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“Connessione sentimentale con il Paese”. Stefano Fassina, della segreteria nazionale del Pd, responsabile  del settore Economia e Lavoro richiama una frase di Gramsci, dai “Quaderni dal carcere“.

Vola alto, interviene nella discussione che in questi giorni si è sviluppata alla luce della riunione della Direzione di domani martedì. Una risposta anche alla proposta di Vendola e Di Pietro a proposito delle alleanze da costruire, “stati generali”, “cantieri”, insomma la ormai  tanto chiacchierata foto di Vasto, lette e riletta secondo le convenienze. Fassina  mette il suo nome in una intervista all’Unità, rompe un modo di informare fondato sulle “virgolette”, anonime, sugli “ambienti”, su i si dice. Perché il richiamo a Gramsci? “Se non si inquadra bene il problema che abbiamo davanti ogni discussione è inutile. Qui – dice -siamo di fronte ad una crisi della democrazia di cui quella dei partiti è solo la punta dell`iceberg. Il circuito virtuoso previsto dall`articolo 1 della Costituzione è oggi è un circuito vizioso in tutta Europa.

I temi in discussione alla Direzione dei Democratici

Sono il lavoro e la democrazia a regredire insieme mentre la politica si vuole ridurre a tecnica neutra, l`ambito in cui si traducono le lettere dalle tecnostrutture scritte a Bruxelles o Francoforte.” E torna  alla “connessione“ gramsciana,  aggiornata all’oggi, agli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, parla dei “meet-up”, luoghi di incontro dei cittadini nel web, “per utilizzare le possibilità connettive della rete e organizzare sedi discussione reale su tutto il territorio partecipate da milioni di persone lontane dalla politica”. “Sarebbero uno strumento fondamentale – sottolinea Fassina-per rimettere in connessione i cittadini, anche quelli che non fanno politica, con la politica e quindi partecipare alla costruzione di una fase innovativa “Da qui quello che sarà il tema centrale del dibattito in Direzione: “Aprire una fase di ascolto e dialogo attorno alla nostra proposta programmatica per il futuro del Paese è fondamentale. Noi, afferma l’esponente del Pd, abbiamo una nostra piattaforma, progressista e europeista, che va aperta al confronto con i cittadini non in maniera passiva ma con la voglia di ascoltare quello che arriva dal basso, da quanti finora si sono tenuti alla larga dalla politica per renderli partecipi di un cambiamento che come partito intendiamo guidare. Abbiamo bisogno di energie fresche”.

Molto critico con Vendola e Di Pietro. Il quadretto esposto a in “Onda,” con una sagome di cartone di Bersani fra Vendola e Di Pietro, non è stato apprezzato, si fa per dire, nel PD. Al segretario, afferma l’Unità “ non gli va di essere tirato per la giacca né gli piacciono i tentativi di chi cerca di mettere il Pd nell’angolo dove sono finiti tutti gli altri partiti: “Non siamo tutti uguali e non ci sto a finire nel mucchio”.

La risposta a Vendola e Di Pietro, format stile Bagaglino

“Non mi è piaciuto il format utilizzato da Vendola e Di Pietro – dice Fassina – questo stile “Bagaglino” a cui si presta anche il governatore pugliese. La politica deve recuperare sobrietà e autorevolezza e prestarsi a operazioni di quel tipo non aiuta. Il nostro compito non è soltanto quello di mettere insieme dei partiti, dobbiamo avviare un processo di apertura e confronto che deve vedere protagonisti sia Sel sia l’Idv ma non soltanto loro. Non abbiamo tentennamenti, il segretario in direzione sarà chiaro, ma il percorso va misurato rispetto alla sfida che abbiamo di fronte e non possiamo permetterci chiusure”. Insomma il Pd intende tenere il pallino nelle mani., lanciando il patto tra progressisti, moderati e forze civiche “ Dovrà avviare questa nuova fase di dialogo, confronto e coinvolgimento di tutte le forze di cui abbiamo parlato – sostiene-ponendosi come punto di riferimento, un partito in grado di raccogliere le istanze che arrivano dalla società.” E sulle liste civiche?

Al Pd serve un rigenerazione morale e culturale

Chiaro e netto anche su questo problema: “Io penso a quello che serve al Pd e al Pd in questo momento serve una rigenerazione morale e culturale e questo coinvolgimento di cui parlo deve essere in grado di attrarre le forze della società civile, dei movimenti e della cultura che intendono partecipare alla ricostruzione dell`Italia e dell’Europa. Attrarlo nel Pd non al di fuori.” E ci tiene a sottolineare che “siamo il Partito democratico che si muove per affermare un modello progressista, come quello contenuto nella dichiarazione di Parigi” richiamando così il rapporto con le forze socialiste, socialdemocratiche a livello europeo “Noi ci misureremo su questo progetto: ci sarà una proposta di centrosinistra e una di centrodestra. Non sarà la stessa cosa scegliere noi o altri”. Una risposta  anche a Vendola che aveva chiesto proprio la conferma delle posizioni assunte dal Pd, da Bersani negli incontri tenuti con i leader socialisti e socialdemocratici.  Posizioni quelle espresse da Fassina che richiamano  i diversi “virgolettati”  che facevano dire al segretario del Pd. “Noi parleremo al Paese con un programma di governo alternativo, parleremo di crescita, solidarietà, impegno comune, una politica che rimette al centro il lavoro, le riforme e un nuovo assetto democratico. Di questo parleremo e chi condividerà questo progetto sarà con noi”.

 

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