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ROMA – Il solleone gioca brutti scherzi ad una politica  sempre più in  ebolizzione. Le grandi piazze davanti a Palazzo Chigi, a Montecitorio, la strada trafficata lungo la quale score Palazzo Madame, sono il crocevia di incontri continui fra i partiti che sostengono il governo Monti, con una occhiata anche alla sede della Commissione di Vigilanza che se la deve vedere con circa trecento curricola di persone che concorrono, si fa per dire, per i sette posti di Consigliere di amministrazione.

Fibrilla la maggioranza alla ricerca di soluzioni di compromesso, tanto di compromesso su problemi di grande importanza come la riforma del mercato del lavoro, gli esodati.,per non parlare della legge elettorale. Nel fronte delle opposizioni si distingue nin particolare Di Pietro che ora se la prende anche con il suo ex collega, Colombo, con il quale ha condiviso la battaglia di Mani pulite  e con  Benedetta Tobagi, scrittrice,giornalista, autrice di programmi televisivi. In effetti il bersaglio è altro, si chiama Bersani, colpevole di essersi fatto interprete di quanto in tanti affermano ma poi negano nei fatti, di aprire un reale confronto con associazioni, movimenti, che si battono da tempo per i diritti, le libertà, quella dell’informazione in primo luogo.

Di Pietro attacca Bersani e si allontana dal centrosinistra

In singolare sintonia con il sindaco di Firenze Di Pietro si scaglia contro il leader del Pd accusandolo, di fatto, di lottizzazione strisciante. Misteri dipietristi che comunque, questo un primo elemento di giornate di  solleoni e fibrilizzazioni politiche, che allontana sempre più  l’Italia dei Valori dalla allenza di centrosinistra. Il secondo elemento, più importante del primo, per riflessi economici e sociali riguarda la riforma del mercato del lavoro e gli esodati. O meglio riguarda il ministro Fornero cui Monti ha affidato il compito, a lei e a Passera in particolare, di  far approvare la legge entro il 28 giugno, quando si riunirà  il Consiglio dell’Unione europea. E qui inizia il lavoro fra le le forze politiche della maggioranza che, ci si scusi il bisticcio di parole, non è una maggiortanmza politica ma “ tecnica”, come si addice ad un governo tecnico. Fornero si presenta in Senato. Non sono  in molti ad ascoltarla Ma nonb le importa molto.Come fanno i professori in cattedra anche quando gli studenti sono n gran parte assente. Ha bisogno di far capire che sugli esodati qualche passo avanti si può fare. Le serve come merce di scambio, io prendo qualche impegno in poiù, aumento il numero di coloro che rischiano di persone stipendio e pensione in cambio voi mi approvate, con voto di fiducia, la  riforma del mercato del lavoro. ed eccola la fiera Elsa attaccare duramente  l’Inps che, quando ha fornito il numero di quasi quattrocentomila persone “ esodande”, ha fatto una gran confusione.

Fornero gioca a tombola e tira fuori il 55  …mila

Tira fuori, come quando si gioca a tombola, una ghiandina dal sacchetto e viene fuori il numero 55, mila, che si vanno ad aggiungere a suo dire ai 65mila già coperti dal decreto. Riconosce l’errore ed esulta Boccia, parlamentare del Pd. Non si sa perché, visto che , oltre Fornero, nessun altro, persona, istituti di ricerca,associazioni, statistici azvalla quei numeri. L’associazione dei consulenti del lavoro spiega al ministro come si calcolano gli esodati, Intanto in tutta Italia manifestano i lavoratori del settore credito, sono ben 17 mila dipendenti di banche che rischiano, appunto, di rimanere senza stipendio e senza pensione, anche se  se le pagano contribuendo ad un Fondo. Dice Maurizio Arena “ segretario generale di Dircredito, che rappresenta dirigenti, quadri ed alte professionalità , “ i presidi che abbiamo organizzato non pongono solo i problemi della nostra categoria, ma parlano a tutto il Paese. I dati dell’Inps sono credibili. Noi chiediamo che si trovi una soluzione per tutti. Le roserse ci sono basta cercarle”. Fornero nel frattempo, inizia il giro di consultazioni per lo scambio nuovi 55 mila esodati  con riforma del mercato del lavoro.

Confindustria: legge sul lavoro “una boiata”

 Da Confindustria arriva una bordata. Il neo presidente  Squinzi, definisce la riforma “una boiata”. Il ministro  replica “ con il passar del tempo si accorgerà che la legge è buona”. E’ questa la strada che propone a Pdl, Pd, Udc  che è sempre d’accordo ancor prima di ascoltare le proposte. Si approva la legge entro il 28, il “monitoraggio” che ne seguirà ci dirà  se qualcosa, “ il min imo” si può cambiare. In cambio, appunto i 55 mila esodati. Il Pd, con il capogruppo Franceschini, vuole andare a vedere. Chiede garanzie certe per gli esodati, tutti gli esodati, le modifiche alla legge sul lavoro vanno precisate, indicate, a partire dagli ammortizzatori sociali.  Il rischio è comunque un pasticcio, un impiccio. Non a casa il responsabile della sezione economia e valoro, Stefano Fassina, continua a chidere , subito, reali modifiche alla legge sul lavoro, senza  “ scambi” di sorta. Il Pdl avrebbe voglia di far saltare il banco, Brunetta fa sapere che non voterà la fiducia,  che servono norme più incisive sul mercatio del lavoro, la flessibiliutà in uscita, leggi licenziamenti.  E qui ci fermiamo, inizia un altro giorno. Speriamo che il solleone non provochi altri danni.

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