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CANNES – “The Paperboy”, in concorso al festival di Cannes,  é un film che Lee Daniels è riuscito a rubare a Pedro Almodóvar, che aveva puntato gli occhi sul romanzo di Peter Dexter, da cui è tratto.

La trama, della quale non riveliamo il finale, è questa:  Hillary Van Wetter aspetta di essere giustiziato. E’ accusato dell’omicidio di Thurmond Call, uno sceriffo che ha ucciso per odio razziale ben sedici neri. Ma Charlotte Bless (Nicole Kidman) appassionata di casi estremi, ha scritto una lettera al Miami Times sostenendo che si sta per condannare a morte un innocente e il giornale, fiutando la pista, manda i suoi due migliori reporter  a investigare. Sono Ward James, malinconico quanto ossessivo nell’inseguire la verità, e il brillante e spregiudicato Yardley Acheman. Con l’aiuto di Charlotte i due conducono un’inchiesta che porta alla liberazione del detenuto e al premio Pulitzer, ma un giornale rivale sente puzza di imbroglio…

In “The Paperboy” Nicole Kidman interpreta una Barbie morbosa e sexy in un crescendo drammatico. Nel film tra le molte scene erotiche ce n’é una in particolare nella quale, nel parlatoio, provoca a distanza l’orgasmo al marito in carcere. «Sembrerà strano – ha detto l’attrice –  ma la scena non è stata così difficile. Non ho avuto esitazioni in nessuna delle posizioni provocanti che dovevo avere in questo film». E ha spiegato : «Amo i ruoli pericolosi,  faccio l’attrice per questo, per essere sorpresa dai film e dai personaggi che interpreto».

Nel film Nicole Kidman è la compagna del criminale accusato di omicidio, personaggio nel quale si muove a suo agio anche quando la sceneggiatura chiede scene sessualmente forti insieme a John Cusack. «Non è stato così difficile, in realtà. Probabilmente mi sentirò molto più a disagio quando guarderò il film – confessa l’attrice –  Il segreto è stato comprendere e accettare fin da subito che non si trattava di Nicole e John, ma di Charlotte e Hillary, e quindi calarsi totalmente nel personaggio».

Nicole Kidman nel film stuzzica gli ormoni anche di Zac Efron, il paperboy (ragazzo dei giornali) che ha dato il titolo all’opera e che rimane completamente stregato da Charlotte e dal suo lato erotico. Un volto giovane, quello di Zac Efron, che Daniels ha voluto a bordo del team per la sua bravura e la perfetta empatia con il personaggio, ma anche perché «sono gay», ha ammesso il regista con candore. E, in effetti, l’omosessualità è un altro dei tanti temi che il film affronta. «Oltre alle pagine del romanzo, ho voluto attingere anche alla mia vita e alla mia esperienza personale. Ogni personaggio rappresenta qualcuno che conosco personalmente o con cui ho avuto a che fare» ammette Lee Daniels. 

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