugenia Bonetti, da qualche tempo nel centro Caritas di Torino, dove ha conosciuto il mondo della disperazione, delle nuove schiave: “Voglio dare voce a chi non ha voce – ha detto tra gli applausi – alle nuove schiave che vengono nel nostro Paese pensando di trovare un futuro migliore”, condannando  il mondo maschile e maschilista
.
C’è stato anche un fuori programma, numerose donne si sono staccate dalla manifestazione in piazza del Popolo ed è partito un corteo spontaneo che ha raggiunto Montecitorio: le manifestanti, urlando slogan contro il premier, sono arrivate davanti alla porta della Camera, lì dopo esser state allontanate dalle forze dell’ordine, hanno lasciato in terra una decina di pacchi con riferimenti alla legge sull’aborto, sulla procreazione assistita e al pacchetto sicurezza.

L’urlo del dissenso si è protratto poi sino a sera, in cuore solo la voglia di esternare l’angoscia che si racchiude in uno spirito tormentato che vuole esplodere con un tono liberatorio.

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