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“Ho preso un dottorato ad Harvard, ho insegnato per 15 anni all’Università e non mi pare sia il caso del presidente Berlusconi”.

“Ci sono molte differenze (…) mi considero un uomo di famiglia (…) siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori”

ROMA – Il presidente del Cile, il conservatore Sebastián Piñera, in carica da una anno, è in visita in Italia e domani, 2 marzo, parteciperà all’evento dell’Università Roma3 in cui si firmerà un Accordo per creare una rete accademica Italia-Cile (Reuchi). In una intervista rilasciata all’inviato del Corriere della Sera Paolo Valentini e pubblicata il 28 febbraio, il miliardario sudamericano ha cercato, in più passaggi e con chiarezza, di scrollarsi di dosso la comparazione che tutti fanno tra lui e il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ad una rapida lettura delle biografie la realtà che salta agli occhi, in effetti, è proprio il percorso di entrambi che, passando da alcuni particolari settori imprenditoriali, come quelli della comunicazione televisiva e le squadre di calcio, sono arrivati con successo ad occuparsi di politica. Piñera ha iniziato la sua carriera imprenditoriale nel campo della costruzione e vendita di abitazioni, si è spostato poi nel campo bancario, è arrivato ad essere azionista e presidente della compagnia aerea LAN Chile, che ha poi creato LAN Perù, LAN Ecuador e LAN Argentina, proprietario della maggioranza delle azioni della squadra di Calcio Colo Colo e del canale televisivo Chilevisiòn.

 

Oggi è uno degli uomini più ricchi di tutta l’America Latina. Pungolato da Valentino su queste similitudini con il nostro presidente del Consiglio, con la domanda: “Lei arriva in Italia. I suoi compatrioti l’hanno paragonata a Silvio Berlusconi. Siete entrambi imprenditori entrati in politica, con interessi nei media e nel calcio. Trova il confronto calzante?”, il Presidente cileno risponde: “Non faccio paragoni (…) ho preso un dottorato ad Harvard, ho insegnato per 15 anni all’Università e non mi pare sia il caso del presidente Berlusconi (…) dalla metà degli anni Ottanta ho realizzato la mia vera vocazione, l’impegno nella vita pubblica, la lotta per restaurare la democrazia in Cile. Sono stato eletto due volte senatore, poi sono diventato capo del mio partito, ho corso due volte per la presidenza (…) Ci sono coincidenze con il presidente Berlusconi, abbiamo entrambi un’esperienza da imprenditori. Anch’io ho posseduto un canale televisivo e sono stato proprietario di una squadra di calcio. Ma ci sono molte differenze: sono più giovane, mi considero un uomo di famiglia, sono sposato da 37 anni, il parallelo non regge. Credo che siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori”.

 

Sebastián Piñera sottolinea, inoltre, il suo voler essere stato trasparente sul conflitto d’interessi: “La legge cilena non mi obbligava a vendere nulla. L’ho fatto di mia iniziativa (…) Avevo detto che se fossi stato eletto avrei venduto la line aerea Lan e trasferito la Tv a una fondazione non-profit, ma avrei tenuto la squadra di calcio, il Colo Colo, la mia passione. (…) Ma poi ho deciso di vendere tutto, il che è avvenuto qualche mese fa”. Quanto buonsenso e moderazione o, forse, più semplicemente cultura liberale leggiamo da queste dichiarazioni. Piñera è un conservatore ma il suo rispetto per le istituzioni e la sua apertura alle novità è stata dimostrata dal suo impegno contro la dittatura di Pinochet negli anni ’80; durante la campagna elettorale di poco più di un anno fa si dichiarò favorevole alle unioni civili tra gli omosessuali. Concludiamo come l’articolo del noto giornalista liberale Andrés Oppenheimer, intitolato “Piñera, il nostro Berlusconi?”: “Per il momento, sembra essere molto più promettente di un Berlusconi latinoamericano”.

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