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Nel 2012 scade il termine della normativa europea al riguardo delle opere del drammaturgo irlandese, compagnie teatrali ed autori potranno riadattarne le opere senza oneri

ROMA – Questa mezzanotte, mentre tutti festeggeremo il nuovo anno, si aprirà anche qualche nuova possibilità espressiva per le compagnie teatrali e gli autori, infatti scadrà, nell’Unione Europea, il termine ultimo del copyright sulle opere di James Joyce: “Dubliners” (la notissima raccolta di racconti), “Finnegans”, “Ritratto dell’Artista da giovane” e l’Ulisse, studiato come uno dei punti di partenza del rinnovamento del linguaggio, diventeranno pubblicabili, citabili e rappresentabili senza oneri economici legati al diritto d’autore.

James Joyce, nato nel 1882 a Rathgar, tuttora un quartiere residenziale molto bello nell’area sudest di Dublino, partì dal cattolicesimo ma sviluppò una visione indipendente, coerentemente con la quale prese ad esempio le difese di Henrik Ibsen nelle dispute letterarie che vedevano il drammaturgo norvegese attaccato (perchè all’epoca considerato immorale da parte della critica).

Lo scrittore irlandese abbandonò Dublino ed il suo paese agli inizi del novecento, iniziando un percorso in Europa che si svolse per gran parte in Italia, soprattutto a Trieste, dove ritroviamo nella storia della letteratura europea anche gli influssi e gli scambi che nel rinnovamento del linguaggio e nell’introspezione caratterizzano le opere di Italo Svevo e di James Joyce. Un’altro elemento che accomuna i due autori è la condizione di identità già allora sospesa tra diversi territori e culture in un’epoca in cui l’Europa era molto più frammentata rispetto ad oggi ed attraversata dalla crisi di certezze che segnava l’occidente nel suo insieme. Joyce visse in seguito anche a Parigi e Zurigo.

L’autore irlandese è scomparso nel 1941, all’inizio i diritti comprendevano il mezzo secolo successivo, ma le leggi europee in seguito hanno portato questo termine a settanta anni (fino al 2011 compreso). In Irlanda la Pan Pan ed il New Theatre, sono soltanto alcuni dei gruppi e dei teatri interessati a rielaborare opere che fanno parte profondamente della cultura irlandese del millenovecento, percorsa dai movimenti letterari ed artistici più innovativi. Rimarranno ancora alcuni scritti che non essendo ancora mai stati pubblicati ricadono sotto regole diverse, manoscritti sui quali hanno voce in capitolo il James Joyce Archive e la National Library of Ireland.

Aldo Ciummo

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