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ROMA – Vincenzo Montella è il nuovo allenatore della Roma. Prende il posto di Claudio Ranieri. A lui è stato affidato il durissimo compito di risollevare le sorti della squadra, dopo le dimissioni del tecnico di San Saba, giunte al termine di un periodo nerissimo culminato ieri pomeriggio con l’incredibile sconfitta per 4-3 con il Genoa, dopo aver sprecato il vantaggio per 3-0. Montella, nato a Castello di Cisterna (Napoli) 36 anni fa, tecnico dei giovanissimi della Roma, riprende dunque a volare proprio da quella panchina con la quale, da giocatore, ha avuto spesso un rapporto amaro, fatto di decolli a suon di gol (141 in serie A, 83 in giallorosso) e atterraggi turbolenti soprattutto quando doveva planare dalle parti di Fabio Capello ai tempi della Roma scudetto. Ora l’ ‘Aeroplaninò – come lo chiamavano i tifosi per il modo in cui festeggiava dopo ogni sua rete – dovrà riuscire a far decollare una formazione allo sbando in campionato ed in Champions.

Una nuova, grande sfida per Montella. Ed un’occasione irripetibile per spiccare il volo nell’orbita delle panchine che contano. Proprio lui che spesso si lamentava perchè veniva sostituto quasi sempre a metà del secondo tempo. Così come quella volta a Napoli, quando la Roma targata Capello era sul punto di vincere lo scudetto e non ci riuscì rimandando tutto all’ultima giornata per il sospirato trionfo all’Olimpico contro il Parma. Quel pomeriggio al San Paolo, fini 2-2 per la cronaca, a volare fu una bottiglia, scalciata da Montella dopo l’ennesima sostituzione in una stagione comunque da incorniciare, fatta di gol importanti e volteggi a braccia tese verso la Curva Sud. Tanto per far impazzire romanisti e amanti del calcio pronti ad applaudire un attaccante di movimento capace di prodezze balistiche da raccontare ai nipoti. Ma anche di far storcere il naso ad alcuni suoi allenatori che non lo consideravano un vero centravanti d’area. Arrivato a Roma nel ’99 proveniente dalla Sampdoria, è, insieme a Totti e Batistuta, il protagonista del terzo scudetto giallorosso nella stagione 2000-01. Di lui i tifosi romanisti portano ancora nel cuore quel derby vinto 5-1, firmato da ben quattro gol del giocatore napoletano: l’11 marzo 2002 Montella siglò quella che ad oggi è l’unica quaterna realizzata nelle stracittadine. L’era dell’aeroplanino a Roma continuerà tra atterraggi indesiderati e decolli esaltanti, con in mezzo un breve ritorno alla Samp ed una parentesi inglese a Londra nel Fulham. Fino al giorno del ritiro il 2 luglio 2009, quando annuncia l’addio al calcio giocato dopo aver segnato ben 235 reti in partite ufficiali, tra campionati e coppe, per andare ad allenare il settore giovanile della Roma.

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