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CIAMPINO (ROMA) – Nel corso del seminario “Beni comuni, dal globale al locale”, organizzato da Terre Madri onlus e dal Movimento Ciampino Bene Comune, coordinato dalla Direttrice di Radio Popolare Roma Marta Bonafoni e che ha visto la presentazione del “Manifesto Ciampino Bene Comune” e del libro sulla riappropriazione delle risorse in  Bolivia ed Ecuador

– “La guerra dell’acqua e del petrolio” – padre Alex Zanotelli ha invitato i presenti e tutta la cittadinanza ad essere più attivi nell’occuparsi della cosa pubblica e a smascherare il sistema economico-politico-militare che si muove a livello mondiale, grazie alla forza delle sue multinazionali, dei suoi simboli e, quando necessario, del suo costosissimo apparato militare, ma che poi ha la necessità di trarre profitti da tutti i beni locali: “Siamo obbligati ad opporci a un impero globale, il più forte e raffinato mai esistito (…) che ci seduce e poi ci utilizza esclusivamente come tubi digerenti (…) e che ha creato una ‘non società’, un mondo dove poco è rimasto di ‘comune’. (…) La nostra debolezza però è colpa nostra, se ci dividiamo e pensiamo al bene individuale o di gruppo (…) Bisogna rioccupare i Beni comuni e farlo compatti. (…) Don Lorenzo Milani ci diceva che uscire dai problemi da soli è avarizia, uscirne insieme è politica“. Il missionario comboniano, che dopo le esperienze delle baraccopoli di Korogocho, vive oggi a Napoli, ha ricordato l’assurdità e i rischi legati anche al sistema di smaltimento dei rifiuti che privilegia gli inceneritori e le megadiscariche per trarne profitto, sottolineando il cammino positivo intrapreso dalla nuova giunta napoletana e gli enormi rischi che corre Roma se continua a pensare ai rifiuti come scarti da incenerire e non da ridurre o riciclare. Ha poi fatto riferimento allo scatto di dignità dell’Italia con i 27 milioni di votanti ai referendum, in particolare quello sull’acqua pubblica, nonostante le ostilità politiche, dei grandi mezzi di comunicazioni e delle lobby affaristiche, come esempio di possibili inversioni di rotta insieme alla forza dimostrata dagli indigeni boliviani capaci di cacciare Governi e multinazionali e di opporsi, com’è accaduto di recente, anche al loro Presidente indigeno Evo Morales per difenedere il loro territori, ma ha dovuto constatare che questi sforzi possono con rapidità essere vanificati se si abbassa il livello di guardia verso tutti i beni comuni così appetibili per i potentati del profitto. A Roma e Ciampino, con l’inutile crescente cementificazione, con la sottrazione di spazi e beni da sempre pubblici, come l’acqua e la campagna, con un sistema di trasporti aerei e su strada irrispettosi della qualità della vita, e così in Italia e in tutto il mondo, stanno derubando le ricchezze del nostro meraviglioso pianeta – Acqua, Terra, Aria ed Energia – ai giovani e a chi deve ancora nascere: “le generazioni degli ultimi 70 anni hanno bruciato e consumato risorse della Terra come mai è accaduto nella storia e per questo saranno ricordate con disprezzo nel futuro”. “È inutile pensare alla crescita, ai PIL, per salvare il sistema, è perfettamente inutile e miope, è invece necessario, iniziando dall’ecogiustizia, ripensare radicalmente tutto il modello in cui siamo inseriti” e per farlo, ha concluso, “non ci sono Governi amici (…) ed è inutile cercare dei profeti (…) la comunità è profetica e l’unico miracolo può venire da noi uomini se ci crediamo e mettiamo da parte gli egoismi e le individualità”.

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